E' stato messo a punto in Francia un vaccino terapeutico molto
promettente contro l'Aids. Nei test clinici ha bloccato lo sviluppo della
terribile malattia immunitaria in un quarto dei casi. E adesso si punta a
renderlo efficace al cento per cento entro tre, al massimo cinque
anni.
La rivoluzionaria scoperta è stata fatta da due squadre di medici
coordinate dall'Agenzia nazionale francese della ricerca sull'Aids (Anrs). "E'
una prima mondiale. Mai prima d'ora nella storia dei tentativi per la creazione
di vaccini curativi anti-Aids era stata osservata una risposta immunitaria
specifica contro il virus Hiv", ha spiegato il professor Michel Kazatchkine,
direttore dell'Anrs.
I risultati di due test clinici preliminari,
realizzati su 118 pazienti, gli sembrano "estremamente incoraggianti": il
vaccino terapeutico (diverso da quelli classici, preventivi, che sventano
sul nascere l'aggressione della malattia) ha infatti ingabbiato il micidiale
virus della sindrome immunitaria nel 25% dei casi.
Altro dato che fa ben
sperare per la scoperta, oggetto oggi di un annuncio ufficiale ad una conferenza
internazionale sui retrovirus a Boston: nel 61% dei pazienti vaccinati c'è stata
"una risposta immunitaria specifica contro l'Hiv". Sono state cioè riattivate le
difese naturali dell'organismo (ma non è ancora chiaro per quanto
tempo).
Di sicuro i risultati ottenuti con la "vaccinoterapia"
sperimentata in due ospedali (il Pitiè-Salpitriere di Parigi e
l'Henri-Mondor di Creteil, nella periferia della capitale) sono parecchio
migliori di quelli ottenuti usando esclusivamente la cura adesso in voga e cioè
la cosidetta "triterapia antiretrovirale".
Il professor Kazatchine
prevede che l'arma anti-Aids appena forgiata possa diventare disponibile per lo
sterminato esercito dei sieropositivi (attualmente 42 milioni di persone nel
mondo) al massimo in cinque anni se i laboratori farmaceutici -incominciando da
Aventis-Pasteur e Chiron, già coinvolti nelle ricerche dell'Anrs- "investiranno
in modo massiccio".
Malgrado sia piuttosto ottimista sulle
prospettive, il direttore dell'Anrs mette però le mani avanti. "Non si può
parlare - dice - di vera guarigione. Il nostro vaccino rafforza il sistema
immunitario dei malati, dà loro la forza di combattere meglio. Ma bisogna
rimanere prudenti perché non funziona ancora al 100%, come spero che succederà
nel giro di tre-cinque anni".
L'attesa è invece ancora molto lunga per
l'annuncio di un vaccino preventivo, che sradichi una volta per tutte la
cosidetta "peste del secolo", proteggendo i sani dall'incubo Hiv: a detta
del professor Kazatchkine bisognerà aspettare con ogni probabilità almeno fino
al 2010-2015.