Fonte:        24Ore Business                                          

 

Tumori: convegno all'Icc di Rovigo; in arrivo terapia genica che rafforza le difese naturali dell'organismo



Rivoluzione in arrivo nella terapia dei tumori: attraverso la somministrazione nel sangue del malato di una sostanza denominata interferingRNA sarà possibile riattivare le difese naturali dell'organismo. La sostanza è prodotta da due microgeni, denominati geni miR, mancanti nel 70% dei malati di leucemia linfatica cronica, neoplasia che colpisce circa 4mila italiani l'anno. A scoprirla, un team di ricercatori guidati da Carlo Croce, direttore del Kimmel Cancer Center di Philadelphia. Lo studio, pubblicato sull'ultimo numero dell'organo ufficiale della National Academy of Sciences statunitense, è stato reso noto all'inaugurazione del congresso "New trends in cancer therapy" in corso a Rovigo.

I ricercatori hanno scoperto che i geni miR mancano anche nel tumore della prostata (12mila casi all'anno in Italia) e nel mieloma multiplo (3mila casi). "La scoperta dei geni miR - afferma Croce, che è anche direttore del comitato scientifico dell'International Cancer Center di Rovigo - apre la strada a un tipo di studi totalmente nuovi per trovare la chiave dei tumori e il trattamento. In questo caso dalla genetica si può passare direttamente alla cura in tempi molto rapidi: infatti il vantaggio enorme della nuova terapia è che l'interferingRNA può essere prodotto in grandi quantità con macchine sintetizzatrici ultramoderne. Se la sperimentazione sull'uomo confermerà l'eccezionale scoperta, nel giro di uno-due anni avremo finalmente il primo farmaco genetico attivo contro leucemia linfatica, tumore alla prostata, mieloma multiplo e in grado di bloccare l'eventuale proliferazione di questi e di altri tumori, nei quali sono interessati i microgeni, ad altri organi, vale a dire la metastasi. Rispetto alla terapia genica tradizionale, che mira a sostituire geni 'guasti' con geni sani, il nuovo approccio si basa sulla riparazione dei geni 'guasti' tramite l'interferingRNA che rappresenta un nuovo meccanismo genetico dei tumori".

Secondo gli scienziati le ricadute cliniche della ricerca potrebbero essere rilevanti. "Questa nuova terapia genica - spiega infatti Croce - ha un enorme vantaggio rispetto a quella tradizionale, che agisce solo localmente sulla massa tumorale. Il nuovo trattamento, di tipo sistemico, raggiunge invece ogni distretto dell'organismo colpito dal tumore ed è quindi potenzialmente in grado di bloccare la metastasi, cioè la diffusione finora irreparabile del tumore da un organo all'altro. La terapia genica sistemica è una strada molto promettente - aggiunge il direttore del Kimmel Cancer Center di Filadelfia - perché tutti i tumori maligni quando vengono diagnosticati sono purtroppo malattie sistemiche".

La leucemia linfatica cronica, tumore nel quale è avvenuta la scoperta dei microgeni è un tipico cancro sistemico perché interessa le cellule del sangue. I microgeni, sostanze naturalmente presenti nelle cellule, inibiscono l'insorgenza del tumore attraverso la produzione di interferingRNA. Quando però i microgeni sono eliminati a causa del tumore la sostanza 'protettrice' manca. "Ora - spiega Croce - invece di sostituire i due geni soppressi, abbiamo pensato di somministrare direttamente l'interferingRNA nel sangue con un trattamento di tipo sistemico che dovrebbe bloccare la crescita del tumore". La sperimentazione sull'uomo partirà il prossimo anno, sia negli Stati Uniti che all'ICC di Rovigo. "Sperimentare per primi la terapia sistemica in Italia - dice Gianni Tessari, direttore dell'Ussl di Rovigo e presidente del congresso - è un grande successo per il nostro Centro, ormai proiettato verso la ricerca di punta, senza trascurare l'impegno verso una migliore qualità di vita per i malati di cancro. Speriamo che il nuovo approccio si riveli un'arma efficace contro la leucemia linfatica cronica, una forma tumorale in costante aumento a causa dell'invecchiamento della popolazione. In attesa delle ricadute cliniche delle ricerche è necessario assicurare un'assistenza globale a tutti i malati di tumore e ai loro familiari. Ciò significa offrire supporti terapeutici e psicologici con continuità, sia temporale, dalla diagnosi alla cura palliativa, sia sul territorio, cioè dal day hospital, al ricovero e al domicilio".

Nel frattempo proseguono le ricerche anche per quanto riguarda la terapia genica tradizionale basata sull'identificazione dei tratti 'guasti' di Dna la cui funzione alterata possa essere corretta. "In questo settore - spiega Maria Grazia Masucci, direttore del Karolinska Institute di Stoccolma e dell'Icc di Rovigo - l'angiogenesi è una strada niente affatto abbandonata. Bloccare il nutrimento del tumore è uno dei modi principali per fermare il cancro. Il 'silenzio stampa' subentrato all'iniziale entusiasmo per la scoperta di questo meccanismo insegna che nella ricerca non bisogna procedere troppo velocemente, né buttare le opportunità; quando l'idea è ottima è invece necessario continuare pazientemente gli studi e mantenere un grande rigore scientifico che è l'unica garanzia di successo. Altro campo di ricerca d'avanguardia - prosegue Masucci - è quello degli inibitori delle kinasi; anche qui l'approccio è di inibire selettivamente i sistemi che controllano la crescita del tumore bloccando i meccanismi di comunicazione all'interno delle cellule e tra i vari tipi di cellule che costituiscono la massa del tumore". Per quanto riguarda i virus 'tumorali' si discuteranno approcci nuovi per la produzione di vaccini che permettono di diminuire l'incidenza delle forme di cancro di origine virale.

 

Fimmg Sezione Web di Taranto  Messo in rete  03.12.2002   -   Torna a news