Le Nazioni Unite rilanciano l'allarme AIDS
Oltre 40 milioni di infetti e diffusione incontrollata anche in Regioni che fino a poco tempo fa non erano toccate; preoccupa il rapporto dell'Onu su HIV e AIDS

28 novembre 2003 - Nei giorni in cui in italia si parla delle sperimentazioni sul nuovo vaccino vengono diffuse le nuove stime globali dalle Nazioni Unite che mostrano che circa 40 milioni di persone nel mondo vivono con l'HIV. E la cifra destinata ad aumentare ulteriormente a causa dell'espansione del virus in Asia centrale ed Europa dell'Est e del suo consolidamento nella regione dell'Africa sub-sahariana. Di questi, circa 2,5 milioni hanno meno di 15 anni.
Solo nel 2003 hanno contratto l'infezione circa 5 milioni di persone, e, sempre nello stesso anno, ne sono morti oltre 3 milioni. Quest'anno stato battuto il triste record di persone che hanno contratto il virus e quello di vittime della malattia.
"Purtroppo non abbiamo ancora raggiunto il limite'', ha sottolineato Peter Piot, responsabile del programma congiunto delle Nazioni Unite sull'HIV (Unaids). Nella sola Africa sono 26,6 milioni le persone sieropositive, prevalentemente donne. In realt l'Aids prende di mira soprattuto gli uomini, ma la percentuale di donne infette in aumento un po' dovunque: alla fine del 2002 passata dal 24 al 33%.
L'ondata delle infezioni, per gli autori del rapporto, si sta espandendo e minaccia adesso Cina, India, Indonesia e Russia. Molta preoccupazione anche dovuta al fatto che la diffusione del virus iniziata in zone dove finora il contagio era limitato, come in molte parti dell'Asia e del Pacifico. I rapporti sessuali non protetti e l'uso di droga sono i principali responsabili, secondo quanto riportato dagli esperti delle Nazioni Unite, di questa diffusione. Per questo motivo sono i giovani a contrarre maggiormente l'infezione nelle parti pi povere del mondo. "Gli sforzi attuali globali rimangono completamente inadeguati per un'epidemia che continua a crescere fuori dal nostro controllo'', ha detto Piot. La regione pi colpita l'Africa sub-sahariana, dove nel 2003 sono stati registrati 3,2 milioni di casi nuovi e i morti sono stati 2,3 milioni.