DA FIMMG-ROMA NEWS DEL 7 APRILE 2004 Privacy: Attenti ai falsi consigli... La recente legge sulla privacy (D Lgs. 196/2003) prevede, tra i tanti altri obblighi, la stesura di un documento programmatica sulla sicurezza della conservazione dei dati personali sensibili dei singoli pazienti che deve essere redatto da ogni singolo medico, sia nel caso utilizzi supporti informatici che nel caso utilizzi moduli cartacei entro il 31 marzo di ogni anno. Per quest 'anno la data e' stata spostata al 31 luglio per consentire a tutti di adempiere agli obblighi e per consentire anche di proseguire una trattativa volta a semplificare obblighi che se pur giusti un linea di principio e condivisibili rendono pero' difficilissima la pratica dell 'attivita' quotidiana. Non esistono tra tanti modelli proposti dei moduli unici e di sicuro valore legale che possano al momento tutelarci e cio' e' tanto piu' vero se consideriamo che anche il modulo per la richiesta di autorizzazione al trattamento dei dati personali non prevede un format unico ed accettato da tutti. La FIMMG sta tra mille difficolta' lavorando per un accordo che sia utile per tutti gli operatori e difficilmente "attaccabile ". Le difficolta' sono pero' oggettivamente tantissime prova ne sia la recente bocciatura in parlamento di un pacchetto di emendamenti alla legge sulla privacy che andavano in senso di una piu' estesa semplificazione della procedure. Occorre tuttavia segnalare un pericolo che si sta presentando e che nel futuro potrebbe aumentare: tale pericolo e' rappresentato dalla presenza, in un mercato in forte evoluzione ed estremamente appetibile, di figure professionali che legittimamente propongono soluzioni al problema ( molto costose) giocando sulla paura di chissa' quali controlli e conseguenze sulla non applicazione di tutte le procedure previste dalla legge. La FNOMCeO e gli Ordini dei medici stanno predisponendo dei moduli (check list) che consentiranno di effettuare autocontrolli sulle modalita' di conservazione dei dati con modalita' semplici e valide. La FIMMG e' oramai in prima linea sul fronte della lotta alla semplificazione delle norme in tema di privacy e cerchera' di fornire tutto il supporto anche legale ai propri iscritti per evitare qualsiasi problema. Il consiglio e' quello di diffidare e soprassedere ad eventuali proposte che non siano piu' che validate e soprattutto di segnalare eventuali contatti con societa' che propongono soluzioni facili ma esose ai veri problemi. La legge sulla privacy cosi' com 'e' stata licenziata cozza con la spinta all 'incentivazione di una informatizzazione spinta della medicina del territorio e oltre alla necessita' di lottare per un rinnovo contrattuale oramai indispensabile tutti i colleghi potranno venire chiamati ad iniziative anche in questo campo. Si richiamano pertanto i colleghi a tenerci informati su eventuali iniziative in tal senso
DA FOCUS.IT NOTIZIE DEL 8 APRILE 2004 Affogare la vita in un bicchiere L'Organizzazione Mondiale della Sanita' lancia un nuovo allarme: l'alcol miete tante vittime quanto il fumo. Per il fumo e' in atto una campagna al limite della criminalizzazione, con divieti che si estendono a treni e locali pubblici e con inequivocabili slogan in bella mostra sui pacchetti di sigarette. Per l'alcol l'atteggiamento di societa' e media e' piu' accondiscendente. Un goccetto al giorno ridurrebbe il rischio di infarto, secondo molti esperti. Per molte persone poi e' un ottimo lubrificante sociale e un sollievo dallo stress. Quanto e' "poco". L'esagerazione, pero', e' dietro l'angolo e frequentemente la modica quantita' diventa un gomito che si alza troppo spesso. Gli esperti riconoscono la difficolta' di definire con precisione la "dose giusta": il livello di consumo ideale per persona dipende da l'eta', l'anamnesi medica e la struttura fisica. Difficile dare un'indicazione valida per tutta la popolazione. Inoltre non c'e' unanimita' sulla definizione del cosiddetto "bicchiere al giorno". Si pensi che in Gran Bretagna un drink standard contiene 8 grammi di etanolo, che diventano 14 negli Stati Uniti e 19,75 in Giappone. Insomma il messaggio che bere moderatamente fa bene puo' trasformarsi in un'arma a doppio taglio e incoraggiare alcune persone a livelli pericolosi di abuso. Contromisure forti. Michael Marmot dirige un gruppo di studio presso la Academy of Medical Sciences britannica e, dopo aver verificato che il consumo di alcol e' aumentato nel mondo del 50 per cento dagli anni Settanta, indica le possibili soluzioni per far fronte all'alcolismo. Servirebbero misure drastiche, come l'innalzamento dell'eta' minima consentita per il consumo di alcolici, la riduzione del numero dei negozi che li distribuiscono e dell'orario in cui possono essere venduti, ma anche un diverso approccio pubblicitario. Anche un prezzo di vendita piu' elevato sortisce l'effetto di vedere diminuiti i consumi, com'e' successo in Russia in seguito ai provvedimenti presi durante il governo di Mikhail Gorbachiov: allora il consumo annuale per persona passo' da 14,2 a 10,5 litri. Oggi pero' le statistiche mostrano un nuovo preoccupante aumento.
DA STAIBENE.IT NEWS DEL 8 APRILE 2004 Molecola estratta dal te' verde, vero killer contro leucemie Blocca il processo di alimentazione al tumore L'epigallocatechina-3-gallate (EGCG), una molecola estratta dal te' verde e' capace di uccidere cellule cancerose nelle leucemie. La sua azione consiste nell'isolare le linee di comunicazione che servono alle cellule malate per ricevere messaggi di sopravvivenza, oltre che interferire con il processo di formazione di vasi sanguigni che servono al tumore per alimentarsi. Neil Kay della Mayo Clinic in Minnesota riferisce che la sostanza ha funzionato su 8 dei 10 estratti di tessuto malato prelevati da pazienti con leucemia cronica dei linfociti B, la forma piu' diffusa in America, che colpisce di solito persone intorno ai 60 anni. Poiche' non c'e' una terapia adatta e poiche' molti pazienti riescono a convivere con la malattia anche anni, la pratica comune e' di trattare con chemioterapia solo i casi avanzati limitandosi a un monitoraggio continuo sui pazienti diagnosticati in uno stadio precoce. Il te' verde e' protettivo contro varie forme di tumore, da qui l'idea degli scienziati statunitensi di testare alcune delle sue molecole. Cosi' hanno scoperto per la prima volta l'efficacia di EGCG in vitro, il prossimo passo dei loro studi sara' iniziare i test direttamente sull'uomo.
DA FIMP.ORG NEWS DEL 8 APRILE 2004 Che cosa cambia per il malato/ .Ambulatori sempre aperti, piu' servizi e meno sprechi. Cosi' migliorera' anche il rapporto tra medico e paziente/ Solidarieta' e devolution come pilastri della riforma sanitaria. Da una parte, ambulatori con apertura no-stop, sette giorni su sette, e dall'altra prestazioni mediche uguali in ogni Regione e unita' territoriali di assistenza primaria. .Per traghettare la Sanita' nel futuro e darle maggiore qualita' - ha spiegato il ministro della Salute Girolamo Sirchia, intervenuto ieri al forum di Cernobbio con il titolare degli Affari Regionali Enrico La Loggia e dell'Innovazione Tecnologica Lucio Stanca - passeremo dalla fase arcaica Anni '70 all'era delle nuove tecnologie e degli ospedali- officine, anche in vista della difficile situazione economica internazionale/. Tra le priorita': ridisegnare il sistema informativo sanitario, mettere ordine nelle tariffe, aggiornare gli standard dell'offerta. .Assegneremo nomi uguali ai servizi di tutta Italia in modo che, per esempio, le Rsa (Residenze sanitarie assistite) siano omogenee ovunque - garantisce Sirchia -. Daremo anche piu' attenzione al territorio e ai medici di famiglia, che devono essere organizzati in reti, in grado di assicurare l'apertura degli ambulatori da 16 a 24 ore al giorno/. Per i cittadini, quindi, dovra' esserci un medico sotto casa sempre disponibile e che puo' accedere in qualsiasi momento ai dati sanitari del paziente, quando il suo medico personale non e' rintracciabile. .Cosi' si evitera' di intasare i pronto soccorso per quella che non e' un'emergenza/. Inoltre, sara' lotta decisa agli sprechi. D'ora in poi si potranno individuare le inefficienze attraverso una serie di strumenti: le conferenze di servizi e i tavoli di lavoro tra enti locali, il controllo e la certificazione di qualita' dei servizi (con una sorta di .pagella/ delle strutture sanitarie), la collaborazione attiva nelle verifiche tra Stato e Regioni. Ma il .piano Sirchia/ prevede anche maggiori informazioni istituzionali ai cittadini, alle scuole e ai medici sui temi della prevenzione e, in particolare, sugli stili di vita. I programmi di comunicazione si baseranno sulla pubblicazione periodica di .report card/, cioe' delle prestazioni e dei risultati degli ospedali. Inoltre, la ricerca italiana deve tornare a essere competitiva a livello internazionale in modo da poter attrarre finanziamenti anche dall'estero. E' quindi considerato utile che gli istituti di cura a carattere scientifico, gli ospedali metropolitani e i policlinici si configurino come fondazioni di diritto privato dal punto di vista gestionale, ma sotto il controllo pubblico. Altra risorsa, poi, e' costituita dalle agevolazioni fiscali per la ricerca contro le malattie rare. Inoltre, viene rilanciato il rapporto medico-paziente con la formazione post-universitaria e il potenziamento dell'educazione continua. Il principio fondamentale e' che i .camici bianchi/ dovranno garantire informazioni agli assistiti e collocare al centro della loro attivita' .le istanze del paziente come persona/. E' .strategico/, quindi, riconsiderare i rapporti contrattuali e professionali tra i medici e gli ospedali in funzione delle esigenze dei pazienti e dei modelli sanitari scelti dalle Regioni. Per i medici si tratta di recuperare il ruolo originario, motivandoli con un rapporto contrattuale chiaro, che superi le iniquita' dell'attuale sistema. No, quindi, alle .doppie corsie/ d'accesso all'ospedale e alle liste di attesa per chi non puo' pagare. Un'altra emergenza e' rappresentata dalla carenza di infermieri, dovuta anche alla necessita' di un titolo universitario a cui segue uno stipendio ormai considerato non adeguato. E cio' proprio mentre l'assistenza sta evolvendo verso cure mirate a domicilio, in particolare per malati cronici e anziani. Servono, percio', scuole per infermieri negli ospedali e corsi in grado di formare operatori socio-sanitari. Le risorse verranno riequilibrate alla luce delle nuove dinamiche demografiche, che fanno dell'Italia uno dei Paesi piu' longevi del mondo. Nei nosocomi verranno attivati reparti di convalescenza e sara' riorganizzata la rete ospedaliera, trasformando alcune strutture sottoutilizzate in centri di salute gestiti dal distretto sanitario. Nel settore dei farmaci, invece, la priorita' e' attrarre nuovi investimenti per la ricerca, sviluppare brevetti, utilizzare rapidamente i nuovi medicinali per i pazienti sotto la vigilanza del ministero della Sanita'. .In Italia non si fa prevenzione organizzata e per questo una montagna di denaro finisce in fumo - ha sottolineato Sirchia -. Il servizio sanitario nazionale spende ogni anno l'equivalente di 50 mila miliardi di vecchie lire in cure dovute alla mancanza di prevenzione. Oggi potremo finalmente coinvolgere negli "screening" tutti gli aventi diritto e controllare la popolazione a rischio/. Se finora anziani, malati cronici e il resto della popolazione non sono stati raggiunti da campagne mirate (contro il fumo, per una sana alimentazione e contro l'obesita'). .D'ora in poi, invece, terremo registri completi su malattie come il diabete che colpisce il 5% degli italiani - evidenzia il ministro -. Prevenire le patologie vuol dire proteggere la salute e incidere sui costi della Sanita'/.
DA FEDERFARMA NEWS-ANSA SALUTE DEL 8 APRILE 2004 SANITA': SALUTE MENTALE; GUIDI, LEGGE 180 NON SI TOCCA/ ANSA I MANICOMI SONO STRUTTURE CHE PRODUCONO VIOLENZA (dell'inviato Francesco Brancati) CERNOBBIO (COMO), 8 APR - ''In psichiatria non si puo' tornare indietro, in maniera evidente o mascherata: la legge 180, che ha abolito i manicomi, non si tocca, perche' e' una conquista di civilta'. Caso mai va applicata meglio''. E' uno sfogo appassionato, quello con cui il sottosegretario alla Salute Antonio Guidi ha aperto il convegno sulla Salute Mentale, che chiude il Forum Sanita' Futura, a Cernobbio, dopo 4 giorni di lavori. Il riferimento e' a una notizia uscita giorni fa su un quotidiano riguardante una proposta di legge tesa a una modifica della legge Basaglia che ha abolito i manicomi. ''Una proposta - ha sottolineato Guidi - presentata come se fosse proposta dal Governo e che dava come acquisita una riforma che non esiste''. Secondo il sottosegretario, le proposte di legge di riforma della 180 sono antistoriche. ''Quello che serve - ha detto sono linee guida e norme di indirizzo'' riguardanti nuovi aspetti delle malattie psichiatriche, nuovi bisogni dei pazienti. ''Bisogna intervenire non rifacendo leggi ma dando piu' servizi'', ha detto Guidi, che ne ha indicati due in particolare: ''Maggior ricorso alla diagnosi precoce, che e' in grado di evitare oltre il 50% dei casi di cronicizzazione nell' adulto, e maggiore attenzione all'infanzia e all'adolescenza, con cui si puo' arrivare ad evitare il 40% di future malattie gravi''. Ma un'altra sfida e' quella di riportare gli organici a regime: gli operatori impegnati nella Salute Mentale sono complessivamente 30.700 (di cui piu' della meta' infermieri), ma il dato e' sottostimato del 25%. Significa che servono almeno 5000-7000 operatori. Una delle denunce fatte oggi da Guidi riguarda ad esempio i 'pazienti dimenticati'. ''I nostri servizi sono molto bravi - ha detto - a contare i pazienti presi in carico e c'e' l'abitudine ad autoreferenziarsi con cifre anche rilevanti. Ma nessuno dice che c'e' un 50% di pazienti con psicosi che appena stanno meglio abbandonano il servizio, non si fanno trovare, non prendono i farmaci, le loro stesse famiglie cessato il fatto acuto abbassano la guardia. Di tutti costoro il servizio sembra dimenticarsi, salvo poi dover tornare sul problema quando, proprio a causa di questo disinteressamento, esso si ripropone in tutta la sua gravita' ''. Dove trarre le risorse che servono ai servizi di salute mentale? ''Le Regioni - ha detto Guidi - hanno convenuto di dedicare a questo settore il 5%, mediamente, del Fondo Sanitario Regionale. E' gia' qualcosa: ci sono Regioni, come la Toscana, che ritiene di poter assicurare gia' un buon livello col 4,5%, per altre serve un po' di piu'. Ma e' importante anche potenziare la parte sociale del problema 'socio-sanitario': ci sono infatti persone che potrebbero non essere piu' in carico al servizio psichiatrico, perche' le loro condizioni sono molto migliorate, ma sono costrette a ritornarvi solo perche' manca la risposta dei servizi sociali, a valle''. Quello su cui Guidi non transige e' la modifica della 180: ''Molti si sono dimenticati - ha concluso - che i manicomi sono stati per 50 anni dei lager dove sono state perpetrate torture che non hanno eguali, le donne stuprate nei letti di contenzione, le migliaia di persone che vi hanno perduto la vita, i sistematici elettrochoc! Il fatto e' che di per se' la struttura manicomiale produce violenza, e' un luogo dove la gente perde ogni diritto di cittadinanza. Per questo e' incostituzionale. E fin quando saro' in questo posto non passera' nessuna modifica alla 180, una legge che ancora a distanza di 30 anni ci pone all'avanguardia in Europa''.
DA DOLOREDOC.IT DEL 8 APRILE 2004 Giornata nazionale del sollievo - 30 maggio 2004 Anche quest'anno verra' celebrata la Giornata nazionale del sollievo che, come vuole la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 maggio 2001, si svolge ogni anno l'ultima domenica di maggio. Il principale obiettivo e' la promozione delle cure palliative e, in particolare, della terapia del dolore. L'iniziativa coinvolge le professioni sanitarie ed impegna le Amministrazioni pubbliche a promuovere e testimoniare, attraverso idonea informazione e iniziative di sensibilizzazione, la cultura del sollievo, con l'obiettivo di informare, educare e radicare nella societa' i progressi compiuti dal punto di vista scientifico e legislativo. La Giornata e' inoltre dedicata anche ai cittadini sulla cultura del sollievo dalla sofferenza delle persone affette da gravi patologie, che non possono piu' giovarsi di cure per la propria guarigione, cosi' come previsto dal rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanita', che ha indicato "il controllo del dolore, la riduzione della sofferenza e la disponibilita' delle cure palliative per chi non puo' essere curato" come una delle sei grandi priorita' in campo sanitario.
DA CORRIERE.IT-SPORTELLO CANCRO DEL 8 APRILE 2004 I risultati di uno studio condotto da ricercatori italiani e norvegesi. Tamoxifen, prevenzione anche a dosi molto basse Somministrato in quantita' di 20 volte inferiori rispetto a quelle considerate standard, e' risultato attivo contro il cancro al seno. GENOVA - Saranno pubblicati dalla rivista Clinical Cancer Research i risultati di uno studio sulla prevenzione del carcinoma mammario che potrebbero contribuire a modificare in modo sensibile i protocolli europei per le donne a rischio. Un'e'quipe di ricercatori, coordinata da Andrea Decensi dell'ospedale Galliera di Genova, ha infatti dimostrato che il Tamoxifen (il popolare farmaco, conosciuto da anni, che inibisce l'attivita' degli ormoni estrogeni a livello della ghiandola mammaria), anche se viene somministrato in una dose di 20 volte inferiore alla norma, viene assorbito dall'organismo in maniera sufficiente a bloccare la crescita del tumore. Lo studio e' il frutto della collaborazione tra la Struttura Complessa di oncologia medica e preventiva dell'ospedale Galliera, la Divisione di farmacoprevenzione dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, e il Dipartimento di medicina interna dell'universita' di Bergen in Norvegia. Lo studio clinico di sperimentazione e' stato eseguito su un campione di 120 donne con carcinoma mammario, in attesa dell'intervento chirurgico. Il Tamoxifen negli Stati Uniti e' gia' utilizzato per la prevenzione del tumore al seno nelle donne considerate piu' a rischio, con ottimi risultati: su 13.300 donne tenute sotto controllo, la somministrazione del farmaco ha dimezzato l'insorgenza del cancro alla mammella. In Europa invece, spiega Andrea Decensi, il Tamoxifen non fa parte per adesso della lista dei medicinali preventivi, a causa dei possibili effetti collaterali. "L'utilizzo del farmaco nelle dosi standard - precisa Decensi - e' infatti collegato all'insorgenza, sia pure raramente, di tumori all'utero". Con un dosaggio di 20 volte inferiore rispetto al normale utilizzo, gli effetti sono pero' ridotti al minimo. Quindi il Tamoxifen, nel nuovo dosaggio, potra' essere utilizzato - secondo i ricercatori - dalle pazienti con carcinoma mammario in attesa dell'intervento chirurgico per bloccare la crescita del tumore, ma anche, a scopo preventivo, dalle donne considerate a rischio, per diversi motivi. Un altro punto a favore del Tamoxifen e' il prezzo: una compressa costa solo 50 centesimi di euro. "La triste realta' - spiega Andrea Decensi- e' che spesso, quando un farmaco e' disponibile a costi cosi' bassi, non viene preso in considerazione per lo sviluppo di ricerche ulteriori, pur possedendo importanti potenzialita' terapeutiche. Un esempio su tutti? L'aspirina". DA NEURODOC.IT DEL 9 APRILE 2004 Autismo al contrario Neurologi americani hanno messo in luce nel cervello degli autistici anomalie delle aree coinvolte nel linguaggio: hanno dimensioni maggiori nell'emisfero destro, mentre nei ragazzi normali sono piu' voluminose a sinistra.
DA ANSA SALUTE DEL 9 APRILE 2004 EMICRANIA E' DONNA, 70% NON PUO' SEGUIRE FIGLI Per le donne emicrania significa pesantissima riduzione della qualita' della vita in tutti gli ambiti. Ma al giorno d'oggi, si puo' curarla anche se non si guarisce: l'importante e' la precocita' delle cure e uno stile di vita privo di stess.
DA MINISTERO DELLA SALUTE DEL 9 APRILE 2004 Piu' debole l' armatura protettiva di HIV 1 nelle prime fasi del contagio per via eterosessuale Uno studio pubblicato da Science magazine del 26 marzo rivela importanti dettagli sulle caratteristiche presentate da HIV 1 nelle fasi immediatamente successive alla trasmissione per via eterosessuale. La ricerca, svolta da un gruppo di scienziati coordinato dall'epidemiologo Susan Allen dell'Universita' dell'Alabama di Birmingham (UAB), e' stata condotta in Zambia su quattro uomini e quattro donne, selezionati da una coorte costituita da mille coppie, che hanno ricevuto il contagio dai loro rispettivi partner. A seguito della trasmissione, l'HIV 1 perde alcuni aminoacidi ed alcuni zuccheri presenti sul proprio envelope. Cio' interessa la glicoproteina virale gp120, in particolare nella regione dell'envelope virale destinata a legarsi ai recettori CD4. L'"esposizione" di gp120 rende il virus piu' infettante e, nello stesso tempo, piu' vulnerabile agli anticorpi neutralizzanti. I risultati della ricerca dell'UAB, qualora confermati, aprirebbero nuove prospettive per la messa a punto di un vaccino
DA SAN RAFFAELE.IT DEL 9 APRILE 2004 RIESPLODE IL FENOMENO 'ALLERGIA' In anticipo sulla primavera Occhi che bruciano e cominciano a lacrimare, incontenibili starnuti, prurito insopportabile cui si affiancano spesso mal di gola e tosse fino ad arrivare, in piu' casi, anche ai temuti attacchi d'asma. Sono questi i principali sintomi dell'allergia respiratoria di primavera o pollinosi, flagello stagionale sempre piu' in anticipo per via dello stravolgimento climatico. Secondo una ricerca statistica la percentuale di italiani di 20-44 anni che soffrono di rinite allergica e' passata dal 1991- 1993 al 1998-2000 dal 15,4 al 18,3% e, i dati fanno ancor piu' impressione quando si guarda all'asma: "uno studio ripetuto nella zona di Ascoli nel 1995 e nel 2000, nell'ambito di ISAAC (ricerca mondiale sulla diffusione delle malattie allergiche), mostra che la percentuale di giovani affetti da asma e' raddoppiata dal 3 al 6%" ricorda il professor Sergio Bonini dell'Istituto di Neurobiologia e Medicina molecolare del CNR e Direttore Scientifico San Raffaele Pisana. Ma come si scatena l'allergia? Quando gli allergeni, in questo caso il polline, vengono a contatto con l'organismo degli allergici il sistema immunitario li riconosce e produce anticorpi specifici (le IgE) diretti contro di essi che si fissano alle cellule della cute, delle mucose respiratorie e gastro-intestinali (mastociti). Nella seconda fase gli allergeni si legano alle IgE innescando la reazione allergica: il mastocita si frantuma liberando sostanze (istamina, prostaglandine e leucotrieni) che sono le dirette responsabili della reazione allergica. Nella terza fase l'effetto di queste sostanze determina una reazione a livello degli "organi bersaglio": occhi, naso e bronchi. Certamente la complicanza piu' severa della rinite allergica e' costituita dall'asma bronchiale. Si possono prevenire o bloccare i sintomi? Quando i sintomi sono di rinite la terapia preventiva piu' frequentemente consigliata dagli allergologi e' a base di farmaci. In fase acuta invece si ricorre agli antistaminici, disponibili sia per via locale che per bocca. Tra questi sono molto ben tollerati quelli di ultima generazione, tra cui la levocetirizina e l'olopatadine. Sempre in fase acuta si abbinano anche i cortisonici. Quando invece l'allergia ha una sintomatologia asmatica un notevole contributo viene reso dagli antileucotrienici: si tratta di farmaci da assumere per bocca e che contribuiscono a contrastare l'infiammazione delle vie respiratorie consentendo di limitare i dosaggi di cortisone. Ma sono i vaccini la frontiera piu' avanzata per la cura delle allergie, che in questo caso vanno fatti con molto anticipo rispetto alla stagione primaverile. Tiziana Balsamo