DA GALILEONET.IT NEWS DEL 20 APRILE 2004 MEDICINA Punture addio Basta con aghi e iniezioni. Secondo i ricercatori della dell'Mit Division of Health Sciences and Technology di Harvard, negli Stati Uniti, una nuova tecnica non dolorosa per introdurre farmaci nell' organismo potra' sostituirle. Questa tecnica, chiamata microscissione, utilizza un flusso di gas per colpire la pelle con piccoli cristalli di ossido di alluminio inerte. Questi aprono nell'epidermide dei microcondotti invisibili a occhio nudo, che permettono al farmaco di arrivare in breve tempo agli strati epidermici piu' profondi e da li' essere assorbito. La nuova procedura e' stata sperimentata da alcuni ricercatori dell'Harvard-Mit Division of Health Sciences and Technology ed e' riportata sulla rivista Bio Med Central Medicine. Dopo un microbombardamento del polso con il gas, della durata di non piu' di 20 secondi, ai volontari che si sono sottoposti alla prova e' stato applicato un tampone di anestetico. Qualche minuto e la zona trattata risultava insensibilizzata. "Questa tecnica" sostiene James Weaver, tra gli autori della ricerca, "sara' particolarmente utile per i pazienti diabetici, viste le frequenti iniezioni cui sono sottoposti per controllare il livello di glucosio". (p.s. e da.c.)
DA LE SCIENZE.IT NOTIZIE DEL 20 APRILE 2004 I tumori polmonari femminili Le donne hanno maggior probabilita' di sviluppare un adenocarcinoma Il cancro dei polmoni ha superato quello del seno come principale causa di decesso per tumore nelle donne. Nel 2004, provochera' tante morti quante quelle dovute a tutti i tipi di cancro ginecologico messi insieme. Lo rivela uno studio di Jyoti D. Patel e colleghi della Northwestern University, secondo il quale nelle donne il tumore avrebbe le caratteristiche di una malattia diversa rispetto agli uomini. Nel corso del ventesimo secolo, l'uso di tabacco da parte delle donne e' cresciuto notevolmente: come risultato, il numero di donne morte per tumore dei polmoni e' aumentato del 600 per cento. Ma nello stesso periodo, il numero di casi maschili e' diminuito. Anche se molti studi mostrano che le donne sono piu' suscettibili degli uomini agli effetti cancerogeni delle sigarette, l'argomento e' ancora piuttosto controverso. In un articolo pubblicato sul numero del 14 aprile della rivista "Journal of the American Medical Association", Patel e colleghi del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York discutono le differenze nella biologia del tumore dei polmoni fra i due sessi, comprese le mutazioni genetiche, l'aumento di produzione di certi enzimi che contribuiscono a scatenare il tumore, e i cambiamenti ormonali. "I fattori genetici, metabolici e ormonali - spiga Patel - sono tutti importanti per il modo in cui le donne reagiscono ai carcinogeni e al tumore dei polmoni. Queste informazioni dovrebbero avere un impatto sulle valutazioni e le diagnosi dei pazienti che fumano e sui programmi di prevenzione". Per esempio, le donne hanno piu' probabilita' degli uomini di sviluppare un adenocarcinoma, un sottotipo di tumore polmonare un tempo molto raro e oggi diffuso soprattutto nei giovani e nei non fumatori.
DA SALUTE EUROPA NEWS DEL 20 APRILE 2004 E' la morfina modificata il cardioprotettore del futuro Nessun farmaco si e' dimostrato clinicamente superiore alla morfina nell'alleviare il dolore acuto, ma i suoi benefici effetti sul cuore erano sino ad oggi poco conosciuti. Ora uno studio pubblicato sull'autorevole "Circulation" autorizza nuovi scenari: alcuni topi trattati con morfina purissima, dopo numerose assunzioni dell'oppiaceo, seguite ad ischemia indotta, hanno dimostrato un notevole recupero funzionale. Com'e' noto la morfina sortisce pero' anche effetti allucinogeni. Per mantenerne l'efficacia come cardioprotettivo ed eliminare l'effetto stupefacente si e' fatto ricorso all'ingegneria genetica: modificando il Dna del papaverum sonniferum album si puo' ora bloccare la sua crescita ad un certo stadio, rendendolo inadatto alla sintesi dei narcotici, ma lasciando aperta la possibilita' di ricombinarlo in laboratorio con un fattore di sviluppo che permette l'estrazione della frazione desiderata. Fonte:http://www.assobiotec.it/Assobiotec/
DA IL SOLE24 ORE DEL 20 APRILE 2004 CRIOTERAPIA CONTRO I TUMORI ALLA PROSTATA Si chiama crioterapia di terza generazione e consente di bloccare il tumore congelando la ghiandola prostatica e poi riportandola a temperatura normale con l'utilizzo di due gas (l'argon per abbassare la temperatura a meno 40 gradi e l'elio per scongelare). Il trattamento e' in grado di uccidere le cellule della prostata e ottenere la guarigione, esattamente come la rimozione chirurgica della ghiandola, ma non prevede operazioni impegnative ne' lunghe degenze ospedaliere. In Italia si pratica solo al San Raffaele Turro di Milano. La tecnica e' stata presentata per la prima volta in diretta da Milano ai 500 specialisti riuniti a Sorrento fino al 21 aprile per il IV Congresso cazionale della Societa' di endourologia. Ottimi risultati ottenuti anche con un'altra metodica, la brachiterapia, indicata negli stadi iniziali del tumore e in particolari casi in cui sia sconsigliato l'intervento chirurgico tradizionale. In comune le due tecniche hanno la possibilita' di evitare il ricorso a interventi chirurgici impegnativi e per questo sono indicate per pazienti con altre malattie e anziani. Entrambe non comportano perdite di sangue e hanno basso rischio di complicanze. Per gli interventi di crioterapia vengono utilizzate sonde tecnologicamente sempre piu' avanzate, oggi della dimensione di un ago da biopsia. Inserite nella prostata creano palline di ghiaccio che si fondono fino a coprire l'intera superficie dell'organo, provocando la morte cellulare. La brachiterapia, introdotta in Italia nel 1998 alla casa di cura Villa Turro del San Raffaele, e' una forma di radioterapia mirata che avviene impiantando nella ghiandola prostatica piccolissimi semi radioattivi in filiera che rilasciano radiazioni in grado di distruggere il tumore senza danneggiare le strutture adiacenti alla ghiandola e permettendo il mantenimento della funzione erettile in circa l'80% dei pazienti. Gli ultimi risultati presentati al congresso europeo di urologia tenutosi recentemente a Vienna hanno sottolineato che la brachiterapia funziona nell'87% dei casi con una sopravvivenza a 10 anni del 100%. Inoltre il trattamento consente al paziente di tornare a casa entro 24 ore, al lavoro entro 4 giorni. Importata in Italia dagli Usa, e' disponibile dal 1998 ma ancora poco conosciuta: solo il 5% dei pazienti che potrebbero beneficiarne viene in realta' trattato.
DA STAIBENE.IT NEWS DEL 20 APRILE 2004 Bambini: cosa fare in caso di ingestione di sostanze caustiche Rivolgersi a un centro antiveleni ed evitare gli interventi fai da te L'ingestione da parte dei bambini di sostanze caustiche e' uno degli incidenti che si verificano frequentemente tra le pareti domestiche. Secondo una recente indagine del Censis, si stima che nel 2003 ben il 3,6% degli italiani abbia lasciato in casa, alla portata dei bambini, prodotti nocivi. Si tratta di un comportamento ad "alto rischio" perche' i bambini sono molto curiosi e portano tutto alla bocca. "Sintomi iniziali - spiega Pietro Ferrara, responsabile della commissione rapporti con l'universita' della Societa' italiana di medicina d'urgenza ed emergenza Pediatrica (Simeup) e ricercatore presso l'Istituto di clinica pediatrica dell'universita' Cattolica di Roma- sono la nausea, il vomito, i dolori retrosternali o addominali, inoltre laringospasmo, edema polmonare, perforazione esofagea e mediastinite, mentre un segno tardivo puo' essere la stenosi esofagea. Comunque la gravita' e l'estensione della lesione prodotta dipendono essenzialmente dal tipo di agente lesivo, dalla sua concentrazione, dalla quantita' ingerita dal bambino e dal tempo di contatto con le mucose". Ecco allora cosa fare e soprattutto cosa non fare in caso di ingestione di caustici: - contattare telefonicamente uno dei centri antiveleni attivi 24 ore su 24; - evitare interventi fai-da-te che possono solamente peggiorare la situazione (come somministrare latte o provocare il vomito); - portare il bambino al pronto soccorso e comunicare ai medici il nome esatto e possibilmente la quantita' della sostanza tossica ingerita e il tempo trascorso dall'ingestione. Queste le semplici ma fondamentali regole in caso di ingestione accidentale di sostanze caustiche da parte dei bambini. Tra le sostanze tossiche ci sono: i prodotti acidi (come i detersivi e i disinfettanti per il wc, i brillantanti e i pulitori liquidi per metalli) e quelli alcalini (come i detersivi per lavastoviglie, i pulitori per il forno, gli sbiancanti e i disingorganti). I sintomi piu' frequenti dopo l'ingestione sono: nausea, vomito, dolori retrosternali o addominali. La gravita' e l'estensione della lesione prodotta dipendono comunque essenzialmente dal tipo di agente lesivo, dalla sua concentrazione, dalla quantita' ingerita dal bambino e dal tempo di contatto con le mucose. E' importante che dopo l'ingestione il bambino venga immediatamente portato al pronto soccorso, perche' "nel 90% dei casi - spiega Claudio Pintus responsabile dell'unita' di Chirurgia pediatrica del Gemelli - l'ingestione di sostanze caustiche non comporta conseguenze, ma nel rimanente 10% si sviluppa, invece, una stenosi, cioe' un restringimento dell'esofago, che va trattata con una terapia mirata. Nei casi piu' gravi, il bambino deve essere sottoposto a intervento chirurgico". Ma l'arma migliore per evitare questi incidenti domestici, rimane la prevenzione. I genitori dovrebbero dunque insegnare ai bambini a riconoscere le sostanze pericolose e soprattutto evitare di lasciarle incustodite in casa. Questi i consigli: - usare in casa contenitori con apertura di sicurezza; - non riporre sostanze caustiche in luoghi facilmente accessibili ai bambini; - non versare mai sostanze tossiche liquide in recipienti destinati ad altro uso.
DA MSD-ITALIA NOTIZIE DEL 20 APRILE 2004 Acne: studio 'fotografa' picco in una fase pre-mestruale. In maggioranza pazienti aumento del 25% delle lesioni Milano, 20 apr. (Adnkronos Salute) - La diffusione dell'acne varia durante il ciclo femminile. E il 'picco' si verifica nel periodo pre-mestruale. E' quanto emerge da uno studio condotto da un'associazione di dermatologi di Cincinnati (Ohio) e pubblicato sugli 'Archives of Dermatology' su un gruppo di pazienti tra 18 e 44 anni, non sottoposte a trattamento per la loro acne. Le donne sono state seguite per due mesi circa. E' risultato che nel 63% dei casi, cioe' la maggioranza, si verifica un aumento del 25% del numero delle eruzioni cutanee nel periodo pre-mestruale. ''Si tratta - spiegano i ricercatori- del primo studio di tipo quantitativo eseguito su donne adulte''.
DA CNR-COMUNICATO DEL 20 APRILE 2004 Con Silvio, il fagiolo del Cnr, dimagrisci sicuro Per confezionare pillole dimagranti sicure, l' Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Cnr di Milano ha brevettato Silvio, un fagiolo privo di componenti tossici per l'organismo. Dai suoi estratti si potranno ricavare integratori dietetici efficaci e innocui per la salute Hanno un mercato vastissimo. La loro vendita sale vertiginosamente prima dell'estate e della temutissima prova bikini. Sono le pillole dimagranti. Eppure molte di quelle in commercio contengono sostanze tossiche per l'organismo. Per ridurre il rischio di chi fa uso di questi prodotti dietetici, presso l'Ibba, Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Cnr di Milano, sono state brevettate una varieta' di fagiolo, denominata Silvio, e una metodica di estrazione con cui ottenere integratori che fanno perdere peso in tutta sicurezza. "Il fagiolo e' da tempo utilizzato nella produzione di preparati per la riduzione o il mantenimento del peso corporeo per la presenza di faseolamina, una proteina che inibisce l'assimilazione degli zuccheri complessi", spiega Roberto Bollini dell'Ibba - Cnr, coautore dei brevetti. "Questo legume", prosegue, " contiene pero' anche la fitoemoagglutinina, una sostanza tossica, in grado di resistere alla digestione intestinale e di legarsi alla mucosa intestinale, disorganizzando la struttura dei microvilli e aumentando il turn over cellulare, fino a provocare la morte. I suoi effetti negativi", prosegue il ricercatore dell'Ibba - Cnr, "sono completamente eliminati con la cottura, ma negli estratti contenuti nelle compresse dimagranti questa proteina e', ovviamente, cruda e percio' risulta pericolosa". Per ottenere fagioli privi di tossicita', Bollini, in collaborazione con i ricercatori dell'Istituto sperimentale per l'orticoltura del Mipaf, dopo aver individuato genotipi privi per mutazione genetica di fitoemoagglutinina, ha effettuato una serie di reincroci con varieta' agronomicamente valide. La selezione e' proseguita fino al raggiungimento di una varieta' di borlotti nani con un corredo genetico ad hoc, in grado di sintetizzare la faseolamina, ma incapaci di accumulare fitoemoagglutinina nel seme. Silvio, dunque, e' pronto per far perdere i chili di troppo, senza alcun rischio.
DA REUTERS.COM DEL 21 APRILE 2004 Salute, si puo' essere davvero dipendenti da pizza e cioccolato WASHINGTON (Reuters) - La gente che dice di essere dipendente dal cioccolato o dalla pizza potrebbe non stare esagerando, secondo quanto riferito da alcuni ricercatori americani. Un studio del cervello di gente normale ed affamata ha mostrato che la materia grigia si "accendeva" alla vista e l'odore dei propri cibi preferiti nello stesso modo in cui accade al cervello dei dipendenti da cocaina quando pensano alla loro prossima sniffata. "La presentazione del cibo aumenta significativamente il metabolismo dell'interno cervello (del 24%) e questi cambiamenti sono molto piu' grandi nella zona temporale superiore, nell'insula anteriore e nella corteccia orbitofrontale", hanno scritto gli scienziati. Ci sono zone che sono associate alla dipendenza. Per esempio, la corteccia orbitofrontale si attiva in chi fa uso di cocaina quando pensa alla droga. Lo studio, pubblicato nell'edizione di aprile di NeuroImage, potrebbe appoggiare l'idea che le pubblicita' del cibo aiutino a diffondere l'epidemia di obesita' negli Usa. "Questi risultati potrebbero spiegare gli effetti deleteri di una costante esposizione a stimoli di cibo, come le pubblicita', le macchinette per le caramelle, i canali tv sul cibo", ha detto il dottor Gene-Jack Wang del Brookhaven National Laboratory di Upton, New York, che ha condotto lo studio. "L'alta sensibilita' di queste zone del cervello agli stimoli del cibo raddoppia con l'alto numero e varieta' di questi stessi stimoli nell'ambiente". Circa il 30% degli americani sono obesi. Wang e i suoi colleghi hanno 12 uomini e donne con una eta' media di 28 anni.
DA DIABETE.NET-RICERCHE E STUDI DEL 21 APRILE 2004 Le difficolta' urinarie sono piu' frequenti nelle donne diabetiche Le donne che soffrono di diabete di tipo 2 sono cinque volte piu' soggette alle difficolta' urinarie rispetti alle donne che non soffrono di diabete. Lo hanno scoperto i medici della National Taiwan University, esaminando 176 donne diabetiche e 162 donne di pari eta' non diabetiche. Tutte le partecipanti hanno completato un questionario circa i sintomi, mentre i medici hanno misurato il flusso dell'urina e il residuo di urina dopo lo svuotamento della vescica. E hanno visto che il 22% delle donne diabetiche e il5,6% delle donne non diabetiche avevano difficolta' ad urinare. Le donne diabetiche riportavano debolezza o intermittenza del flusso urinario molto piu' frequentemente delle altre donne. Avere il diabete da piu' di 20 anni e avere avuto almeno due episodi di infezione alle vie urinarie negli anni precedenti sono risultati due fattori di rischio per le difficolta' urinarie. Per questo le donne diabetiche dovrebbero tenere sotto controllo eventuali sintomi di disturbi urinari, prestando attenzione ai possibili fattori associati. Mentre i medici dovrebbero misurare regolarmente il residuo urinario dopo lo svuotamento della vescica. Diabetes Care, April 2004.
DA YAHOO! SALUTE DEL 21 APRILE 2004 Un possibile test per la malattia di Lou Gehrig La notizia. Per la prima volta e' stato individuato un possibile indicatore biologico per la diagnosi precoce della sindrome laterale amiotrofica, la malattia meglio conosciuta come sindrome di Gehrig, salita recentemente alla ribalta delle cronache per aver colpito numerosi calciatori. Si tratta di uno studio dell'American Society of Investigative Pathology, presentato al congresso "Experimental Biology 2004". La ricerca. Oggigiorno la diagnosi di SLA ha tempi piuttosto lunghi: spesso la malattia non viene riconosciuta in fase iniziale, cosa che invece avrebbe un'importanza fondamentale per la cura, dato che i farmaci approvati dalla Food and Drug Administration (l'ente statunitense per il controllo su alimenti e farmaci) mostrano miglior efficacia se prescritti subito dopo la manifestazione dei primi sintomi. La tecnica diagnostica presentata al congresso consente invece una diagnosi precoce con la sola analisi di un piccolo quantitativo di liquido spinale. In questa sede, con uno studio coinvolgente 25 pazienti con SLA diagnosticata e 35 con sintomi simili ma con un'altra malattia, l'e'quipe di ricerca ha trovato una serie di 10 proteine alterate presenti solo nei casi accertati di SLA, non negli altri. Commenti. Come annunciato dagli stessi ricercatori nel corso della loro presentazione al congresso, i prossimi passi saranno volti a determinare il valore di queste proteine come indicatori di malattia in un numero piu' vasto di pazienti e a valutare la possibilita' che le alterazioni di queste proteine possano indicare lo stato di progressione della malattia, cosa che sarebbe di fondamentale importanza per la cura. simona lambertini
DA ITALIA SALUTE-NOTIZIE DEL 21 APRILE 2004 UN NUOVO DISPOSITIVO PER SMETTERE DI RUSSARE E' stato messo a punto un nuovo dispositivo per smettere di russare e che aiuta la respirazione durante il sonno. Si tratta di un dispositivo ortodontico, che mantiene la mascella in una posizione tale da consentire di ridurre i problemi di respirazione. Il dispositivo, una volta applicato all'interno della bocca, e' invisibile e consente di parlare, bere e - come precisa Marie Marklund, autrice dello studio pubblicato su Chest - dare un bacio della buonanotte. Molte persone all'inizio sono esitanti per il fatto di dover inserire in bocca l'oggetto, ma i vantaggi che derivano superano, secondo i ricercatori, abbondantemente il disagio. I pazienti presi in considerazione dallo studio avevano gia' provato trattamenti per smettere di russare e soffrivano di episodi di apnea notturna, per cui nel sonno la loro respirazione si interrompeva piu' volte. Il team di studiosi guidati dalla Marklund, presso l'ospedale svedese di Umea, ha verificato l'efficacia del dispositivo seguendo 630 persone che lo hanno usato per un anno. Ai partecipanti e' stato chiesto di notare l'efficacia del dispositivo ed inoltre sono stati sottoposti periodicamente al monitoraggio del sonno per verificare gli episodi di apnea notturna. Il dispositivo ha mostrato la maggiore efficacia nelle donne e nelle persone con un'apnea del sonno moderata. Circa il 25% delle persone che hanno provato ad usare il dispositivo ha rinunciato all'uso. Il dispositivo, dunque, non funziona in tutte le persone, soprattutto per gli effetti secondari quali l'eccesso di salivazione, e il disagio dovuto allo spostamento dell'oggetto dalla giusta posizione tra i denti o altri problemi legati alla presenza estranea nella bocca. Il dispositivo puo' funzionare meglio nelle donne perche' la posizione che la mascella assume indossando il dispositivo libera le vie respiratorie piu' efficacemente che negli uomini. Finora l'apnea notturna e' stata trattata attraverso una maschera che ha la funzione di introdurre l'aria attraverso il naso. Il nuovo dispositivo mandibolare, secondo gli studiosi che lo hanno testato, e' piu' piccolo e piu' facile da usare e puo' quindi essere utile specialmente per i pazienti con gravi condizioni di apnea, a patto pero' che non si lascino condizionare dagli effetti secondari e dal fatto che dovranno indossarlo tutte le notti, almeno finche' non verra' inventato un nuovo dispositivo.