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Medici, esclusiva appesa a un filo
Riforma sì, riforma no. Riforma subito, riforma più tardi. Governo e maggioranza continuano a sfogliare i petali della margherita della modifica al rapporto di lavoro esclusivo dei medici che indossano la casacca del Ssn. Ma, schiacciati tra le dure resistenze delle Regioni e i timori di Giulio Tremonti di dover accollare sui conti dello Stato eventuali nuove spese, ancora non hanno preso alcuna decisione. Di sicuro, al momento, c'è solo che di medici pubblici non si parla nel maxi-emendamento del Governo.

Entro lunedì, o al più tardi mercoledì prossimo, si prenderà una decisione con un eventuale sub emendamento del relatore. Altrimenti di riforma se ne parlerà in un'altra occasione. Magari con una piccolissima, ma non secondaria, modifica: la chance, per i medici, della reversibilità dell'opzione per il rapporto esclusivo, che oggi è praticamente una scelta a vita.

Un lavorìo sotterraneo è comunque in corso sulla base di una bozza di emendamento ancora da verificare. Anche perché sullo sfondo c'è lo sciopero annunciato da una parte consistente della categoria per il 19 dicembre, proprio in prossimità del varo della manovra da parte del Senato. Sciopero, quello di giovedì prossimo, che è stato confermato proprio ieri con la chiusura di tutti i servizi ambulatoriali, la sospensione dei ricoveri non urgenti, il blocco di visite e interventi programmati, il black out dei mercati delle carni e del pesce e di import/export di animali e alimenti.

Pomo della discordia tra Governo e Regioni - da un punto di vista finanziario - è il mantenimento o meno dell'indennità di esclusività. Che i governatori hanno detto di non voler pagare se cambia il quadro normativo di riferimento, facendosi scudo dietro l'ormai famosa regola del "chi rompe paga" del patto di stabilità dell'8 agosto 2001. Di qui, anche, le resistenze del Governo, e in particolare del ministro dell'Economia che ormai da mesi frena la riforma già da tempo lanciata sul tappeto dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia.

In mezzo, oltre che i partiti, stanno le fratture della categoria, che comunque all'unisono non accettano assolutamente di perdere la pingue indennità di esclusiva. Riforma in alto mare, dunque. Col tentativo di sbloccare l'impasse nei confronti delle Regioni ricorrendo a un'interpretazione di legge secondo cui i diritti acquisiti sarebbero «salvi», dunque non rinegoziabili, come chiedono i governatori.

Farmaci, no allo sconto del 50%. Intanto il maxi-emendamento del Governo riserva altre novità sui farmaci. A cominciare dall'abolizione dell'ampliamento dell'applicazione dello sconto del 50% sui medicinali acquistati da tutte le strutture sanitarie, introdotto in commissione Bilancio. Resterà però bloccata fino a luglio la tranche di allineamento dei listini dei farmaci al prezzo medio europeo, con l'avvertenza che il blocco verrà protratto se dall'andamento della spesa risulterà un superamento del tetto di 10,1 mld di euro programmato per il 2003.
(16 dicembre 2002)

 

 

Fonte Sole 24ore sanita' : messo in rete il 16.12.2002 da Fimmg Sezione Web di Taranto