Ghigo ed Errani: "Il Governo intervenga sulla spesa"

Il presidente della conferenza dei presidenti delle Regioni Enzo Ghigo è più ottimista e spera che un decreto arrivi entro la fine dell' anno; il suo vice Vasco Errani è più pessimista ma entrambi sono concordi nel dire che il Governo a breve termine deve intervenire per garantire quegli impegni presi con le Regioni e poi disattesi con il varo dei maxiemendamenti della Finanziaria.
  
Il presidente della Regione Piemonte Ghigo ed il collega Errani hanno partecipato a Bologna ad un convegno per ricordare i 25 anni della istituzione del servizio sanitario nazionale con il varo della legge 833. Ghigo dal palco e poi parlando con i giornalisti ha detto di avere ancora qualche speranza su un decreto del Governo su alcune questioni come l'esternalizzazione dell' Iva, i fondi per le Bassanini e soprattutto sulla garanzia che le aziende sanitarie abbiano «flussi di cassa» regolari.

«Io una speranza ce l' ho ancora», ha detto Ghigo, anche se Errani si è detto convinto che il decreto del Governo su questi problemi non ci sarà. «In ogni caso o a fine anno o all'inizio del prossimo - ha detto Errani - bisogna che qualcosa il Governo faccia per garantire i flussi di cassa. Si rischia di pagare i fornitori a 600 giorni, in questo modo una siringa può costare il 29, 39, 40 per cento in più. Il Governo questo problema deve risolverlo».
  
Restano naturalmente aperti molti altri problemi - hanno rilevato i due presidenti - fra i quali quello della sottostima del fondo sanitario nazionale per il 2004 per garantire i livelli essenziali di assistenza a tutti i cittadini, che per Errani è di 5 miliardi di euro pari a diecimila miliardi delle vecchie lire. Un' altra questione ancora aperta è quella dei fondi che, hanno sostenuto Errani e Ghigo, non sono stati concessi per garantire le prestazioni sanitarie ai 750.000 immigrati regolarizzati con la legge Bossi-Fini. «È tutto rimandato al 2004 - ha detto Ghigo - ma noi riprenderemo la discussione fra di noi ai primi dell' anno per arrivare poi con il Governo a un nuovo accordo sulla ripartizione dei fondi che aggiorni quello raggiunto l' 8 agosto 2001».
   
Al convegno ha partecipato anche l' ex ministro della Sanità Rosy Bindi che ha pronunciato un duro attacco al Governo sostenendo che di fatto il sistema sanitario «non è al Ministero della Salute ma da un' altra parte. Si fa al ministero dell' Economia». Per la Bindi siamo di fronte a una «debolezza della Conferenza Stato-Regioni. Il Governo ormai approva la Finanziaria disinteressandosi completamente del parere delle Regioni e delle Autonomie locali».