In pista un provvedimento contro le truffe nella Sanità

Vita dura per medici corrotti, amministratori compiacenti, informatori del farmaco che fanno pressing illecito sui camici bianchi, case di cura e centri diagnostici accreditati che lucrano oltre il dovuto, professionisti della salute troppo scaltri. Ma anche per le imprese e le strutture che fanno pubblicità sanitaria non autorizzata.

Il Governo ha pronto un autentico giro di vite contro le truffe e le malversazioni nella sanità pubblica: con multe che raddoppiano, la previsione di nuove fattispecie di reato e l'espulsione da Ordini e Collegi professionali, che dovranno decidere i procedimenti disciplinari in 60 giorni. Non uno di più.

Il provvedimento è pronto. Ed è stato inserito all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri di domani: «Disposizioni per il perseguimento di illeciti nel settore sanitario». Lo ha presentato il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che ha proposto il varo di un decreto legge.

Una decisione ancora non presa, la strada della decretazione d'urgenza, tanto che l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri parla di «provvedimento legislativo». Se non sarà un decreto legge, insomma, le misure da tempo fatte circolare da Sirchia verranno trasformate in disegno di legge. Che aspetterà i tempi e le "voglie" del Parlamento.

Ecco le proposte del ministro della Salute, che tra l'altro propone anche la creazione di una speciale task force, affiancata ai Nas, che controlli il rispetto dei Lea (livelli essenziali di assistenza) e i reati in danno del Ssn, compresa la corretta fatturazione alle Regioni delle tariffe per i ricoveri (Drg) di strutture pubbliche e private accreditate.

Danni «ingiusti» al Ssn. Mano pesante per i medici dipendenti e convenzionati e per i responsabili di strutture private accreditate: se violeranno le leggi, arrecando un «danno ingiusto» al Ssn, saranno puniti (se il fatto non costituisce più grave reato) con l'arresto da sei mesi a un anno e con l'ammenda da 500 a 5mila euro. Facile pensare al medico che prescrive per i morti o che fa la ricetta al nonno per un anticoncezionale; all'amministratore che acquista illecitamente macchinari obsoleti o a chi fattura spese mai avvenute al Ssn. Le truffe balzate anche ultimamente agli onori delle cronache possono regalare un'infinità di situazioni "irregolari".

I provvedimenti a carico dei professionisti andranno subito comunicati a Ordini e Collegi professionali, che potranno disporre la sospensione dall'esercizio della professione. Ordini e Collegi, 60 giorni dopo l'entrata in vigore della legge, dovranno poi concludere i procedimenti disciplinari in due mesi. Per arrivare eventualmente all'espulsione.

Pubblicità e informatori nel mirino. Raddoppio delle sanzioni - in un range di 5mila e 30mila euro, contro gli attuali 2.500 e 15mila - per i privati che violano le norme per le autorizzazioni della pubblicità a mezzo stampa in materia sanitaria. Riguardano: ambulatori o case o istituti di cura medico-chirurgica, di assistenza ostetrica, case o pensioni per gestanti, terme. Analoga mano dura per gli informatori scientifici del farmaco: saranno sottoposti a sanzioni penali.

Truffe sotto Codice penale. Raddoppio della pena pecunaria e obbligo di confisca «delle cose che ne sono il prodotto o il profitto» per le truffe commesse da dipendenti e convenzionati del Ssn, ma anche per i responsabili di strutture accreditate per prestazioni di ricovero o di diagnostica.
(30 gennaio 2003)

messo in rete il 30.01.2003 da Fimmg sezione web di Taranto  ad indice  News