Allhat, il più ampio studio sull’ipertensione
rivaluta i tiazidici
Pubblicato
su Jama il più vasto studio sull’ipertensione che compara l’efficacia di un
diuretico tiazidico, un calcioantagonista e un betabloccante: simile l’esito su
eventi coronarici e mortalità, ma per gli altri eventi vascolari il diuretico
mostra un’efficacia lievemente superiore, a cui si aggiunge il vantaggio
dell’economicità.
Venerdì 20 dicembre 2002 – Con oltre 33 mila
partecipanti reclutati e un disegno rigoroso, lo studio Allhat ha fornito una
delle più solide evidenze mai prodotte sui trattamenti per l’ipertensione, che
premia i diuretici tiazidici come terapia di prima scelta per efficacia ed
economicità.
È questo in sintesi il commento con il quale, in un editoriale
sulle pagine di Jama, l’epidemiologo Lawrence Appel (Johns Hopkins University)
accoglie i risultati del Antihypertensive and Lipid-Lowering treatment to
prevent Heart Attack Trial (Allhat) pubblicato sulla rivista della American
medical association. Lo studio, che ha impegnato per otto anni 623 centri di
cure primarie in Usa e Canada, ha confrontato l’efficacia di un diuretico
tiazidico (clortalidone), di un ace inibitore (lsinopril) e di un
calcioantagonista (amlodipina) nel prevenire gli infarti miocardici, fatali e
non, la mortalità da ogni tipo di causa e gli eventi cardiovascolari maggiori.
Il follow-up minimo dei pazienti è stato di 4 anni: il campione di oltre 33 mila
soggetti ipertesi (per due terzi caucasici e un terzo afroamericani) era
composto in uguale misura da uomini e donne con età minima 55 anni, con almeno
un altro fattore di rischio cardiovascolare.
Circa 15 mila soggetti sono
stati assegnati alla terapia con il diuretico, 9 mila al calcioantagonista e
altrettanti all’ace-inibitore, secondo un disegno in doppio cieco.
Simili
sono stati i risultati ottenuti con i tre farmaci sulla prevenzione degli eventi
coronarici fatali e non, così come sulla mortalità per tutte le cause.
Sugli
esiti secondari l’amlodipina appare meno efficace del clortalidone solo per la
probabilità di sviluppare scompenso cardiaco a 6 anni (rischio relativo 1,38);
il lisinopril ha dato esiti lievemente inferiori su tutti gli outcome secondari,
esclusa la mortalità.
È un risultato con un’alta significatività statistica,
commenta Appel, praticamente inattaccabile: lo studio ha considerato solo i
pazienti ad alto rischio e ha misurato gli esiti clinicamente più rilevanti. A
vantaggio del diuretico tiazidico c’è anche la sua economicità, che concorre a
indicarlo, conclude lo studio Allhat, come terapia di prima scelta. A
determinare la decisione del medico dopo questi criteri rimarrebbe solo la
tollerabilità del trattamento, da valutare sul singolo.
Lo studio sembra
destinato ad avere un impatto importante sulle linee guida internazionali, anche
se per ciascuna delle tre classi farmacologiche si è limitato a considerare una
singola molecola. Appel sostene che i risultati possono essere facilmente
estrapolati ad altri principi attivi, con qualche distinguo solo per i
calcioantagonisti.
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Fonte : Il medico di famiglia - messo
in rete da Fimmg sezione web di Taranto il 20.12.2002 - |