Le proposte dell'Ue per migliorare la mobilità dei pazienti

Per realizzare la mobilità dei pazienti, Bruxelles lancia una strategia globale per sviluppare la cooperazione pratica e politica tra i partner europei. La Commissione suggerisce quindi di intervenire su tre fronti con tre specifiche proposte.

La prima riguarda la creazione di un gruppo europeo ad alto livello che si occuperà dei servizi sanitari e delle cure mediche in Europa. Bruxelles, cioè, ha deciso di favorire l'accesso nell'Ue alle cure migliori e alle terapie più efficaci, se non è possibile ottenerle nel proprio Paese. Il gruppo sarà composto da rappresentanti di ogni Stato membro e della Commissione e nel suo mandato avrà anche la responsabilità di contattate i rappresentanti dei pazienti, dei medici, dei lavoratori sanitari e di tutti coloro che sono parte attiva nel settore della salute. Il gruppo esaminerà anche le problematiche legate alle cure transfrontaliere, alla creazione di centri di eccellenza di riferimento, alla valutazione di nuove tecnologie.

La seconda proposta punta a sostenere gli sforzi realizzati a livello nazionale per riformare e migliorare il sistema sanitario. Il suggerimento risponde ai bisogni sottolineati dai vertici europei di Lisbona e di Goteborg per raccogliere le sfide legate all'invecchiamento della popolazione e assicurare la coesione sociale. Si punta cioè a tradurre in obiettivi comuni a tutti i partner, i principi di accessibilità alle cure, della loro qualità e dei trattamenti di lunga durata. Agli Stati membri viene chiesto di presentare, su questi obiettivi, dei rapporti preliminari già il prossimo anno in modo tale che essi possano essere incorporati nel 2006 nel coordinamento della politica di protezione sociale.

Il terzo punto su cui l'Unione vuole intervenire è l'utilizzo delle tecnologie di informazione e comunicazine nel settore sanitario, affinché si realizzi un uso più efficace e si crei uno spazio europeo on-line, fornendo un quadro per azioni comuni. Si tratta di fare meglio conoscere tutto quanto un paziente può ricercare in materia sanitaria, sviluppando per esempio delle mappe di percorsi nazionali e regionali per la "e-salute".