Fonte:        24Ore Business                                              

Regioni ancora all'attacco: "Il Governo va verso la disdetta unilaterale del Patto dell'8 agosto"



Le Regioni hanno riconfermato oggi nel pomeriggio al Governo, durante la riunione della conferenza Stato-Regioni le posizioni che avevano comunicato già da tempo circa il riparto del Fondo sanitario nazionale 2002. "Si tratta di posizioni note - ha spiegato Filippo Bubbico, presidente della Regione Basilicata - e se il Governo non dovesse accogliere le richieste che noi avanziamo da tempo, ovvero il rispetto della ripartizione sancita già a Perugia nello scorso anno, effettuerebbe in sostanza una rescissione unilaterale dell'accordo dell'8 agosto 2001 tra Stato e Regioni".

"Questa - spiega Romano Colozzi, assessore al Bilancio della regione Lombardia - sarebbe, da parte del Governo, una scelta incomprensibile. Le Regioni si stanno facendo carico dei problemi finanziari anticipando svariati miliardi di crediti che non ha riscosso da parte dello Stato e sarebbe il caso che, a fronte di una nostra assunzione di responsabilità ce ne fosse una altrettanto consistente da parte del Governo".

I tempi per una definizione concordata del riparto del Fondo sanitario nazionale 2002 sono ristretti. Scadono infatti dopodomani i 30 giorni che le parti si erano dati per arrivare ad un accordo. Trascorsa quella data il Governo potrebbe decidere autonomamente il riparto del Fsn.

"Una cosa del genere - aggiunge Colozzi - non si è mai verificata. sarebbe la prima volta che il Governo decide un riparto senza avere l'intesa delle Regioni. E questo è ancora più grave proprio in considerazione del fatto che esiste l'accordo dell'8 agosto che regola anche questo tipo di questioni». «Se il governo dovesse procedere autonomamente - conclude Bubbico - alle Regioni non rimarrà che riflettere sulle modalità per far rispettare l'accordo dell'8 agosto, che rappresenta un vero e proprio contratto tra il governo e le Regioni".

"Siamo alla rottura - spiega il governatore del Lazio, Francesco Storace - perché dal Governo non c'è uno straccio di risposta, e qui siamo di fronte ad un problema da 700 miliardi (di vecchie lire), 450 di entrate proprie e 250 per il Bambin Gesù". "I presidenti di tutti le Regioni - dice ancora Storace - hanno esposto la situazione drammatica nella quale ci si trova: a questo punto o c'è la consapevolezza politica e istituzionale che questo è un problema di tutti, Stato e Regioni, altrimenti per noi resta solo il ricorso ai Tar e alla Corte costituzionale". "E' difficile procedere in questa maniera, senza interlocuzione alcuna", conclude Storace.

 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete  24.10.2002   -   Torna a news