Ghigo (presidente Conferenza delle Regioni): "Vogliamo farmaci scontati anche per le Asl"

Da una parte fa la voce grossa Giulio Tremonti: attenzione, raccomanda agli ispettori dell'Economia che siedono nei collegi sindacali delle aziende sanitarie, gli ospedali acquistano farmaci scontati al 50% che però spesso stanno per scadere.

Dall'altra incalzano le Regioni: vogliamo acquistare i farmaci a prezzo dimezzato per tutte le strutture sanitarie, non solo per gli ospedali. E se la Finanziaria 2003 non ci ha dato ascolto, faremo da noi. Con le nostre leggi finanziarie.

Uscita dalla porta principale del Senato in occasione del varo della manovra 2003, la partita dell'acquisto di farmaci dalle aziende produttrici a prezzi super scontati potrebbe rientrare dalla finestra delle manovre locali. Questione di federalismo, forse. O di ben ragionate strategie delle Regioni, perennemente alle prese con quei conti sanitari che non quadrano mai.

Ecco così che i "governatori" stanno ripensando in gran segreto di dare un nuovo scacco alla spesa farmaceutica, proprio mentre il
«Prontuario» riveduto e corretto (e a prezzi già scontati) è pronto al debutto del 16 gennaio. Un vero assedio alla "pillola di Stato", pronto a ripetersi anche nel 2003 dopo le ripetute manovre degli ultimi diciotto mesi. Mentre Governo e industrie hanno allo studio un «tavolo» per il rilancio del settore, con un corredo di questioni (pubblicità e marketing in prima fila) apertissime sul tappeto.

Ma andiamo con ordine. Ad aprire le danze, proprio mentre la Finanziaria sbarcava in aula al Senato, è stato Tremonti. Che, con una circolare, ha messo in guardia i suoi vigilantes nelle Asl e negli ospedali per gli «imprevisti incrementi di oneri che non appaiono pienamente giustificati dall'aumento dei prezzi dei prodotti» per l'acquisto di farmaci da parte delle strutture sanitarie.

Vanno verificate con certosina attenzione le procedure d'acquisto e la gestione delle «farmacie interne», è l'ordine di servizio. Ma non basta. «Una delle problematiche da accertare, per gli indubbi risvolti sulla spesa sanitaria, è quella - si ammonisce - dell'acquisto di farmaci aventi scadenza eccessivamente prossima alla data dell'acquisto». Insomma - è l'allarme - quegli acquisti a prezzo scontato al 50% dei farmaci per gli ospeda

 loni sopra le righe, ecco che la patata bollente dell'estensione degli acquisti di farmaci a prezzo di favore da parte del Ssn sta tornando sul piatto dei governatori. Che erano stati i veri sponsor di un emendamento ad hoc - contestatissimo dalle industrie e da tutta la filiera del farmaco - dapprima approvato in commissione al Senato, poi azzerato in Aula col maxiemendamento del Governo.

Perché le Regioni gradiscono estendere il mercato del farmaco col "prezzo a metà" (ma spesso riescono a ottenere anche molto di più dalle industrie) destinato alla loro distribuzione diretta, non alla vendita.

È stato così il rappresentante dei governatori, Enzo Ghigo, la sera prima di Natale, a rompere gli indugi. E a inviare ai colleghi governatori una lettera-fax in cui sottolinea che l'emendamento («in un primo momento accolto dal Governo») è stato cancellato dalla Finanziaria. Salvo precisare che «il coordinamento degli assessori» suggerisce, nel caso, un escamotage per "recuperare" quel che non è stato incassato.

La strada suggerita è (apparentemente) semplice: inserire nelle «leggi Finanziarie regionali in corso di elaborazione» una piccola modifica. Basta sostituire la «locuzione enti ospedalieri» con quella «aziende unità sanitarie locali e aziende ospedaliere». E il gioco è fatto: lo sconto del 50% sui farmaci è servito. E ampliato. Con una legge regionale che supera quella nazionale. Nel segno di un federalismo fai-da-te.

messo in rete il 11.01.2003 da Fimmg sezione web di Taranto  ad indice  News