Ssn. la fitta agenda per il 2003

Medici sulla graticola dell'esclusività. I farmaci sempre sul tavolo dei conti da far quadrare. Il nodo irrisolto dell'assistenza agli anziani non autosufficienti. Un Piano sanitario nazionale che attende di uscire dalle secche. I criteri tutti da stabilire per distribuire alle Regioni la torta dei 76,8 miliardi il 2003. E quella devolution che incalza ma che ancora non ha un volto preciso, soprattutto in attesa di capire le sorti del federalismo fiscale. Il 2003 si apre per la sanità pubblica all'insegna delle incertezze. Ma anche di un lungo elenco di problemi apertissimi sul tappeto che costituiranno ragione di confronto scontro: tra maggioranza e opposizione, tra Governo e Regioni, tra sindacati e parte pubblica.

È infatti un'agenda fitta di impegni quella che si aprirà in queste settimane per il Ssn. E che già nei prossimi giorni potrebbe riservare una clamorosa salita al Colle dei governatori: a Carlo Azeglio Ciampi, infatti, le Regioni hanno chiesto "udienza" denunciando i rischi per i propri bilanci sanitari derivanti dall'applicazione del decreto taglia-spesa di Tremonti.

Un decreto illegittimo, hanno contestato all'unisono i presidenti regionali prima di Natale, con tanto di ricorso al Tar del Lazio. Un segnale forte, la richiesta di incontro con il capo dello Stato, che testimonia la pesantezza dei problemi finanziari per i bilanci locali legati all'assistenza sanitaria. Tanto più nell'incertezza dell'applicazione di una riforma federalista fin qui rivelatasi zoppa e fonte continua di contenzioso tra Roma e governi locali.

È dentro questo quadro, intanto, che il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha appena lanciato con una lettera aperta (pubblicata su «Il Sole-24 Ore» dell'8 gennaio) i suoi programmi per «un Ssn più moderno, più vicino ai cittadini». Dove «concorrenza e qualità» dovranno essere la ricetta di base per guarire Asl e ospedali. Evitando la competizione sfrenata ma cancellando «un egualitarismo appiattente».

Dunque: più peso ai contratti locali premiando «il merito», giro di volta sull'esercizio della libera professione, cancellazione del potere monocratico dei manager, creazione dei Consigli di amministrazione nelle aziende sanitarie e ospedaliere.

Il sasso è lanciato, insomma. In attesa che il dibattito sulle sorti - organizzative, ma non solo - del Ssn, si riapra a tutti i livelli. Il fuoco, del resto, già cova sotto la cenere. E sarà subito il capitolo-medici a dettar legge. Entro fine febbraio - settimana più, settimana meno - il Governo ha promesso di presentare con un Ddl la riforma del rapporto di lavoro dei medici pubblici.


Con l'abolizione dell'irreversibilità della scelta per il rapporto esclusivo che vuol essere la stella polare del giro di volta. Parlamento, Regioni e sindacati permettendo. Anche perché a stretto giro di posta dovrà aprirsi la stagione dei contratti e delle convenzioni, che per l'Economia può rappresentare una mina vagante e al quale i governatori intendono partecipare con un ruolo più incisivo. La guerra, insomma, è assicurata.
(13 gennaio 2003)

messo in rete il 13.01.2003 da Fimmg sezione web di Taranto  ad indice  News