Fonte:        24Ore Business                                   

Il testo del documento delle Regioni sulla Finanziaria 2003

No al taglio ai trasferimenti e al blocco delle addizionali. Altolà alle sorprese nei Fondi unici. Giù le mani dai fondi per il Sud. Più fondi per la sanità. E ancora, le partite su casa, trasporti, decentramento amministrativo. E quel federalismo zoppo ancora in cerca d'identità.

È con questo pacchetto di pressanti richieste che oggi le Regioni si sono presentati a Palazzo Chigi per lo show down col Governo sulla Finanziaria 2003. Un confronto a tutto campo, al quale i governatori sono arrivati con un documento unitario. Anche se con toni diversi. Per chiedere marcia indietro al Governo e massima concertazione sui conti pubblici e sulle politiche di sviluppo.

Partita tutta da giocare, quella tra Roma e la "periferia". Anche perché, tra quelle di Centro-destra, non mancano un pugno di Regioni (Lazio e Puglia, soprattutto) che preferirebbero attenuare i punti d'attrito col Governo.

Meno soft sarebbe la Lombardia, che è stata incaricata di scrivere il documento consegnato a Berlusconi.

Il carnet di richieste delle Regioni è dettagliato. Al blocco dell'addizionale Irpef potrebbero essere controproposti strumenti alternativi, come l'aumento delle compartecipazioni. Alla riduzione dei trasferimenti si chiederanno quanto meno dei "limiti": salvare i servizi sociali, a cominciare da quelli sanitari, è un dilemma sottolineato in rosso nell'agenda di tutti i governatori. Altra questione non solo di metodo, è il rispetto di tutte le scadenze sul tappeto: l'attuazione del "vero" federalismo fiscale, anzitutto, e per prima cosa le tappe di marcia dell'«Alta Commissione» prevista dalla Finanziaria 2003

Per quanto riguarda la Sanità, il documento delle Regioni fa presente la necessità di attivare i contratti di formazione per medici specializzandi, l'avvio di un piano straordinario per la riqualificazione dell'assistenza sanitaria nei grandi centri urbani, la previsione di finanziamento della seconda fase dei programmi regionali di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico e la proposta di costituzione di un organismo unico d'intesa tra Governo, Regioni e Province autonome, per il governo della spesa farmaceutica. Le Regioni, sotto questo aspetto, prendono atto della necessità di non aumentare la pressione fiscale complessiva ma ribadiscono che per assicurare la tenuta del sistema sanitario e l'erogazione dei livelli di qualità nelle prestazioni ai cittadini è necessario individuare congiuntamente col Governo le necessarie soluzioni.

Tra gli altri argomenti, la richiesta di un segnale concreto dell'attuazione dell'accordo interistituzionale tra il Governo, le Regioni, e le autonomie locali; la necessità di svolgere un'azione efficace per rilanciare lo sviluppo del Mezzogiorno; il decentramento e i tagli ai trasferimenti.

«Passi avanti», ha definito il risultato dell'incontro tra Governo e Regioni il Governatore della Lombardia, Roberto precisando che «non ci sarà nessun taglio nei trasferimenti alle Regioni». Un tavolo tecnico con il premier è previsto per mercoledì-giovedì prossimo. Rimane confermato il congelamento delle addizionali Irpef, e dell'Irap. Resta il nodo Sanità.

«Abbiamo presentato un documento con le nostre richieste - ha aggiunto Formigoni - ora lavoreremo alle proposte di emendamenti alla Finanziaria». Il governatore della Regione Lombardia ha ribadito la
determinazione delle Regioni a proseguire «sulla via del Federalismo fiscale. Vogliamo la compartecipazione alle
imposte - ha detto Formigoni - o altri strumenti federali per garantire ai cittadini tutti i servizi». Formigoni ha,
inoltre, riferito di aver ricevuto chiarimenti sui tagli ai ministeri: «Faranno soltanto tagli su beni e servizi».

Ci sono dei cambiamenti, da parte di Berlusconi c'è la massima disponibilità a recepire le nostre proposte, il dialogo ci sarà già dalla prossima settimana e il presidente del Consiglio si è dimostrato «aperto a raccogliere
le nostre modifiche». Ha affermato il presidente dei governatori, Enzo Ghigo, al termine dell'incontro.

«Berlusconi - dice Ghigo - ci ha detto che la Finanziaria non è a scatola chiusa, questo è un passaggio positivo, ma il giudizio definitivo ci sarà soltanto quando vedremo se le nostre proposte saranno raccolte». Ghigo per il momento si dichiara soddisfatto perchè «è aumentata l'attenzione da parte del governo verso le questioni sottolineate dalle Regioni». Per Ghigo quindi «ci sono tanti problemi e diverse partite aperte, come quella della sanità. I conti però - conclude - si tireranno alla fine».

"Abbiamo presentato un documento in cui chiediamo modifiche sostanziali perchè riteniamo che questa
Finanziaria è insostenibile per le Regioni", ha affermato il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. «Ci sono - prosegue - problemi di grande respiro per il Paese e per i cittadini, come a esempio la sanità e, in particolare, l'erogazione di servizi fondamentali». In merito al tema del federalismo, «quest'ultimo - dice Errani - deve partire dal 2003 e non essere ulteriormente rinviato. Nel frattempo - conclude - il Governo deve trasferire le risorse relative alle competenze delle Regioni».
 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete  09.10.2002   -   Torna a news