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Primo piano
Ecm, lettera aperta al ministro sulle medicine alternative
''Ci auguriamo che la Commissione Nazionale Ecm vorra' pienamente riconfermare l'accreditamento dei corsi dedicati alle medicine non convenzionali"
''Il ministro della Salute boicotta ancora una volta le medicine non convenzionali''. Protestano cosi' 35 mila medici e 10 mila farmacisti italiani iscritti a una ventina di associazioni del settore, che inviano una lettera aperta al ministro Girolamo Sirchia affinche' riveda il provvedimento che ha sospeso l'accreditamento Ecm per i corsi sulle terapie alternative.

''Ci auguriamo - recita la lettera a Sirchia, allegata a una nota di Anipro (Associazione nazionale italiana produttori e importatori di medicinali omeopatici) - che la Commissione nazionale per la formazione continua vorra' pienamente riconfermare l'accreditamento Ecm dei corsi dedicati alle medicine non convenzionali, soprattutto a quelle discipline riconosciute dalla Fnomceo come di esclusiva competenza medica''. Tanto piu' che ''e' ormai numerosissima la bibliografia internazionale che riporta lavori effettuati secondo i piu' rigorosi standard richiesti dalla ricerca scientifica. Ad esempio, esistono piu' di 130 studi clinici controllati sull'uomo, pubblicati anche su autorevolissime riviste, che forniscono valide e inequivocabili prove dell'effetto terapeutico dei medicinali omeopatici. E' tempo quindi che si faccia pulizia dei luoghi comuni sulla loro presunta non dimostrazione di efficacia''.
Sanità
Ue
Sirchia raggiunto obiettivo su CDC Europeo
"Aver gettato le basi per costruire il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive e' il risultato principale che portiamo a casa dopo questo semestre di presidenza europea''. Cosi' il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha annunciato in conferenza stampa a Bruxelles, l'accordo, raggiunto all'unanimita' con i colleghi europei per la creazione di un centro di coordinamento nella lotta alle malattie trasmissibili, sull'esempio dei 'Cdc' americani. ''Come ha dimostrato l'esperienza della Sars - ha aggiunto Sirchia - il Centro e' una realta' fondamentale affinche' tutti gli Stati europei si muovano insieme nella direzione dell'allerta, dell'intervento rapido e quindi di un migliore coordinamento''.
Web
La salute viaggia su internet
Nove milioni di internauti italiani, pari al 72% dei 13 milioni di 'navigatori', sono ''molto attenti'' ai temi di salute e benessere. Solo nell'ottobre scorso ben 1 milione 300 mila persone hanno cliccato su siti di settore. I 'nostri' cybernauti preferiscono i portali indipendenti, desiderano saperne di piu' per poter partecipare alle decisioni cliniche che li riguardano ma discutono comunque cio' che leggono con il proprio medico. Questi alcuni dei dati commentati oggi a Milano in un incontro promosso da AstraZeneca. I relatori hanno commentato anche i risultati di una recente indagine sul rapporto dei medici di famiglia italiani con l'informatica: il 90% (45 mila camici bianchi) possiede un Pc, l'80% (40 mila) lo utilizza per la professione, il 66% (33 mila) naviga in Internet e il 41% (20.500) visita siti e portali farmaceutici. Gli argomenti piu' cliccati sono relativi all'aggiornamento medico (80,6%), alle normative (65,8%) e all'Ecm/Fad (52,9%).
Sindacati
Nasce Fedspet, Federazione Specialistica Convenzionata
Nasce la Fedspet, Federazione Specialistica Territoriale, aderente alla Federazione Medici, che raccoglie gli iscritti specialisti ambulatoriali con l'obiettivo di dare nuovi impulsi e prospettive alla categoria. Presidente della nuova Federazione e' stato nominato Luigi Venanzi, mentre la carica di Segretario Generale e' stata assunta da Cosimo Trovato. Nei prossimi giorni - si legge in una nota della neonata organizzazione costituita dal presidente Cimo-Asmd e dal Segretario nazionale della Cumi-Aiss - verra' ufficializzata la piattaforma per il rinnovo della Convenzione, le cui trattative riprendono il prossimo 12 dicembre.
Storie
Un endocrinologo il biografo di Geo Chavez
L'endocrinologo Luciano Martini 'biografo' di Geo Chavez, il primo trasvolatore delle Alpi. Lo specialista, professore emerito della Statale di Milano ed ex direttore dell'Istituto di endocrinologia della Facolta' di Farmacia, presentera' oggi un libro sullo storico personaggio, tra i grandi miti del secolo scorso. L'appuntamento - riferisce una nota - e' alle 18.00 presso al Circolo della Stampa del capoluogo lombardo.
Scienza
Endocrinologia
Diabete: la cannella può migliorare il controllo della glicemia e della lipidemia
La cannella può migliorare sia il controllo glicemico che quello lipidico nei pazienti affetti da diabete di tipo 2. I prodotti botanici infatti sono in grado di migliorare il metabolismo del glucosio e le condizioni generali dei soggetti diabetici non soltanto mediante un effetto ipoglicemizzante, ma anche migliorando il metabolismo dei lipidi, lo status antiossidante e la funzionalità capillare. In vitro, gli estratti acquosi di cannella migliorano l'assorbimento del glucosio, la sintesi del glicogeno e la fosforilazione del recettore per l'insulina, ed inoltre aiutano nell'innesco del sistema a cascata dell'insulina. In vivo, l'effetto rimane sostenuto per oltre 20 giorni, il che indica che non è necessario assumere cannella ogni giorno. Dato poi che la cannella non comporterebbe un aumento dell'introito calorico, il soggetto diabetico non dovrebbe avere difficoltà ad inserirla nella dieta quotidiana. La cannella è raccomandata come misura preventiva anche nella popolazione generale. (Diabetes Care. 2003;26:3215-3218)
Psichiatria
Comuni i disordini mentali multipli nei giovani detenuti
Circa la metà dei giovani detenuti sono portatori di almeno due disordini mentali, e più di 1/10 è portatore di un disturbo mentale maggiore e fa abuso di sostanze. Anche le ricerche precedenti avevano sottolineato che i giovani detenuti hanno un alto tasso di disordini mentali, ma il fatto che siano portatori di più di un disturbo è di particolare interesse: nel trattamento dei disturbi mentali multipli, infatti, è spesso importante sapere quale dei disturbi è insorto prima, e d'altro canto molti programmi di terapia sono costituiti per il trattamento di patologie pure. Per impedire che questi giovani entrino in un ciclo di crimine e carcere, è necessario che le autorità detentive collaborino con gli psichiatri per assicurare un'adeguata assistenza anche dopo l'uscita dall'istituto di detenzione. (Arch Gen Psychiatry 2003;60:1097-1108)
Reumatologia
Artrite: idroterapia e ginnastica migliorano la funzionalità
La partecipazione ad un programma di idroterapia o ginnico per appena 6 settimane produce benefici a livello funzionale nei pazienti con artrite; sembra comunque che l'idroterapia sia più adatta per i programmi basati sull'esercizio aerobio, e la ginnastica per quelli improntati sul rafforzamento. I pazienti con osteoartrite che trovano doloroso il dover sostenere peso per periodi estesi potranno constatare che l'acqua fornisce l'ambiente ideale per effettuare esercizi ad una intensità sufficiente a conferire benefici significativi in termini di salute. Gli autori sottolineano comunque che se lo scopo primario dell'esercizio deve essere il potenziamento muscolare, l'esercizio sulla terra rimane preferibile. (Ann Rheum Dis 2003;62:1162-1167)
Oncologia
Nitrati nell'acqua connessi in alcuni casi al rischio di tumore del colon
Livelli moderati di nitrati nell'acqua potabile possono essere in alcuni casi connessi ad un aumento del rischio di tumore del colon in determinati gruppi di soggetti suscettibili. I nitrati possono accedere all'acqua potabile da alcuni fertilizzanti contenenti azoto utilizzati in agricoltura, oppure dai rifiuti umani ed animali. Il rischio risulta aumentato del doppio nei soggetti a basso introito di vitamina C (meno di 132 mg/die) se esposti a quantitativi di azoto pari ad un minimo di 5mg/l per più di 10 anni. E' stato osservato un rischio simile in soggetti che assumono un minimo di 2 portate a base di carne al giorno, con le stesse concentrazioni di azoto. Secondo i ricercatori, comunque, la correlazione fra nitrati nelle acque e tumore colico va ulteriormente chiarito: sarebbe utile un'indagine sui pozzi privati, diffusi nelle aree rurali e spesso ad altissimo contenuto di nitrati. (Epidemiology 2003;14:640-649)
Ginecologia
HRT: la maggior parte delle donne riesce a smettere
A seguito della pubblica diffusione di informazioni riguardo al rischio correlato all'HRT, la maggior parte delle donne che tentano di sospendere la terapia vi riescono senza problemi. Comunque, circa un quarto di esse riprende la terapia a causa di sintomi correlati con la sospensione. Vi è stata infatti un'intensa copertura dei media sui risultati degli studi del Women's Health Initiative (WHI) che dimostrano che l'HRT aumenta il rischio di patologie cardiovascolari e tumore mammario. Secondo le ultime ricerche, comunque, i medici possono rassicurare le donne che manifestano il desiderio di sospendere la terapia, in quanto nel 70% dei casi vi saranno tutt'al più sintomi tollerabili, anche se la terapia venisse sospesa bruscamente. Vengono suggerite misure comportamentali, come il raffreddamento degli ambienti, il bere liquidi freddi e la respirazione addominale profonda, per pazienti con sintomi vasomotori ricorrenti. (Obstet Gynecol 2003;102:1225-1239)

In questo numero:

1 Generalisti in rete

2 Influenza, picco a Natale

3 Antibiotici contro l'ansia


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Generalisti in rete

Partirà a gennaio un’iniziativa via Internet dedicata al paziente, permetterà a tutti i cittadini di comunicare con il proprio medico di famiglia senza problemi di orari. Basta procurarsi un computer, una web-cam e un microfono e collegarsi al e-simg Communication Center e assistere ai periodici incontri-dibattito su un tema di salute. Sarà così possibile entrare in contatto con un’équipe di medici di famiglia e con altri pazienti a cui fare domande.

Il progetto, che ha già permesso di mettere in rete tutti gli iscritti alla Società italiana di medicina generale (Simg), si allargherà ai cittadini per superare un vuoto comunicativo dalle conseguenze spesso pesanti. "Si tratta di una piccola televisione interattiva – spiega Claudio Cricelli, presidente nazionale della Simg – uno strumento nato per facilitare gli scambi tra medici, ma adesso rivolto anche ai cittadini, che in questo modo possono partecipare ai dibattiti, porre domande ed esprimere giudizi liberamente, senza l’imbarazzo spesso sentito al momento della visita in ambulatorio".

Influenza, picco a Natale

E' probabile che l'epidemia influenzale si diffonderà soprattutto sotto Natale. La previsione è del virologo dell'università di Milano Fabrizio Pregliasco, dopo che il centro per la sorveglianza influenzale diretto da Pietro Crovari aveva annunciato il primo isolamento del virus di quest'anno in una bambina.

 L'influenza è dunque ufficialmente entrata in Italia, ma la sua diffusione è ancora bassissima: secondo i dati del sistema di rilevazione dell'Istituto superiore di sanità, alla sesta settimana risulta un'incidenza di 2 casi su 1.000 assistiti tra i bambini (0-4 anni), mentre nella fascia di età successiva (5-14 anni) la diffusione è ancora più bassa 0,66 ogni 1.000 assistiti; stessa prevalenza nelle fasce superiori, tra gli adulti e gli anziani.

"Non siamo ancora nella stagione influenzale - ha ribadito Pregliasco - ma la diffusione più consistente sarà a fine dicembre". Nel frattempo, spiega l'esperto, continuano a girare sindromi simili all'influenza, sostenute da altri tipi di virus che colpiscono l'apparato gastroenterico.

 

Antibiotici contro l'ansia

I fluoroquinoloni, una classe di antibiotici di cui fanno parte norfloxacina, ciprofloxacina e ofloxacina, si sono rivelati efficaci nel combattere l'ansia. Uno studio dell'università della California ha infatti approfondito la capacità ansiolitica di questi farmaci, finora conosciuta come effetto collaterale, e ha effettuato piccole modifiche molecolari che permettono di eliminare il potere antibiotico e potenziare quello ansiolitico al punto da renderli efficaci come le benzodiazepine.

I fluoroquinoloni così modificati sarebbero addirittura meglio degli ansiolitici tradizionali perché, nelle sperimentazioni sui topi, hanno dimostrato di provocare tranquillità senza indurre sonnolenza come molti ansiolitici.

In questo numero:

1 Classifica dei sistemi sanitari, l'Italia dal sesto al nono posto

2 Nelle Marche nuova rete di assistenza per gli infartuati

3 Centrale operativa intitolata a Urbani


 

Classifica dei sistemi sanitari, l'Italia dal sesto al nono posto

L'Italia scende dal sesto al nono posto nella classifica dei migliori sistemi sanitari tra i paesi industrializzati dell'Ocse. I dati arrivano da un articolo pubblicato sulla rivista British Medical Journal, scritto da un'équipe dell'European Centre on Health of Societies in Transition.

La nuova classifica rivede, utilizzando nuovi parametri di calcolo, quella stilata tre anni fa dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). I ricercatori hanno messo a punto un diverso metodo statistico che ha tenuto conto di alcuni fattori usati in precedenza, come il finanziamento ai sistemi ospedalieri e la loro capacità di rispondere alla domanda di salute della popolazione, ma che ne ha modificati altri, come i principali indicatori sanitari di ogni paese. E' stato utilizzato non il tasso di mortalità generale, ma il numero di morti che si sarebbero potute evitare con un sistema sanitario ben organizzato, come quelle dovute ad alcuni tipi di malattie croniche. Tutto ciò ha determinato una completa rivoluzione di tutte le posizioni. L'Italia dal sesto è calata al nono posto, mentre la Gran Bretagna dal decimo è finita al diciottesimo posto. Il Giappone, che nella classifica dell'Oms aveva avuto l'onore della piazza più alta, è finito al tredicesimo e la Francia dal terzo al quinto.

Al contrario, hanno scalato la classifica la Germania, dal quattordicesimo al sesto, il Canada, dal nono al quarto, la Svezia, dal quarto al primo e la Norvegia dall'undicesimo al secondo. Praticamente invariata la posizione degli Stati Uniti, che tra i diciannove paesi Ocse considerati nello studio, occupavano prima la quindicesima e ora la sedicesima piazza, e dell'Australia, dal secondo al terzo. L'ultimo posto spetta invece al Portogallo, che prima era al penultimo.

Nelle Marche nuova rete di assistenza per gli infartuati

Prendere in cura gli infartuati miocardici dal momento del ricovero fino alla riabilitazione, uniformando, grazie a profili sanitari comuni, il sistema di assistenza ai malati di cuore in tutti gli ospedali delle Marche. Questo il programma che da febbraio vedrà la Regione, prima in Italia, sperimentare una nuova rete assistenziale. Inserito nel Piano sanitario regionale 2003-2006, l'iniziativa coinvolgerà 3.000 operatori sanitari. Sono quasi 5.000 i marchigiani colpiti ogni anno da sindromi coronariche e tra questi 2.700 da infarto miocardico, con una mortalità che supera di poco la media nazionale (pari al 12%), a causa della presenza di una popolazione anziana più numerosa rispetto ad altre regioni d' Italia.

"Fino ad oggi - ha spiegato l' assessore alla Sanità Augusto Melappioni - gli infartuati venivano curati in base alle scelte personali dei medici e all'assistenza tecnologica che ciascuna struttura sanitaria poteva offrire, ma nel corso della riabilitazione poteva accadere che si sentissero abbandonati, in assenza di un percorso terapeutico codificato, che accorpasse in una sola rete le diverse unità terapeutiche". Dal prossimo anno questo non succederà più, perché ciascun operatore svolgerà il suo compito in maniera coordinata con i colleghi di altri centri e ospedali".

Centrale operativa intitolata a Urbani

La prima centrale operativa delle emergenze sanitarie sarà intitolata a Carlo Urbani, il medico italiano che ha isolato il virus della Sars, rimanendone vittima lo scorso marzo. L'ha annunciato il ministro della Sanità Girolamo Sirchia nel giorno della nascita dell'associazione a lui intitolata.

Il responsabile della Sanità si è scusato con la moglie e presidente dell'associazione per l'assenza giustificata da "un improvviso impegno internazionale" che non gli ha consentito di intervenire alla presentazione. Sirchia ha quindi ricordato la totale dedizione del medico alla sua professione: "Una vita vissuta cristianamente, che lo ha spinto a operare nelle aree del mondo più disagiate, ponendo la propria scienza e la propria vita a protezione dell'umanità più povera. Un esempio di medico da imitare".

"Nelle aree più disagiate della terra – ha concluso il ministro - Carlo Urbani, con la sua presenza ha rappresentato degnamente la sua missione di medico , una sorta di miracolo vivente, attraverso una religiosità nascosta, ovvero quell'etica che è intrinseca nella professione e nel servizio del medico".