Fondo sanitario 2004: il Governo lancia le prime proposte

È già pronta ed è al vaglio delle Regioni la proposta del Governo per il riparto del Fondo sanitario nazionale 2004.

Le risorse pubbliche per l'assistenza sanitaria raggiungeranno il prossimo anno quota 81,287 miliardi. Una cifra che supera di 2,7 miliardi le erogazioni del 2003 e che tuttavia è considerata ancora ampiamente sottostimata dai governatori: se l'Economia non allenterà i cordoni della borsa, infatti, le Regioni stimano per il prossimo esercizio finanziario un buco di almeno 4 miliardi per l'assistenza sanitaria.

Richieste, quelle locali, che dopo l'infruttuosa Stato-Regioni della scorsa settimana sulla Finanziaria 2004, sembrano destinate a cadere nel nulla. Almeno per il momento. Magari in attesa di costruire un nuovo patto di stabilità sanitario dal 2005, considerato che quello attuale scade appunto a fine 2004. Un anno, il 2004, che tra l'altro sarà l'ultimo con fondi a destinazione vincolata.

La proposta di riparto delle risorse finanziarie 2004 per l'assistenza sanitaria, elaborata dal ministero della Salute, dispone il finanziamento dei tre livelli di assistenza indicati dal Piano sanitario nazionale. La fetta più grossa, pari al 50% del totale, è destinata all'«assistenza distrettuale»: si tratta di 39,350 mld, tra medicina generale (4,722 mld), pediatria (708 mln), farmaceutica convenzionata (10,231 mld), specialistica e diagnostica (10,231 mld), anziani (3,9 mld), «altra assistenza» (9,5 mld). Seconda voce per ordine di importanza è l'assistenza ospedaliera: il 45% dell'intera somma, per 35,415 mld. Infine la prevenzione collettiva, cui vanno 3,935 mld (il 5% del totale).

Il tutto vale 78,700 mld, cui però si aggiungono ancora: 774,6 mln come fondo di riequilibrio; 601,9 mln per finanziamenti vincolati; 1,2 mld per gli «obiettivi di piano»; 6,8 mln per la medicina penitenziaria.

La proposta di suddivisione della torta dei fondi sanitari 2004 è costruita in base ai criteri di riparto già utilizzati per il 2003 dopo il testa a testa Nord-Sud dell'anno scorso tra le Regioni. Mentre i nuovi criteri per il 2005 potrebbero essere discussi e decisi dai governatori già entro la metà dell'anno prossimo - federalismo sanitario permettendo - sulla base di regole condivise, preferibilmente da adottare prima della tornata elettorale europea.

La proposta del Governo, debitamente aggiustata con alcune contro-proposte regionali allo studio, dovrebbe arrivare in porto prima di Natale in una Conferenza Stato-Regioni al momento prevista per il 18 dicembre.

Già da domani, invece, è destinato ad accendersi l'inverno caldo della protesta medica. Ben 42 sigle sindacali (esclusa la sola Cgil) si ritroveranno a manifestare «contro lo stato di grave abbandono in cui è lasciato il Ssn, il personale che vi lavora e i cittadini». In ballo c'è un contratto per la dirigenza medica e non, con una controparte (le Regioni) che sul versante dei finanziamenti carenti è considerato invece un alleato. La parola d'ordine è stata lanciata ieri: se non ci saranno novità a gennaio ci saranno le «manifestazioni unitarie». E da febbraio gli scioperi. Che bloccherebbero gli ospedali.
(2 dicembre 2003)

Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)