Fonte:        24Ore Business                                                        

Senato: dibattito in XII sul Psn 2002-2004; critiche sulla copertura inadeguata


Dubbi sulle risorse e contraddizioni di alcuni intendimenti programmatici con provvedimenti di legge in corso d'esame parlamentare. Sono state queste le critiche rivolte al Piano sanitario nazionale 2002-2004 nel corso del dibattito, questa settimana, in commissione Igiene e Sanità del Senato.

Critiche arrivate non solo dall'opposizione. Lo stesso presidente della XII, Antonio Tomassini (Fi), in linea con quanto ha fatto Raffaele Costa alla Camera, ha sostenuto che alcuni intendimenti programmatici del Piano sono "in contraddizione" con l'impostazione del Ddl sulle emotrasfuzioni in corso di esame parlamentare, al Ddl sul settore psichiatrico e al programma elettorale sostenuto dalle forze politiche di maggioranza per quanto riguarda la salvaguardia della libera professione di medico.

Esistono - ha aggiunto Tomassini - "profili problematici per la questione delle risorse". Un giudizio inaccettabile, secondo Giuseppe Semeraro di An, visto che il Piano non riveste natura legislativa e conseguentemente non è necessaria l'individuazione della copertura finanziaria degli interventi previsti.

Per il diessino Giuseppe Mascioni, pur essendo condivisibili alcuni obiettivi indicati dal Psn 2002-2004, restano dubbi soprattutto sotto il profilo della utilità effettiva, le indicazioni contenute sono contraddittorie con le Pdl sulla salute mentale in dicussione alla Camera e per l'assistenza ai soggetti non autosufficienti il riferimento ad un mercato sociale di cure e assistenza si pone in contrasto con i principi di solidarismo e universalismo che devono ispirare il Servizio sanitario nazionale.

Per Mascioni "la preoccupante connotazione di genericità del Piano ha indotto le Regioni, nel parere espresso il 20 giugno 2002, ad ipotizzare un rinvio a futuro atto, da adottarsi in sede pattizia, per la piena promozione e realizzazione degli obiettivi programmatici indicati nel Piano stesso". Molte critiche sono state espresse anche dal diessino Leopoldo Di Girolamo sia perché il Piano "risente di una cultura ospedalocentrica incompatibile con le esigenze di riforma della cosiddetta medicina del territorio", sia per la scelta di introdurre elementi privatistici nella disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, sia per la tendenza ad affidare ad organizzazioni di natura privatistica la gestione dell'assistenza ai malati cronici e ai tossicodipendenti.

Il dibattito, comunque, si concluderà con la espressione di un parere favorevole votato dalla maggioranza al docunento elaborato dal ministero dellaSalute.
 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete  11.10.2002   -   Torna a news