Fonte:        24Ore Business                                      

Devolution: "no" secco di Cgil e Cisl, cauta la Uil



Il provvedimento di devolution in esame al Senato, sommato alla riduzione delle risorse destinate agli enti locali prevista in Finanzaria, produrrebbe effetti negativi sugli apparati di sicurezza del Paese. Il segretario confederale della Cgil, Paolo Nerozzi esprime la preoccupazione del suo sindacato a margine dell'incontro con i capigruppo al Senato dell'Ulivo.

"La Finanziaria riduce le risorse agli enti locali con effetti sulle condizioni delle persone più deboli e sulla dialettica istituzionale fra Regioni, Comuni e Stato centrale, affiancati alla devolution rischiamo di creare una situazione drammatica, con 20 Sanità e scuole diverse, un mercato del lavoro ingestibile e scardinando il meccanismo della sicurezza", afferma Nerozzi. Su quest'ultimo punto il sindacalista esprime tutte le sue perplessità: "Le possibilità sono tre, smantelliamo l'organismo tutto sommato efficiente, come la Polizia di Stato di fronte alla necessità di un più forte coordinamento a livello europeo; oppure i vigili urbani diventano regionali invece di avvicinarli di più ai cittadini; o ancora si pensa di creare una quinta polizia, aggravando i problemi di coordinamento già esistenti fra le varie forze dell'ordine". "Non vorremmo - avverte Nerozzi - che dietro a tutto questo spuntasse l'ombra del presidenzialismo e della modifica della prima parte della Costituzione".

"Abbiamo espresso la nostra contrarietà al provvedimento sulla devolution", commenta secco il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta.

Più cauto il segretario confederale della Uil, Adriano Musi: "Siamo contrari a qualsiasi ipotesi che metta in discussione un modello di Stato basato sui principi di solidarietà e di coesione nazionale. La speranza è che si possa arrivare nel dibattito parlamentare a soluzioni che trovino un accordo comune". Musi, a differenza dei colleghi di Cgil e Cisl, non guarda con molto favore ad una soluzione referendaria: "Il referendum è sempre l'ultima 'ratio' quando si registra sfiducia sulla capacità del Parlamento di decidere con serenità su una materia costituzionale".

 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete  04.12.2002   -   Torna a news