DA ANCECARDIO.IT NEWS DEL 19 APRILE 2004 INFARTO: 'CALORE UMANO' ALLEATO DEL CUORE DOPO UN ATTACCO Londra - (Adnkronos Salute) La 'miglior medicina' dopo un attacco di cuore? Il calore umano. Poter contare sulla vicinanza di un caro amico o un compagno, infatti, puo' addiruttura dimezzare il rischio di successivi attacchi. Lo rivelano i ricercatori della Manchester Royal Infirmary in uno studio pubblicato su 'Heart' e condotto su 600 pazienti. Secondo i ricercatori, sarebbe proprio la possibilita' di parlare con qualcuno del proprio problema di salute ad aiutare le persone a gestirlo meglio. I volontari coinvolti nella ricerca sono stati esaminati tre-quattro giorni dopo aver avuto un infarto, e poi monitorati per i successivi 12 mesi. Cosi' i ricercatori hanno scoperto che uno su quattro era stato depresso prima dell'infarto. Ma anche che i pazienti 'aiutati' dalla vicinanza e dall'affetto di una persona, amico, parente o compagno, vedevano dimezzarsi il pericolo di un secondo attacco. E questo anche se si teneva conto della gravita' del primo episodio e dei vari fattori di rischio. Inoltre le persone sole erano piu' inclini a iniziare a bere e ad abusare di sostanze stupefacenti. Insomma, sembra proprio che il calore umano aiuti a gestire meglio lo stress causato dalla malattia.
DA EPAC.IT NEWS DEL 19 APRILE 2004 TRASFUSIONI - Sanita' infetta Approvati i risarcimenti per i malati che contrassero aids e epatite C di LAURA GENGA Tra pochi giorni, entro maggio, verranno pagati i risarcimenti per danno biologico agli emofilici che hanno contratto Hiv e Hcv (epatite C) dagli emoderivati, ossia i farmaci che dovrebbero servire a salvare le loro vite. E' di 718 persone l'elenco dei malati per i quali il ministero della Salute ha autorizzato la transazione e quindi il pagamento dei risarcimenti, che vanno da un minimo di 388.165 euro a un massimo di 619.748. Fanno parte del gruppo degli oltre 800 emofilici e politrasfusi in causa contro il ministero (sono due i principali procedimenti giudiziari: uno iniziato nell'88 a Roma, l'altro nel 2001 a Trento e ora trasferito a Napoli). Dopo oltre dieci anni di procedimenti, viene da pensare che finalmente arriva la giusta conclusione delle cause. A ben guardare, pero', non si puo' parlare di vittoria. Tra i 718 c'e' un ragazzo emofilico che ha scoperto si essere hiv e hcv positivo a soli 13 anni. Cinque anni dopo ha iniziato a prendere dieci diverse medicine al giorno per vivere. .Mi sono costituito parte civile al processo di Trento - racconta- ora ho diritto al risarcimento. Avrei preferito non prendere nessun soldo e vivere una vita normale. La malattia ci cambia la vita. Non possiamo neanche avere un figlio senza mettere in pericolo lui e i nostri compagni/. Come fa notare Angelo Magrini, presidente dell'associazione politrasfusi italiani, tra quanti riceveranno il risarcimento e quanti ne sono esclusi, sono assai piu' numerosi i secondi. Per rendersene conto basta guardare la differenza che c'e' tra indennizzati, cioe' titolari di un assegno bimestrale di circa 800 euro, e risarciti. Le richieste presentate al ministero della salute sono ben 45mila, di cui 23mila accolte e 22mila rifiutate o in attesa di essere esaminate. Limitandosi a considerare le sole domande accolte, lo stato ha riconosciuto che sono state danneggiate da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni, somministrazioni di emoderivati, o infezioni contratte per cause da imputare ai rischi professionali, 23mila persone. Anche se l'indennizzo e' una forma di solidarieta' sociale, mentre il risarcimento presuppone l'accertamento della responsabilita' civile di chi ha causato il contagio, questa differenza non basta a spiegare l'abisso tra i due gruppi. Tanto piu' visto che nel 98 il tribunale civile di Roma ha riconosciuto la responsabilita' del ministero della sanita' - colpevole di aver reso obbligatorio il test dell'hiv sugli emoderivati importati e sul sangue proveniente da donatori italiani solo nell'86 e nell'88, nonostante il test fosse disponibile sin dall'85, e di aver atteso fino al `91 per imporre il ritiro dei farmaci non trattati al calore virucidico. La legge 141 del 2003 ha accordato il diritto ad essere risarciti a tutti cittadini con cause pendenti contro lo stato. Il regolamento attuativo adottato dal ministero della Salute, pero', taglia con l'accetta il campo degli aventi diritto, che passano dai politrasfusi, vaccinati e dializzati, ai soli emofilici. .Quando sara' possibile vorrei chiedere il risarcimento - dice un'infermiera contagiata da hiv e hcv per un incidente sul lavoro - invece di fare qualcosa prima, lo stato si ricorda di noi solo quando non ci siamo piu'/. Ma i conti tra contagiati e aventi diritto al risarcimento non tornano neanche considerando i soli emofilici. I malati di emofilia infettati da hiv e/o hcv, infatti, sono 3.247, di cui ben 864 malati di aids. E visto che dagli anni 80 ad oggi sono passati vent'anni, purtroppo si contano anche le vittime. Al 30 giugno 2003 sono 1.408 le persone decedute per aids o epatite contratta da sangue infetto. E dietro ogni numero c'e' una persona, con tutto il suo mondo. Come il papa' di Piergiorgio, morto da due anni per un tumore al fegato. Aveva avuto un brutto incidente nel `71, cosi' era stato sottoposto a una trasfusione. Infetta. La diagnosi di epatite C e' arrivata per caso nel'91. Poi ha fatto domanda di indennizzo, i suoi familiari aspettano ancora la risposta del ministero.
DA DOLOREDOC.IT NEWS DEL 19 APRILE 2004 Un pacemaker contro il dolore L'elettrostimolazione midollare e' una delle nuove terapie in grado di aiutare le persone che hanno dolori cronici. Tale strumento e' una sorta di pacemaker che si impianta sotto pelle, vicino al punto dolente. L'apparecchio invia ai nervi un impulso che disturba la trasmissione del segnale doloroso al cervello. Il paziente avverte solamente un formicolio ed un 'regolatore di volume' gli consente di modificare l'intensita' della stimolazione. Fonte: la Repubblica: pag. 21 - 19 aprile 2004
DA IL SOLE24 ORE SANITA' DEL 19 APRILE 2004 A Roma arriva un centro diurno per malati di Alzheimer E' stato firmato oggi un protocollo d'intesa tra l'assessorato alle Politiche sociali del Comune di Roma, la Asl Rm/A, l'azienda policlinico Umberto I e il dipartimento di Scienze dell'invecchiamento dell'universita' La Sapienza, per la creazione di un centro diurno per i malati di Alzheimer. Ospitera' persone con decadimento cognitivo e diversi gradi di non autosufficienza, con l'obiettivo di favorire il mantenimento delle capacita' motorie e psichiche di cui i pazienti sono ancora in possesso. Il centro diurno sostiene le famiglie nell'assistenza ai malati e organizza anche corsi per educarle a una maggiore capacita' comunicativa e comportamentale. Nella struttura lavoreranno medici e operatori dell'Umberto I, che e' il centro di eccellenza per la diagnosi e cura della malattia di Alzheimer, secondo il progetto Cronos.
DA GALILEO.NET NEWS DEL 19 APRILE 2004 MEDICINA Curry contro l'Alzheimer Il curcuma, una spezie largamente diffusa che da' al curry il suo caratteristico colore giallo, potrebbe rappresentare un'ottima difesa contro i disordini neurodegenerativi legati all'invecchiamento del cervello, quali il cancro e l'Alzheimer. Questo e' il risultato di uno studio condotto da ricercatori italiani e statunitensi presentato alla conferenza annuale della American Physiological Society. I ricercatori italiani coinvolti sono Giovanni Scapagnini del Cnr di Catania, Claudia Colombrita e Vittorio Calabrese dell'Universita' di Catania, e Alessia Pascale dell'Universita' di Pavia, che hanno collaborato con i colleghi statunitensi Michael L. Schwartzman e Nader G. Abraham del New York Medical College. Esponendo a varie concentrazioni di curcuma cellule nervose prelevate da ratti, gli studiosi hanno rilevato un sostanziale aumento nello sviluppo di un enzima chiave per la difesa dai meccanismi ossidanti delle cellule celebrali. I risultati, ottenuti con analisi di immunofluorescenza tramite il microscopio a scansione, rappresentano un ulteriore passo in avanti nella ricerca di un antiossidante naturale, utile per inibire i processi degenerativi non controllabili associati all'indebolimento delle difese celebrali con l'avanzamento dell'eta'. (m.zi.)
DA PARKINSON.IT NOTIZIE DEL 19 APRILE 2004 Scoperto il gene PINK1 per la malattia di Parkinson Mutazioni di questo gene rendono i neuroni dopaminergici vulnerabili allo stress ossidativo Il gruppo di ricerca coordinato dalla Dr Enza Maria Valente presso l'Istituto Mendel di Roma ha scoperto il gene PINK1, responsabile per una forma di malattia di Parkinson ad esordio giovanile. Il gene codifica una proteina situata nei mitocondri (le centrali energetiche delle cellule), che svolge un ruolo importante nella protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Mutazioni in questo gene potrebbero rendere i neuroni dopaminergici piu' vulnerabili a condizioni di stress ossidativo, con conseguente neurodegenerazione. Tuttavia, il difetto determina lo sviluppo della malattia di Parkinson solo quando il gene mutato viene ereditato da entrambi i genitori (trasmissione recessiva). Trattasi di una scoperta importante che crea un legame tra i difetti mitocondriali riscontrati nella malattia di Parkinson da tempo ed un fattore notoriamente coinvolto nello sviluppo della malattia ovvero lo stress ossidativo. Fonte: Valente EM et al Science 15 April 2004
DA MINISTERO DELLA SALUTE-COMUNICATO DEL 19 APRILE 2004 Trapianti di rene I nuovi dati sulla qualita' dei Centri Sono ottimi i risultati dell' attivita' dei Centri di trapianto di rene eseguita in Italia. Rispetto a USA ed Europa, l'Italia e' al primo posto sia nella sopravvivenza ad un anno dell'organo (92,4% nel triennio 2000-2002) che in quella del paziente (97,0%). E' quanto risulta dall'aggiornamento dei dati sulla qualita' dei Centri reso noto dal Centro Nazionale Trapianti, che segue di poco quello relativo agli esiti del trapianto di fegato. Da sottolineare anche il trend positivo che risulta dal confronto tra i risultati ottenuti a livello nazionale nel 2002 (93,2% per la sopravvivenza dell'organo e 97,4% per quella del paziente) e quelli degli anni precedenti. Come per il trapianto di fegato, l'analisi dei risultati ottenuti dai Centri di trapianto di rene e' articolata nei seguenti punti: * il confronto dei risultati dell'attivita' di trapianto svolta in Italia nel 2002 con i dati internazionali, e quello con i risultati ottenuti a livello nazionale negli anni precedenti; * la descrizione dell'attivita' dei Centri; * la valutazione dei risultati in termini di sopravvivenza dell'organo e del paziente; * la descrizione dei risultati di ciascun Centro a parita' di rischio, riassunti in una tabella "normalizzata". Saranno presto aggiornati anche i dati relativi al trapianto di cuore.
DA ADN KRONOS SALUTE DEL 20 APRILE 2004 ALIMENTI: NUOVO BIOTEST RINTRACCIA AGENTI PATOGENI NEL CIBO Milano, 20 apr. (Adnkronos Salute) - Nuovo biotest per 'scovare' pericoli nei cibi. Le autorita' sanitarie di alcuni Paesi europei hanno, infatti, recentemente approvato una metodologia per identificare uno specifico batterio negli alimenti, grazie alla comparazione genetica diretta della sua mappatura citologica. Secondo Manfred Weikel, microbiologo dell'Efsa (European Food Safety Authority) ''disporre di un test rapidissimo per valutare la presenza di tossine killer, salmonelle o agenti patogeni particolarmente aggressivi nei cibi freschi e confezionati puo' risultare determinante sia per proteggere la salute dei cittadini sia nella la lotta al bioterrorismo. Inoltre - sottolinea il ricercatore sull'ultimo numero di Biotech.com di Assobiotec- Federchimica - per individuare e eliminare microrganismi estremamente virulenti come l'enterobatterio sakazakii, in grado di causare sepsi, meningiti o enterocoliti necrotizzanti il biotest e' un notevole punto di forza''.
DA DIABETE.NET DEL 20 APRILE 2004 L'attivita' fisica previene il diabete gestazionale Il diabete gestazionale e' la forma di diabete che si sviluppa durante la gravidanza, perche' l'organismo non e' in grado di produrre una maggiore quantita' di insulina, necessaria durante la gestazione. Generalmente scompare al termine della gravidanza. Colpisce tra il 2 e il 4% delle donne incinte. Ora uno studio americano mostra che l'attivita' fisica prima e durante la gravidanza riduce il rischio di sviluppare il diabete gestazionale. Sono state prese in esame 909 donne non diabetiche e con normali valori di pressione. Sono stati raccolti i dati riguardanti l'attivita' fisica svolta da queste donne un anno prima e durante la gravidanza. Si e' visto che le donne che avevano svolto una qualsiasi attivita' fisica prima della gravidanza avevano il 56% di rischio in meno di sviluppare il diabete gestazionale rispetto alle donne completamene inattive. La riduzione del rischio era del 76% nelle donne che facevano esercizio fisico per almeno 4 ore alla settima. Il 67,7% delle partecipanti ha detto di aver svolto una qualche attivita' fisica durante la gravidanza. Queste donne hanno avuto una riduzione del rischio di avere il diabete gestazionale pari al 31%. Mentre il 63,4% ha svolto attivita' fisica sia l'anno prima sia durante la gravidanza. Anche se di questo gruppo facevano parte 19 donne che hanno avuto il diabete in gravidanza, complessivamente in questi casi il rischio di avere il diabete era ridotto del 69% rispetto a chi non aveva praticato alcuna attivita' fisica. Questo anche tenendo conto di diversi fattori, come l'eta', il numero di parti precedenti, l'indice di massa corporea prima della gravidanza. Am. J. Epidemiol. 2004; 159: 663-670.
DA TG COM-MEDICINA DEL 20 APRILE 2004 Se non curarsi e' il miglior rimedio Lo dice uno studio inglese Gettare i medicinali alle ortiche potrebbe essere la soluzione migliore in molti casi. Spesso non curarsi affatto si dimostra la miglior cura. Questo e' quanto sottolinea una nuova guida dell'autorevole British Medical Journal, dopo aver esaminato migliaia di ricerche e studi sulle 60 malattie piu' comuni. Per ogni intervento chirurgico vengono spiegati i pro ed i contro, e in alcuni casi la guida arriva a non consigliare nessuna cura, sostenendo che non ci sono prove che ne esista una efficace. Per il cancro alla prostata, ad esempio, che nel Regno Unito colpisce piu' di 27.000 persone all'anno, la guida e' scettica. Gli uomini che decidono di non intervenire e tenere semplicemente sotto controllo la situazione spesso vivono altrettanto a lungo. Per quanto riguarda poi la mastectomia al seno, questa non allunga affatto la vita ad una donna piu' di quanto faccia l'intervento, meno invasivo, che rimuove solo il tumore lasciando il seno intatto. La penseranno probabilmente come la guida del Bmj le 304 persone che si sono sottoposte all'operazione alla cataratta, alle quali e' stato istallato un impianto difettoso. Un ospedale del Gloucestershire ha rivelato di avere scritto ai suoi pazienti avvertendoli del pericolo delle lenti Hydroview e invitandoli ad incontrare al piu' presto uno specialista. Secondo la casa produttrice delle lenti, la Baush & Lomb, si crea una reazione tra i vetri e un tipo particolare di silicone presente nel pacchetto del 2001, che puo' portare ad un offuscamento della vista ed una ridotta visibilita'. A chiunque sia stato impiantato quel tipo di lente farebbe meglio a farsi vedere per un'eventuale sostituzione. Questo non vuole comunque essere un invito ad evitare le cure in maniera globale. I risultati riportati nello studio sono frutto di un'osservazione empirica di uno stato di fatto, ma cio' non toglie che le cure farmacologiche, come gli interventi chirurgici, siano risolutivi. Nel caso di appendicite, di occlusione intestinale, di infarto e di molte altre patologie, per esempio l'intervento tempestivo della medicina e' imprescindibile.
DA CLIC MEDICINA-AGGIORNAMENTO DEL 20 APRILE 2004 Tumore del colon: promettente il test del DNA fecale Il test del DNA fecale volto alla ricerca di variazioni nelle metilazioni potrebbe costituire un utile metodo di screening per i tumori colorettali. La metilazione di un gene chiamato SFRP2 dimostra infatti una sensibilita' fino al 90% nell'identificazione dei pazienti affetti. Cio' dimostra che un singolo marker basato sul DNA, preso in considerazione in un set indipendente di pazienti, puo' portare a livelli di sensibilita' diagnostica comunque elevati (range di variazione 77- 90%) per i pazienti con tumori colorettali: rimane da dimostrarsi se un pannello di markers genetici ed epigenetici nelle feci possa essere usato per rilevare questi tumori allo stadio precoce. (Lancet 2004;363:1283-1285)
DA PFIZER ITALIA NOTIZIE DEL 20 APRILE 2004 Arriva da Bergamo una nuova tecnica contro l'ernia cervicale E' stata messa a punto presso gli Ospedali riuniti di Bergamo una nuova tecnica chirurgica mininvasiva contro l'ernia cervicale, una malattia che rischia di compromettere la mobilita' delle braccia e a volte anche delle gambe. La metodica, chiamata "coblazione", e' stata gia' utilizzata su 24 pazienti assistiti presso l'Unita' operativa di Neuroradiologia: su 22 ha avuto successo, con un 60 per cento di guarigioni e un 40 per cento di miglioramenti. Il paziente viene operato in anestesia locale dopo una leggera sedazione. L'intervento dura un'ora circa, non lascia ferite e non utilizza temperature elevate.