Il ticket sui codici bianchi: per la Fimmg misura utile, ma problematica


Il ticket come deterrente per gli accessi impropri alle urgenze può funzionare, ma può anche generare diffidenza verso il medico che nega la gratuità della prestazione. Questo il parere del segretario della Fimmg Lombardia Corti sulla parte della delibera che reintroduce i ticket in regione.

Milano, lunedì 16 dicembre 2002 – l ticket per i codici bianchi al pronto soccorso potrà servire a limitare gli accessi impropri, ma d’altra parte aprirà un problema di comunicazione tra i cittadini e i medici dell’urgenza.
Così il segretario della Fimmg lombarda Fiornezo Corti commenta il contenuto della delibera regionale che ha introdotto il pagamento di una quota per le prestazioni in ps ritenute inappropriate.
«Si può generare una turbativa di rapporto, perché il cittadino per la prima volta vedrà il medico come una figura che decide in prima persona sulla rimborsablità delle cure». È probabile in altri termini un aumento di conflittualità con i pazienti, che potrebbero non comprendere la ragione per cui viene negata la gratuità della prestazione. «I colleghi del pronto soccorso sono sottoposti a stress notevoli, ma non tanto per le urgenze reali, quanto per gli accessi inappropriati». Condivisione degli obiettivi della decisione sul ticket per i codcici bianchi e solidaretà ai medici dell’urgenza, dunque, ma anche preoccupazione per la possibile diffidenza degli utenti nei loro confronti. Il problema degli accessi impropri, aggiunge, richiede anche interventi per migliorare l’accessibilità agli studi dei mdf, favorendo l’associazionismo e la presenza del personale di studio.
Circa la misura del ticket sui farmaci, niente affatto inattesa, Corti rileva che «non fa altro che mettere in evidenza il sottofinanziamento del servizio sanitario: il tetto del 13 per cento è del tutto inadueguato».


Fonte Il Medico di Famiglia : messo in rete il 16 12 2002 da Fimmg Sezione web di taranto