Tempi lunghi per la convenzione

Ancora lontano l'avvio delle trattative per il rinnovo dell'accordo collettivo nazionale

ancava solo la riforma costituzionale: un altro bastone inseritosi tra le ruote del già malandato carretto che deve portare a casa dei 47.000 medici di famiglia italiani il rinnovo della convenzione. Per la quale, malgrado sia scaduta ormai da tempo, ancora non si parla di rinnovo.

Che cosa c'entra la Costituzione? C'entra, perché la riforma del titolo V, conferendo alle Regioni più ampi poteri, ha fatto sì che queste ultime decidessero di costituire un organismo ad hoc per discutere dei rapporti tra servizio sanitario e medici di medicina generale. Ma il nuovo organismo, l'Agenzia per le convenzioni, deve essere sancito anche sul piano istituzionale, e a questo scopo è stato presentato un emendamento alla Finanziaria ora in discussione. Risultato: finché l'emendamento non verrà recepito le bocce resteranno ferme. Questo il succo della lettera che Fabio Gava, coordinatore degli assessori regionali della sanità, ha inviato in risposta a una missiva dei sindacati medici che sollecitavano l'avvio delle trattative.

Insomma, per quello che oggi si capisce, la convenzione non sarà più discussa con il ministro della salute, come si è fatto per molto tempo, e nemmeno con la Conferenza stato-regioni, da quando questa è stata istituita: d'ora in avanti le regioni discuteranno con i propri medici di famiglia. Con quali poteri e per quali ambiti, però, ancora non è dato sapere. E non si tratta di un aspetto di poco conto.

Sempre l'assessore Gava al recente congresso FIMMG ha dichiarato che la Convenzione nazionale conterrà solo i diritti del medico e del cittadino, mentre gli accordi regionali tratteranno gli obiettivi sanitari. Una posizione che il maggiore sindacato dei medici di famiglia non condivide. "Non crediamo nell'idea di una convenzione "snella" a livello nazionale, che lasci alle singole regioni l'ambito economico e progettuale" dice Giacomo Milillo, vice segretario nazionale vicario della FIMMG. "Noi ci batteremo affinché tutte le regioni e tutti i medici si confrontino insieme a livello nazionale ripartendo l'impegno economico sul Fondo sanitario nazionale. Dopodiché, ci può essere spazio per accordi regionali che personalizzino, in qualche modo, quanto delineato a livello nazionale".

Ma, a prescindere dall'interlocutore che si troveranno di fronte, quali sono le richieste dei maggiori sindacati di categoria? "Come prima cosa chiediamo che si firmi una convenzione ponte che, in attesa del rinnovo completo, adegui le tariffe almeno al tasso di inflazione" rivendica lo SNAMI per bocca del suo presidente, Giuseppe Anzalone. "Ci sono una serie di prestazioni che vanno ricalibrate. Per esempio, riteniamo assurdo il pagamento forfetario delle visite domiciliari, perché così non si tiene conto dell'estrema variabilità delle situazioni. E poi, bisogna far capire ai cittadini che ci vuole una compartecipazione alla spesa".

L'idea della convenzione ponte non piace alla FIMMG, che punta invece alla definizione di un accordo che definisca a livello nazionale i LEA per la medicina generale, al momento molto vaghi. L'altro caposaldo delle rivendicazioni FIMMG riguarda il riconoscimento della figura professionale del medico di famiglia a livello nazionale. E propone un'ipotesi di carriera. "Oggi gli unici elementi di avanzamento economico per i medici di famiglia sono il numero di scelte e l'anzianità" spiega Milillo. "Noi proponiamo di introdurre elementi di qualità, come crediti o corsi specifici, e di riconoscere al medico l'impegno profuso nella ricerca, nell'attività didattica, nell'ambito organizzativo. Si tratterà di definire con chiarezza gli ambiti, ma occorre di sicuro far sì che il progresso economico non sia più legato solo all'anzianità".

"Siamo contrari a differenziazioni del trattamento economico: il medico faccia il suo lavoro" controbatte Anzalone. "Se vorrà fare ricerca, la faccia pure, ma solo dopo avere svolto il suo lavoro ed essersi aggiornato, che sono i doveri che gli competono".

Fonte: Tempo Medico on line - Sezione Web di Taranto  Messo in rete  11.12.2002   -   Torna a news