Spondilite anchilosante, l’Italia brucia le tappe e dà il via libera all’infliximab


Da fine settembre i centri reumatologici del progetto Antares possono erogare gratuitamente l’anti-tnf infliximab anche per la spondilite anchilosante. L’Italia è il primo paese europeo a garantirlo per questa indicazione: merito della legge 648/96 e della collaborazione fra Cuf, reumatologi e associazioni di pazienti.

Milano, 17/10/02 – Un primato europeo che fa onore al Servizio sanitario italiano: così potrebbe essere definita la decisione della Cuf che ha iscritto l’infliximab nell’elenco dei farmaci ex legge 648/96 con l’indicazione della spondilite anchilosante. L’effetto del provvedimento è attivo da circa tre settimane; il farmaco, appartenente alla promettente famiglia degli antagonisti del fattore di necrosi tumorale, è ora disponibile nei centri ospedalieri autorizzati dal ministero anche per questa patologia. In anticipo su tutti gli altri paesi Europei, i pazienti italiani possono così riceverlo gratuitamente secondo percorsi di cura controllati, anche se l’approvazione per questa indicazione da parte dell’Emea è ancora in fase di valutazione.
La rete dei centri di reumatologia autorizzati alla somministrazione della terapia è la stessa individuata dal ministero della Salute per il progetto Antares, che già impiega gli anti-tnf nell’artrite reumatoide e nel morbo di Crohn.
Il sorprendente sprint italiano nel panorama europeo è l’effetto di una misura legislativa che dal 1996 garantisce un trattamento speciale a farmaci particolarmente innovativi prima che arrivino nelle farmacie. Nel corso di un incontro per illustrarne i contenuti, Marco Matucci Cerinic, reumatologo all’università degli Studi di Firenze, l’ha definita «una legge particolarmente illuminata, che introduce una certa elasticità nel sistema per rispondere in tempo reale alle esigenze dei pazienti». La 678/96 prevede che si possa erogare gratuitamente un farmaco non ancora autorizzato al commercio qualora rappresenti l’unico valido trattamento terapeutico per una patologia.
Nel caso dell’infliximab con specifica indicazione per la Sa (riservato ai casi refrattari ai trattamenti trdizionali) sono stati decisivi, oltre ai dati di letteratura su piccoli studi pilota ad hoc, le osservazioni sui pazienti già trattati per il morbo di Crohn, che beneficiavano del trattamento anche per le affezioni articolari che accompagnano spesso quella intestinale.
Un ruolo decisivo in questa occasione è stato interpretato anche dalle associazioni di pazienti: un soggetto a tutela dei pazienti affetti dalle varie forme di spondiloartrite (Aispa, associazione italiana spondiloartriti) si è costituita proprio all’inizio del 2002 come estensione dell’associazione spondilite anchilosante (Aisa, attiva dal 1987). Anche grazie alla pressione di Aispa si è arrivati alla firma del provvedimento sull’infliximab nello scorso luglio, poi operativo da fine settembre. «Un motivo di orgoglio per l’associazione», lo ha definito il presidente Giuseppe Oranges, che ha ricordato anche che la sensibilizzazione per la diagnosi precoce è l’obiettivo in cima alla lista delle priorità

Fonte : Il Medico di Famiglia -  Messo in rete  18.10.2002   -   Torna a news