Regioni: trovata l'intesa sul riparto 2003 e l'Economia sblocca i fondi pregressi

Il "patto delle terme" è compiuto. Le Regioni hanno raggiunto l'accordo (più che altro politico) sul riparto dei circa 70 mld di "cassa" per il 2003, che con entrate proprie e Regioni a statuto speciale raggiungono i 76,6 mld e diventano oltre 78 con le somme vincolate.

E da Tremonti arriva intanto una buona notizia: l'Economia ha sbloccato anche le somme pregresse che le Regioni potranno così finalmente incassare. E la prossima settimana, dopo alcuni incontri tecnici anche le cinque Regioni ?bocciate? sulle manovre di rientro per il 2001, saranno "recuperate".

Un accordo concluso all'alba di venerdì 31 gennaio, con una no-stop finale ininterrotta di quasi 36 ore per limare le ultime asperità tra Regioni. Che nelle ore conclusive del dibattito hanno scaldato il clima delle contestazioni su valutazioni di merito a proposito di alcune differenze tra la proposta "Sirchia 2" e quella scaturita dal tavolo regionale.

In sostanza, qualcuno ha sottolineato che gli effetti delle scelte locali erano tanto simili a quelli della seconda proposta presentata dal ministro della salute ai governatori, che non valeva la pena mettere in campo compensazioni politiche rispetto a indici tecnici strutturati e che non si sarebbero dovuti cambiare nei prossimi anni.

Compensazioni politiche: una "colletta" per dare qualcosa in più alle Regioni che con i nuovi criteri avrebbero altrimenti perso troppo e si sarebbero, quindi, opposte all'intesa. Togliendo qualcosa, ovviamente, alle amministrazioni diventate "più ricche" con il riparto new look.

E la Conferenza Stato-Regioni, convocata per oggi, è servita solo a comunicare al Governo la raggiunta intesa, a consegnargli la tabella di Fiuggi, dandogli tempo una settimana (la Stato-Regioni per l'intesa dovrebbe essere il 6 febbraio) per "studiarsi" i criteri. Simili. d'altra parte, a quelli di Perugia, con l'aumento del 3,86% per il 2003 rispetto al 2002 e con alcuni ritocchi tecnici e politici. E per incassare la buona notizia del via libera del Governo all'erogazione alle Regioni dei 12,7 mld di fondi pregressi.

 «Sono molto soddisfatto», commenta il presidente della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo, sottolineando che «è stata una maratona difficile, ma alla fine, come ho sempre pensato fosse possibile, si è raggiunta un'intesa che presenteremo al governo in Conferenza Stato-Regioni del 6 febbraio. Tra le novitá specifiche di questo riparto, c'è soprattutto la stretta correlazione fra il Fondo e i Livelli essenziali di assitenza, le prestazioni che le Regioni garantiscono ai cittadini.  Ribadiamo, però, che il Fondo sanitario va adeguato.».

Sì al confronto con le Regioni sulla ripartizione del Fondo sanitario nazionale 2003, purchè ci si basi su criteri scientifici. È il commento del ministro della Salute, Girolamo Sirchia, al termine della Conferenza Stato-Regioni di questa mattina, a proposito dell'accordo raggiunto fra i governatori sui parametri per la suddivisione delle risorse destinate alla sanitá. «Ho presentato alle Regioni - afferma Sirchia - una proposta di riparto basata su criteri scientifici. Se ci sono modifiche da fare su queste basi, sono ben disponibile».

 La proposta e le tabelle per la ripartizione del Fondo 2003 messe a punto dalle Regioni nella due giorni di Fiuggi, saranno presentate al governo nella Conferenza Stato-Regioni del 6 febbraio. «In quell'occasione - dice il ministro per gli Affari regionali, Enrico La Loggia - le conosceremo nel dettaglio. Va sottolineato, però, che da questo momento si parte finalmente guardando 'ex antè e non più 'ex post»'.

 «Abbiamo dimostrato -afferma il vicepresidente della Conferenza, Vasco Errani - che è possibile realizzare uno sforzo unitario di solidarietá, coerenti con gli impegni presi. Finanziamo il sistema sanitario partendo dai Lea».  Secondo il governatore dell'Emilia Romagna, però, «questo non è che un piccolo passo a fronte dei problemi che tutto il sistema Regioni presenta: l'inadeguatezza e il finanziamento del Fondo, il finanziamento dell'ospedale Bambino Gesù, l'aumento della popolazione legato alla legge Fini-Bossi, il problema della cassa, ben 25 mila miliardi di vecchie lire assegnati ma mai erogati alle Regioni. È necessario trovare le soluzioni in un confronto di cooperazione e dialogo con il governo».

 La proposta di riparto del Fondo viene incontro alle esigenze di tutte le Regioni, quelle del Nord come quelle del Sud, grazie a una lunga e complessa opera di mediazione e a un delicato lavoro di riequilibrio politico dei parametri considerati e delle risorse assegnate a ciascuna Regione. «Rispetto allo scorso anno -sottolinea Errani- nessuno ha perso e nessuno ha vinto. Il Fondo sanitario era stato adeguato e dunque le risorse aumentano per tutte le Regioni».

 Soddisfatto il governatore della Regione Lazio, Francesco Storace anche se «durante le trattative -ammette- c'è stato qualche tratto di irresponsabilitá rispetto allo scorso anno per la nostra Regione è aumentato il fondo di riequilbrio e questo ci consente di respirare. Ma tutte le Regioni torneranno insieme a chiedere più risorse al governo».

 «Nei due giorni di confronto -commenta il presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, è toccato a tutti
porre questioni serie e abbandonare il tavolo delle trattative. Alla fine però è prevalso il buon senso e le ragioni di tutti: adesso ci attendiamo una risposta chiara dal governo sulle risorse integrative al Fondo, che non può che essere positiva».

 «Abbiamo corretto -afferma la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti- tra punti inaccettabili della proposta del ministro Sirchia: lo sganciamento delle risorse dai Lea, lo scarso peso attribuito alla popolazione anziana e la mancata considerazione delle questioni immigrati, ospedale Bambino Gesù e interessi pagati dalle Regioni sulle somme anticipate e non ancora ricevute». 
 
«Ancora una volta le Regioni si dimostrano più consapevoli del Governo. L'accordo unanime raggiunto sul riparto del Fsn 2003 garantisce un accesso equilibrato ai livelli essenziali e uniformi di assistenza e tiene conto dei bisogni di salute e delle fasce d'età della popolazione nel Paese respingendo il tentativo del ministro della Salute Sirchia, di introdurre nuovi criteri che metterebbero in discussione il profilo solidaristico del Servizio sanitario nazionale». Lo ha detto l'ex ministro della Sanità Rosy Bindi, responsabile delle politiche sociali e della salute della Margherita. «La controproposta delle Regioni - ha agguinto - salvaguarda un lungo percorso di ridefinizione di un sistema di finanziamento solidale e al tempo stesso prende atto con realismo della nuova situazione demografica determinata anche dalla sanatoria sugli immigrati. Il Governo dimostri - ha concluso la Bindi - lo stesso equilibrio e la stessa consapevolezza delle Regioni assegnando rapidamente le risorse necessarie».
(31 gennaio 2003)

messo in rete il 31.01.2003 da Fimmg sezione web di Taranto  ad indice  News