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| in questo numero: |
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| Primo piano |
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Martini, nel 2004 il numero dei minimeeting si
dimezzera'
Un osservatorio nazionale per l'informazione scientifica
del farmaco, per tenere 'sotto osservazione' notizie, congressi, convegni e
creare un database degli informatori. La proposta di un osservatorio
nazionale per l'informazione scientifica del farmaco, per tenere 'sotto
osservazione' notizie, congressi, convegni e creare un database degli
informatori arriva da Nello Martini, direttore generale del Dipartimento di
farmacovigilanza del ministero della Salute, intervenuto ieri mattina al
convegno organizzato da Forza Italia su devoluzione e informazione scientifica
del farmaco. Contro i pericoli di una informazione squilibrata e' infatti necessaria ''trasparenza'' anche in questo settore. E ''l'osservatorio - ha spiegato Martini - e' una giusta soluzione''. Tra gli elementi di possibile equilibrio, Martini ha ricordato che in Italia il numero degli informatori scientifici e' tra i piu' alti d'Europa. Elevato anche il numero di mini simposi (di un solo giorno su un farmaco) : sono stati 15 mila lo scorso anno contro 2000 congressi e convegni, ''un numero destinato pero' a dimezzarsi nel 2004 - ha detto Martini - un effetto del manifesto etico." Per la formazione dei medici e degli altri opertaori sanitari, Martini invita a puntare sulla formazione a distanza ''un'opportunita' tecnologica che deve essere colta''. |
| Sanità |
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Ssn
Sirchia, si alle polizze salute Si' alle polizze
assicurative sanitarie private o a fondi integrativi, ma vanno cercate soluzioni
perche' il Servizio Sanitario Nazionale ottenga dei risparmi da riversare,
eventualmente, in ulteriori servizi ai cittadini. Lo ha detto il ministro della
Salute, Girolamo Sirchia, commentando lo studio dell'Osservatorio permanente
della terza eta', Ageing Society, che ha denunciato un costo di oltre 40
miliardi di euro in 10 anni per le casse del Ssn legate a prestazioni sanitarie
per pazienti assicurati con polizze private, di cui usufruiscono 8,7 milioni di
italiani. ''Avevamo gia' ipotizzato - ha detto Sirchia a margine del convegno di Forza Italia sull'informazione scientifica del farmaco, oggi a Roma - per coloro che hanno una polizza assicurativa per la salute, pacchetti forfettizzati, offerti nelle strutture private o nella libera professione nelle strutture pubbliche, che liberassero le Regioni dalla necessita' di aggiungere risorse. Sembrava un modo per espandere le polizze e ridurre le spese a carico della finanza pubblica''. |
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Sciopero
Sirchia, impegno per accordo su nuovo contratto
medici Trovare l'accordo sul nuovo contratto dei medici. Questo l'impegno
che abbiamo preso. Lo ha detto il ministro della Salute, Girolamo Sirchia,
parlando dello sciopero annunciato dai medici. ''Stiamo lavorando sul tema del
contratto per sbloccare la situazione, anche se sappiamo che la proposta non e'
stata gradita dai camici bianchi e quindi andra' rivista'', dice il ministro a
margine del convegno su devoluzione e informazione scientifica del farmaco,
organizzato da Forza Italia a Roma. D'altro lato, aggiunge ''vogliamo ridare ai
medici il ruolo decisionale che hanno perso. Quindi sono diventate ormai urgenti
una serie di misure organizzative, soprattutto in Asl e ospedali''. Sirchia non
si pronuncia pero' sul reperimento dei fondi. |
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Sindacati
Snami, stato di agitazione per rinnovo convenzioni Al
termine della terza riunione del Tavolo tecnico per esaminare gli aspetti
economici del rinnovo delle convenzioni, svoltasi ieri a Roma, i medici dello
Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani) confermano lo stato di
agitazione, ''anche per assolvere agli obblighi contrattuali in vista di
eventuali e ulteriori forme di protesta''. Nell'incontro, si legge in una nota, e' stato presentato un documento congiunto da Snami e Fimmg nel quale viene ribadita la richiesta di far riferimento all'inflazione reale nel computo degli arretrati. E si esclude che la base di calcolo possa essere il monte compensi del 2000. ''La trattativa economica - dice lo Snami - deve partire dal 100% dei compensi odierni''. La prossima riunione verra' fissata per i primi di marzo. Secondo Ernesto Mola, capo delegazione di Federazione Medici (aderente Uil), ''le Regioni, a questo punto, devono dare ai sindacati dei medici convenzionati risposte chiare, altrimenti la trattativa non va avanti''. |
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Ricerca
Usa, la Casa Bianca censura studi non allineati La Casa
Bianca di George Bush censura sistematicamente i risultati di ricerche
scientifiche, condotte per conto di agenzie federali, che sono ''in contrasto
con gli obiettivi politici dell'amministrazione''. E' l'accusa lanciata da un
gruppo di 60 scienziati, tra i quali 12 premi Nobel, che denunciano, in una
dichiarazione pubblicata dall'''Union of concerned scientists'', come i
risultati di rapporti di ricerche scientifiche - su argomenti che vanno
dall'effetto serra alla lotta all'Aids- siano stati censurati o distorti nei
loro contenuti. La difesa d'ufficio dell'amministrazione Bush e' toccata a John
Marburger, responsabile per la Casa Bianca della politica scientifica e
tecnologica: ''una dichiarazione infelice - ha detto parlando del documento
degli scienziati - una facile generalizzazione delle politiche
dell'amministrazione, basata su una serie di questioni scelte a caso, che pero'
non fornisce prove per le accuse che lancia''. |
| Scienza |
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Neurologia
Sclerosi multipla: danno assonale diffuso connesso
all'affaticamento Un danno assonale diffuso si trova alle spalle dei
sintomi di affaticamento nei pazienti affetti da sclerosi multipla. Si ipotizza
che lo stato patologico diffuso a carico della sostanza bianca si traduca in un
aumento nello sforzo a carico del sistema nervoso centrale richiesto per
effettuare una stessa operazione rispetto ad un soggetto sano, con conseguente
affaticamento. L'affaticamento ha un effetto molto pesante sulla vita quotidiana
di questi soggetti: questi risultati implicano che gli agenti neuroprotettivi in
grado di arrestare o dilazionare il danno assonale potrebbero essere d'aiuto nel
posporre l'insorgenza dell'affaticamento. Fino ad oggi, ogni intervento
terapeutico in questo senso ha portato scarsi risultati, ma ciò potrebbe essere
dovuto al tentativo di spiegare la fisiopatologia dell'affaticamento solamente
in base al blocco della conduzione. (Arch Neurol. 2004;61:176-177,
201-207) |
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Ginecologia
Prolasso pelvico non sempre cronico e progressivo Il
prolasso pelvico non è sempre cronico e progressivo, e nei casi lievi la
regressione spontanea è comune. Fra le pazienti ambulatoriali, la maggior parte
dei prolassi pelvici sono lievi, mentre il prolasso al di là dell'introito
vaginale è un reperto che si osserva in meno del 3% dei casi. La prognosi del
prolasso lieve è stata finora sconosciuta. In base ai dati del presente studio,
il tasso di progresso per 100 donne/anno è pari a 9,5 per il cistocele, 13,5 per
il rettocele ed 1,9 per il prolasso dell'utero. I corrispettivi tassi di
regressione per 100 donne/anno sono pari a 23,5, 22 e 48. Sono necessarie
ulteriori ricerche per identificare i fattori che influenzano l'incidenza, la
progressione e la remissione. (Am J Obstet Gynecol. 2004;190:27-32)
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Endocrinologia
Diabete: calzature terapeutiche riducono incidenza di ulcere
del piede Rispetto alle normali scarpe, le calzature terapeutiche di vario
tipo disponibili sul mercato riducono la pressione plantare ed il tasso di nuove
ulcere del piede nei pazienti diabetici. I pazienti che ne fanno uso, infatti,
mostrano una pressione metatarsale di picco decisamente inferiore rispetto a
coloro che usano scarpe normali (circa 6,5 kilopascal vs 40,7 kilopascal). I
pazienti che usano solamente plantari di cuoio hanno un'incidenza di nuove
lesioni (33%) significativamente maggiore rispetto al 4% che si osserva nei
pazienti che fanno uso di sandali in gomma microcellulare o poliuretano o al 3%
osservato in pazienti cui sono stati prescritti plantari modellati. Limitare il
tasso di ulcere in questi pazienti è importante in quanto ciò può diminuire il
tasso di amputazioni. (Diabetes Care 2004;27:474-477) |
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Malattie Infettive
HIV: rischio a breve termine di AIDS indirizza inizio della
terapia Sono stati utilizzati dati risalenti a prima che la terapia HAART
fosse disponibile per stimare il rischio a breve termine (3-6 mesi) di
sviluppare AIDS in pazienti con infezione da HIV. Finora non erano disponibili
stime in grado di aiutare concretamente il medico a quantificare questo rischio.
Nei soggetti con conta CD4+ <200 cell/microl, il rischio di sviluppare AIDS
entro 6 mesi è pari a 4,9%, 12,7%, 17,7% e 22,4% per cariche virali pari
rispettivamente a <10,000, 10,000-29,999, 30,000-99,999, e >100,000
copie/ml. Per soggetti con 200-349 cell/microl, il rischio ammonta
rispettivamente a 0,5%, 1,6%, 3,2% e 4,7% per i 4 gruppi di carica virale,
mentre per conte > 350 cell/microl tali valori ammontano rispettivamente a
0,2%, 0,5%, 0,9% e 2,2%. Per ogni concentrazione di CD4+, i soggetti più anziani
mostravano un rischio superiore a quelli più giovani. Tali dati risulteranno
utili ai medici in fase decisionale su quando iniziare la terapia: potranno
infatti dirimere la scelta fra un inizio immediato della stessa o l'attesa di
una successiva visita di controllo, tipicamente dopo 3-6 mesi. (AIDS
2004;18:51-58) |
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Oncologia
Tumore mammario: la malattia può recidivare nei linfonodi
interpettorali Benchè rara, la recidiva di un tumore mammario nei
linfonodi interpettorali dopo l'intervento chirurgico è una possibilità: quando
si sospetta tale evenienza, l'ecografia è una tecnica d'immagine più efficace
della radiografia. Anche quando viene effettuata una pulizia ascellare di
livello I e II in un tumore in stadio iniziale linfonodo-negativo come misura
precauzionale, di solito i linfonodoi interpettorali non vengono rimossi, e
rappresentano quindi un potenziale sito di diffusione linfonodale della
malattia. In questi casi, l'identificazione del linfonodo sentinella può aiutare
ad identificare linfonodi interpettorali potenzialmente affetti. Questi dati non
giustificano un cambiamento dei protocolli di dissezione ascellare attualmente
in vigore, dato che la frequenza di questo tipo di disseminazione è troppo
bassa, ma forniscono una base per un migliore monitoraggio di recidive
locoregionali nella paziente. (Arch Surg 2004;139:173-178) |