Sclerosi multipla: da Biogen ed Elan nuovo farmaco contro la sclerosi multipla

Si chiama natalizumab e ha dimostrato di ridurre del 93% le nuove lesioni e del 50 % le ricadute della sclerosi multipla. Confrontato con il placebo in uno studio in doppio cieco, svolto in 26 centri di Stati Uniti, Canada e Regno Unito su 213 pazienti affetti da sclerosi multipla, natalizumab è stato somministrato a due gruppi di pazienti per 6 mesi (una o due dosi), il terzo gruppo è invece stato trattato con placebo: nel corso del periodo osservato si è riscontrata una media di 9,6 nuove lesioni cerebrali nel gruppo trattato con placebo rispetto ad una media di 0,7 e 1,1 nei gruppi curati rispettivamente con una o due dosi di natalizumab. La riduzione, valutata effettuando esami di risonanza magnetica, è stata osservata già dopo il primo mese.

Inoltre, solo il 19% dei pazienti dei gruppi trattati con natalizumab, rispetto al 38% dei pazienti trattati con placebo, ha subito una o più ricadute, o attacchi, di malattia (riduzione del 50%). "I risultati sono stati incoraggianti - ha affermato David Miller, principale autore dello studio e professore di neurologia all'Institute of Neurology di Londra - e hanno dimostrato la capacità di natalizumab di ridurre il numero di nuove lesioni cerebrali evidenziate dalla Rm ed il numero di ricadute".

In seguito ai risultati dello studio, una ricerca ulteriore, più approfondita, è già in corso anche in Italia a Genova, Milano, Padova, Roma, Bari e Cagliari per valutare il potenziale di natalizumab come nuova soluzione terapeutica contro la sclerosi multipla. Lo studio - Sentinel, della durata di due anni, randomizzato, multicentrico, controllato con placebo e in doppio cieco, su circa 1.200 pazienti - è uno dei più grandi finora condotti sulla sclerosi multipla e ha l'obiettivo di stabilire se il trattamento con natalizumab in combinazione con interferone beta-1a somministrato una volta la settimana, l'arma terapeutica tradizionale, sia più efficace della terapia a base di solo interferone per rallentare la progressione dell'invalidità e ridurre il tasso di ricadute cliniche.

La nuova molecola, sviluppata grazie alla collaborazione tra le aziende Biogen ed Elan, è la prima di una nuova classe di farmaci noti come "inibitori di molecole di adesione selettive". Nella sclerosi multipla le cellule immunitarie migrano nel cervello attraverso la barriera sangue-cervello causando l'infiammazione e la distruzione della guaina mielinica che isola i nervi e successivamente la morte delle cellule nervose. Le molecole adesive situate sulla superficie delle cellule immunitarie svolgono un ruolo importante in tale migrazione. Natalizumab si lega ad una specifica molecola di adesione sulla superficie delle cellule immunitarie, chiamata alfa-4 integrina impedendo così alle cellule immunitarie di abbandonare il flusso sanguigno, migrare nel cervello e peggiorare così le condizioni della malattia.

messo in rete il 18.01.2003 da Fimmg sezione web di Taranto  ad indice  News