Ssri, indagine europea sugli effetti avversi gastrointestinali


Esiste ma è limitato il rischio di sanguinamenti gastrointestinali con l’uso degli antidepressivi inibitori selettivi del reuptake di serotonina.È la conclusione di uno studio danese, primo in Europa a considerare il problema su un campione di vaste dimensioni.

Venerdì 17 gennaio 2003 – Uno studio danese è tornato a considerare il problema dei possibili sanguinamenti gastrointestinali associati all’uso degli antidepressivi Ssri, inibitori selettivi del reuptake di serotonina. Ad oggi l’associazione era stata osservata in studi condotti negli Stati Uniti: la nuova ricerca conferma il possibile aumento di rischio, anche se complessivamente questi eventi restano piuttosto rari. Il lavoro, forte di un’analisi su un campione di 26 mila soggetti in cura con antidepressivi, è l’esito di una collaborazione tra la l’università di Aarhus e la danish Cancer society, ed è stato pubblicato da Archives of internal medicine.
Gli autori hanno considerato i dati nell’arco di quattro anni: tra chi utilizzava gli Ssri si erano verificati 55 episodi di sanguinamento gastrointestinale con successivo ricovero; La frequenza era circa tre volte superiore a quella dei sanguinamenti spontanei; in termini assoluti l’effetto si limitava comunque a tre casi in più ogni anno ogni mille persone trattate.
Il contributo degli Ssri a questo rischio resta comunque marginale rispetto a quello dei Fans: come era atteso, l’effetto era moltiplicato nei periodi in cui i pazienti facevano uso concomitante di un antinfiammatorio non steroideo , fino a superare di 12 volte quello degli eventi spontanei. Cn l’asa a basse dosi il rischio relativo era invece contenuto a 5,2.
L’effetto c’era, ma in misura minore, anche per gli antidepressivi che agiscono sulla serotonina in modo non selettivo. I farmaci che non toccano il circuito serotoninergico non hanno invece influenza sul rischio di emorragie del tratto digestivo

messo in rete il 17.01.2003 da Fimmg sezione web di Taranto  ad indice  News