12/02/2003 19.22
Aids: dalla Francia un vaccino terapeutico promettente

E' stato messo a punto in Francia un vaccino terapeutico molto promettente contro l'Aids. Nei test clinici ha bloccato lo sviluppo della terribile malattia immunitaria in un quarto dei casi. E adesso si punta a renderlo efficace al cento per cento entro tre, al massimo cinque anni.

La rivoluzionaria scoperta è stata fatta da due squadre di medici coordinate dall'Agenzia nazionale francese della ricerca sull'Aids (Anrs). "E' una prima mondiale. Mai prima d'ora nella storia dei tentativi per la creazione di vaccini curativi anti-Aids era stata osservata una risposta immunitaria specifica contro il virus Hiv", ha spiegato il professor Michel Kazatchkine, direttore dell'Anrs.

I risultati di due test clinici preliminari, realizzati su 118 pazienti, gli sembrano "estremamente incoraggianti": il
vaccino terapeutico (diverso da quelli classici, preventivi, che sventano sul nascere l'aggressione della malattia) ha infatti ingabbiato il micidiale virus della sindrome immunitaria nel 25% dei casi.

Altro dato che fa ben sperare per la scoperta, oggetto oggi di un annuncio ufficiale ad una conferenza internazionale sui retrovirus a Boston: nel 61% dei pazienti vaccinati c'è stata "una risposta immunitaria specifica contro l'Hiv". Sono state cioè riattivate le difese naturali dell'organismo (ma non è ancora chiaro per quanto tempo).

Di sicuro i risultati ottenuti con la "vaccinoterapia" sperimentata in due ospedali (il Pitiè-Salpitriere di Parigi e
l'Henri-Mondor di Creteil, nella periferia della capitale) sono parecchio migliori di quelli ottenuti usando esclusivamente la cura adesso in voga e cioè la cosidetta "triterapia antiretrovirale".

Il professor Kazatchine prevede che l'arma anti-Aids appena forgiata possa diventare disponibile per lo sterminato esercito dei sieropositivi (attualmente 42 milioni di persone nel mondo) al massimo in cinque anni se i laboratori farmaceutici -incominciando da Aventis-Pasteur e Chiron, già coinvolti nelle ricerche dell'Anrs- "investiranno in modo massiccio".  

Malgrado sia piuttosto ottimista sulle prospettive, il direttore dell'Anrs mette però le mani avanti. "Non si può parlare - dice - di vera guarigione. Il nostro vaccino rafforza il sistema immunitario dei malati, dà loro la forza di combattere meglio. Ma bisogna rimanere prudenti perché non funziona ancora al 100%, come spero che succederà nel giro di tre-cinque anni".

L'attesa è invece ancora molto lunga per l'annuncio di un vaccino preventivo, che sradichi una volta per tutte la
cosidetta "peste del secolo", proteggendo i sani dall'incubo Hiv: a detta del professor Kazatchkine bisognerà aspettare con ogni probabilità almeno fino al 2010-2015.

messo in rete il 12.02.2003 da Fimmg sezione web di Taranto  ad indice  News