Torino, medici in piazza il 15 ottobre


Una situazione di stallo per la sanità piemontese, e nessun investimento sul territorio. Questi i motivi che hanno indotto l a Fimmg Piemonte a proclamare lo sciopero per il 15 ottobre. I medici chiuderanno gli ambulatori e scenderanno in piazza con i cittadini: garantite solo le urgenze.

Torino, 07/10/02 – Non si allenta la tensione tra la medicina di famiglia in Piemonte e l’assessorato regionale alla Sanità: la categoria ha confermato per il prossimo 15 ottobre la protesta con la chiusura degli ambulatori e una manifestazione in piazza insieme ai cittadini.
Dall’inizio dell’anno i rapportitra mmg e l’assessore Vito D’Ambrosio si sono fatti tesi: l’accusa mossa alla sanità Piemontese è di non affrontare in modo strutturale i problemi organizzativi della medicina del territorio, e della continuità assistenziale in modo particolare. I medici chiedono anche di sbloccare i lavori sul piano sociosanitario (fermo in IV Commissione regionale da un anno) e di affrontare il riordino della rete ospedaliera non solo con le chiusure dei reparti, ma anche con la conversione.
«La situazione non è cambiata in questi mesi», afferma il segretario regionale della Fimmg Giacomo Milillo. «Avevamo indetto uno sciopero per il 25 settembre, che è stato rinviato perché è stata richiesta la procedura di conciliazione. Lo abbiamo confremato per il 15 ottobre: ci sarà la chiusura degli ambulatori per un giorno e una manifestazione a Torino dei medici di famiglia insieme ai cittadini. Garantiremo le visite domiciliari d’urgenza, che saranno gratuirte per i pazienti ma verranno notulate alle Asl come prestazioni occasionali».
Fra i motivi della protesta anche i metodi scelti per ridisegnare la rete ospedaliera piemontese, tema particolarmente sentito nella regione dopo il caso dell’ospedale di Domodossola.
«Non siamo contrari alla chiusura dei piccoli ospedali, ma qui c’è solo un eelenco di strutture da chiusdere e non ci sono piani per trsferire servizi territoriali in questre strutture. Sul territorio non è stato investito nulla».
Manca del tutto la riconversione, precisa, soluzione che oltre a rispondere al bisogno del territorio avrebbe anche l’effetto di tranquillizzare l’opinione pubblica.
Ancora nessuna indicazione precisa viene dalla giunta per un tavolo di trattativa. «Abbiamo avuto qualche scambio informale su un possibile incontro, ma di ufficiale non c’è


 
 
Fonte : Il Medico di Famiglia -  Messo in rete  07.10.2002   -   Torna a news