Fonte:        24Ore Business                                        

 

Ansia e depressione: meglio la psicoterapia dei farmaci



La psicoterapia batte il trattamento farmacologico nella cura di depressione e ansia.«Il trattamento psicoterapico infatti mantiene nel tempo gli effetti positivi, a differenza di quello farmacologico»: ad affermarlo il professore Micheal Lambert, dell' Università dello Yutah e ricercatore nell' ambito degli studi sulla valutazione della psicoterapia, a margine di un convegno organizzato a Palermo dall' ordine nazionale degli psicologi.

«I malati di depressione - afferma Lambert - ricadono nel 75-80 per cento dei casi e sviluppano una dipendenza dal farmaco. Il migliore vantaggio consiste nel fatto che la piscoterapia raggiunge gli stessi risultati dei farmaci, ma li mantiene nel tempo, mentre con il trattamento farmacologico l' efficacia si riduce con il passare del tempo».

Più cauta la posizione assunta dal professore Roy Mackenzie, della Università British Columbia, che parla di stessi effetti sia per la piscoterapia che per i farmaci e aggiunge che «non si hanno grossi benefici dalla combinazione dei due trattamenti».

Dagli studi svolti da entrambi i ricercatori è emerso che sia la psicoterapia individuale che quella di gruppo sono due volte più efficaci di un trattamento 'placebò, cioè di un falso trattamento che viene somministrato al paziente facendogli credere che sia vero. In particolare, il professore Lambert ha condotto la ricerca per 6 mesi su un campione di mille pazienti affetti da depressione, ansia e disturbi relazionali. Nell' 85 per cento dei casi la psicoterapia ha avuto effetti positivi; nel 10 per cento si trattava di pazienti che presentavano difficoltà a stabilire relazioni sociali in genere e che pertanto non ricevevano nessun beneficio dal trattamento, mentre il restante 5 per cento aveva un vero e proprio rifiuto nei confronti dello psicoterapeuta.

La psicoterapia di gruppo, invece, è stata al centro della ricerca condotta dal professore Roy Mackenzie per 3-4 mesi su un gruppo di pazienti con problemi analoghi. «Ebbene - afferma Mackenzie - è stato riscontrato un miglioramento significativo per la maggior parte dei pazienti». «Soltanto per una bassa percentuale si è verificato un ritorno dei sintomi: dopo due tre mesi di sedute il 10-15 per cento dei pazienti tornava a manifestare dei sintomi».

 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete  06.12.2002   -   Torna a news