Lombardia, sindacati all'attacco della Sanità: "Modello fallimentare". Al via raccolta di firme

 

Una mobilitazione di massa di un mese per protestare contro la Sanità lombarda. Che, secondo Cgil, Cisl e Uil - promotrici dell'iniziativa - "perde qualità, ma costa di più al cittadino" ed "è un modello che ha fallito e che va ricostruito attraverso un ripensamento generale sui ticket e sul problema dei malati cronici, dei posti letto e dei presìdi sul territorio", aprendo "un confronto e una collaborazione concreta con le organizzazioni sindacali".

La protesta prevede "la raccolta di firme in tutti i luoghi di lavoro e la distribuzione di volantini presso un grande ospedale di Milano, un grande supermercato, gli uffici comunali di via Larga e all'uscita di un metrò". E se anche dopo questa iniziativa, Formigoni non accetterá di "ricominciare daccapo - avvertono i sindacati - alzeremo il tiro: prima grandi mobilitazioni senza sciopero, quindi scioperi e manifestazioni in tutto il territorio regionale".

Il modello sanitario della Giunta Formigoni, hanno ricordato i segretari milanesi di Cgil, Antonio Panzeri, di Cisl, Maria Grazia Fabrizio, e di Uil, Amedeo Giuliani, aveva promesso "maggiore efficienza delle prestazioni, libertá di scelta del cittadino e separazione tra chi acquista (Asl) e chi fornisce i servizi (ospedali e poliambulatori pubblici e privati)".

Ma la realtà è stata diversa: "Le liste d'attesa non diminuiscono (per le prestazioni di radioterapia, ad esempio, arrivano a qualche settimana) e il cittadino continua a pagare di tasca propria; le risorse per la prevenzione diminuiscono (l'assunzione di un 80-100 operatori in 4 Asl prevista dal Progettoobiettivo per la sicurezza sui luoghi di lavoro non è avvenuta, solocontratti a tempo determinato); si tagliano i posti letto per acuti senza aver aumentato quelli per riabilitazione e lungodegenza e senzaaver potenziato l'assistenza domiciliare; si estende il sistema deibuoni e voucher socio-sanitari in nome di una libertà solo annunciata".

Per non parlare dei costi. "Dovevano diminuire, e invece - hanno precisato i sindacati - dal 2002 al 2003 è stato confermato l'aumento dell'addizionale Irpef dello 0,5%, e dal 12 dicembre 2002 sono stati introdotti i ticket sui farmaci e sul Pronto soccorso". E "le esenzioni si sono ridotte a svantaggio dei malati cronici".

Insomma, "siamo di fronte a un disagio evidente che Formigoni non può che riconoscere", ha detto Fabrizio. E mentre "i balzelli aumentano - ha sottolineato Giuliani - si privilegia il privato utilizzando risorse pubbliche". Infatti, ha puntualizzato Fulvia Colombini della Cgil, "ben l'80% della spesa sanitaria annuale (in aumento del '97) va a vantaggio delle strutture private".

      Per questo «lanciamo questa campagna - ha aggiunto Panzeri - esiamo determinati a fare tutto quello che è in nostro potere».Cgil, Cisl e Uil hanno quindi elencato le loro proposte:«Ripristinare un corretto confronto con i sindacati, per cambiarerotta alla luce di una Finanziaria che prometto solo nuovi problemi;adeguare le esenzioni ai ticket alla normativa nazionale e abolire la'tassá sul Pronto soccorso; potenziare la medicina del territorioper ridurre le liste di attesa e ampliare i posti letto perriabilitazione e lungodegenza prima di tagliare quelli per acuti».

      Infine un suggerimento al sindaco di Milano Gabriele Albertini.«Credo debba pensare seriamente a una delega in materia di sanitá -ha suggerito Giuliani - perchè se durante l'assessorato Sirchiaveniva privilegiato l'aspetto sanitario a quello sociale ora, con
l'assessorato Maiolo, manca in Comune un referente per la sanitá».

 

messo in rete il 13.01.2003 da Fimmg sezione web di Taranto  ad indice  News