Cisl medici: "In due anni e mezzo lo stipendio dei medici Ssn è calato del 19% in termini di potere d'acquisto"

"In due anni e mezzo, e cioè dalla stipula dell'ultimo contratto di lavoro (8 giugno 2002) lo stipendio dei medici dipendenti dal Ssn è diminuito del 19% in termini di potere d'acquisto e quindi come valore reale". La denuncia arriva dalla Cisl medici, che ha calcolato gli "effetti combinati dell'inflazione reale, dell'introduzione dell'euro e della diminuzione di quote variabili di salario aziendale, per l'ormai cronica e progressiva limitazione delle risorse nella Sanità".

Le più realistiche prospettive di rinnovo contrattuale - fa notare la Cisl - prevedono per il 1° biennio (2002 - 2003) un incremento lordo vicino al 6%, e altrettanto si può ipotizzare per il 2° biennio contrattuale (2004 - 2005). Mantenendo invariati i riferimenti di incremento attuali, secondo il sindacato, "oggi il risultato finale sarebbe una perdita secca del 7% sul valore reale dello stipendio dei medici, che potrebbe anche arrivare, nel 2005, al 15%, a condizioni invariate di inflazione reale". Pertanto, continua la Cisl, "il 6% di incremento biennale appare largamente insufficiente a garantire aumenti contrattuali che consentano il recupero del potere d'acquisto dei salari".

?Dai nostri dati - afferma Giuseppe Garraffo, segretario generale della Cisl medici - si evince chiaramente che i medici hanno perso l'iniziale vantaggio salariale, derivante dall'indennità di esclusività. Esauritasi la finalità incentivante, anche il significato risarcitorio di tale indennità nei riguardi della perdita del diritto alla libera professione, è andato via via attenuandosi, mentre restano operanti le penalizzazioni economiche e normative della riforma Bindi, per nulla modificata, vista l'evaporazione delle sbandierate proposte di modifica. E' ormai indilazionabile - rileva - avviare la trattativa per il rinnovo del Contratto che, per evitare un risultato in perdita, dovrà prevedere un aumento medio a regime di almeno 500 euro mensili, pari ad un recupero salariale complessivo del 15% nel quadriennio 2002 - 2005. Risulta altrettanto urgente - conclude Garraffo - attivare il confronto tra sindacati e Governo sulle annunciate riforme di medici e Sanità; confronto che potrà procedere in parallelo con la fase iniziale della trattativa contrattuale".

Con una sola condizione, sottolinea il segretario: "Su entrambe le questioni le Regioni si dovranno mettere d'accordo con il Governo, almeno sui punti fondamentali, perché i medici vogliono avere una unica e autorevole controparte, anche se realisticamente

messo in rete il 15.01.2003 da Fimmg sezione web di Taranto  ad indice  News