Il troppo lavoro stroppia il cuore

Dal Giappone un'analisi del legame fra sovraccarico lavorativo e cardiopatie

Lavorare troppo, in continua tensione, fa venire l'infarto. La cosa in sé non è una grande novità, ma un'équipe giapponese ha precisato quali sono i comportamenti associati a un pericolo reale. Lo ha fatto Ying Liu per conto dell'Heart Study Group di Fukuoka, indagando nel modo più minuzioso come e quanto avevano lavorato, abitualmente e negli ultimi tempi, 260 uomini colpiti da infarto acuto ricoverati in una ventina di ospedali. Come controlli hanno usato 445 persone sane, simili agli infartuati per età e altre caratteristiche, scelti con una procedura rigorosa fra i vicini di casa. L'elaborazione dei dati raccolti ha permesso di individuare alcuni fatti e comportamenti la cui frequenza fra gli infartuati era significativamente diversa da quella riscontrata fra i coetanei sani.

Liu e Tanaka hanno accertato che, a prescindere dall'età e da ogni altro fattore di rischio noto, predispongono a un primo infarto lavorare abitualmente molto più di 40 ore alla settimana, dormire poco la notte, non disporre quasi mai di un'intera giornata di libertà; nonché avere mansioni di responsabilità e avere un lavoro a turni, o comunque la necessità di dormire poco (meno di cinque ore) più di due notti alla settimana. In particolare, chi lavora di norma più di 60 ore alla settimana ha un rischio d'infarto doppio rispetto a chi lavora 40 ore o meno; per chi due o più volte alla settimana non raggiunge le cinque ore di sonno per notte, il rischio è compreso fra il doppio e il triplo.

Anche chi è abituato a un ritmo di lavoro rilassato (cioè normale), ma si ritrova costretto per un certo tempo al superlavoro con mancanza di sonno e di tempo libero, deve stare attento: per incorrere in un attacco cardiaco in queste condizioni può bastare un mese o anche solo una settimana. "Probabilmente il lavoro eccessivo, la tensione e la privazione di sonno sono nocivi perché sono associati a ipereccitazione del sistema simpatico" osserva Liu.

Fonte il TempoMedico On Line -Messo in rete il 28.10.2002 -Sezione Web Fimmg di Taranto