Il testo della Finanziaria 2003, mentre le Regioni attaccano la "tagliaspesa" e il Governo vara il decreto di fine anno.

Una Finanziaria che, per la Sanità, è rimasta "appesa" fino all'ultimo minuto alla questione dell'intramoenia dei medici, risolta con l'approvazione di un ordine del giorno che ha scatenato le ire dei sindacati che fino all'ultimo avevano sollecitato il Governo a introdurre la reversibilità nella legge e che per il resto non ha riservato nell'aula di Palazzo Madama grandi sorprese rispetto al testo già approvato in commissione.

Sul versante farmaci  si confermano tagli e razionalizzazioni in attesa del nuovo prontuario. Mentre fa il suo ingresso tra le razionalizzazioni anche la Cud per i dispositivi medici e sul versante contrattuale la mini-Aran regionale per le convenzioni che diventano così sempre più federaliste.

La prossima Finanziaria però dovrá essere diversa, secondo il sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas, che al termine della manovra 2003 torna a chiedere una riforma che «deve adeguarsi ad un sistema politico-parlamentare che è cambiato». Per Vegas, quattro passaggi, due in Commissione e due in Aula, sono «troppi» e il dibattito dovrebbe essere sulle «grandi scelte».

«Quando ci si sofferma troppo sui particolari - dice - nel Parlamento si possono perdere di vista i grandi temi».
In particolare, il sottosegretario suggerisce l'introduzione di un «un sistema redigente, ovvero scelte fatte in Commissione con l'Aula che approva o respinge». Sì dunque al sistema di emendamenti ma «per opzioni, per articoli o blocchi di articoli; in questo modo anche le battaglie sarebbero più visibili». Vegas aggiunge che così emergerebbe con chiarezza che «la finanziaria non è un luogo di cogestione delle scelte».

Regioni all'attacco della "tagliaspesa". Intanto, però, con la fine dell'anno e la manovra in porto le acque non si sono davvero calmate. Sul decreto applicativo della legge "tagliaspesa" si sono concretizzate le promesse di battaglia delle Regioni. Che lo hanno giudicato  inapplicabile perchè arriva alla fine dell'anno quando il budget delle spese di funzionamento è pressochè esaurito.

Inoltre, ne è convinta la Regione Lombardia, capofila per le questioni di bilancio delle amministrazioni locali, viola l'accordo tra Governo e Regioni dell'8 agosto 2001 e lede gravemente le competenze della Regione in materia di sanità.

E queste sono anche le basi sulle quali diverseRegioni, governate dal centro destra o dal centrosinistra, hanno deciso, o annunciato, di poggiare il ricorso al Tar contro il provvedimento firmato dal ministro dell'Economia Tremonti.

I governatori di Puglia (Fitto), Campania (Bassolino), Emilia Romagna (Errani), Lombardia (Formigoni) e Piemonte (Ghigo) hanno già avuto mandato dalle rispettive giunte a ricorrere ai giudici amministrativi. Le Marche hanno annunciato che lo faranno entro breve altre Regioni stanno valutando se accodarsi.
Lo scontro, che vede protagoniste leRegioni di entrambi i poli, si consumerà dunque nelle aule del Tar del Lazio. Una decisione estrema di scontro con l'Esecutivo, maturata anche per per una legge Finanziaria che non ha tenuto conto delle richieste delle Regioni, anche quelle a costo zero: «La mia percentuale di insoddisfazione è alta», ha detto senza mezzi termini il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.

Arriva il decreto di fine-anno. E restando nell'ambito dellaFinanziaria, il Consiglio dei ministri ha varato ieri il decreto di fine anno che corregge in extremis alcune norme della manovra. Tra le novità principali contenute nel provvedimento c'é la modifica dell'aliquota per il rientro dall'estero dei capitali legati alle persone fisiche. Fino al 16 marzo prossimo é fissata al 2,5% mentre per la fase conclusiva della norma che consente il rientro dei capitali investiti all'estero, cioé fino al 30 giugno 2003, passerà al 4%.

Un altro articolo stabilisce la restituzione degli sgravi per le fusioni bancarie regolate dalla legge Ciampi. E' prevista una sanzione dello 0,5% per chi pagherà entro i sei mesi successivi. Escluse invece le proroghe per gli ecoincentivi destinati all'acquisto di auto poco inquinanti e della Tremonti-bis sugli utili reinvestiti dalle imprese.

Annunciato dal sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas e da Paolo Bonaiuti che ha precisato "non sarà
collegato alla Finanziaria e riguarderà gli adempimenti di fine anno in materia fiscale e di scadenze di termini", il provvedimento costituisce l'ultimo atto della politica finanziaria e si articola in "una serie di misure integrative che in un caso si sono rese necessarie per far fronte ad una condanna della Corte di Giustizia dell'Ue" ha precisato il responsabile delle Politiche Comunitarie Rocco Buttiglione.
(24 dicembre 2002)

 

messo in rete il 24.12.2002 da Fimmg sezione web di Taranto  ad indice  News