Tvp, il rischio cresce con il tempo passato davanti al computer
Anche la sola immobilità davanti al computer può causare gravi eventi tromboembolici. Un caso potenzialmente fatale è stato segnalato su una rivista europea di medicina respiratoria, in un uomo senza fattori di rischio noti; molti sono i casi simili, segnalano i medici che lo hanno seguito, e il rischio merita attenzione

Giovedì 30 gennaio 2003 – Oltre alla definizione alternativa di “sindrome della classe economica” (in riferimento ai lunghi viaggi aerei), l’embolia polmonare potrebbe presto guadagnare anche quella di e-trombosi, dopo che in Nuova Zelanda è stato segnalato uno dei primi casi potenzialmente fatali causati dalla prolungata immobilità davanti allo schermo di un computer.
Il caso, iniziato con la tipica sintomatologia della tvp e poi complicatosi in embolia polmonare, ha interessato un uomo di 32 anni che non presentava alcun fattore di rischio per eventi tromboembolici; l’unica causa alla quale i medici sono risusciti a ricondurre l’evento è l’elevato numero di ore fino a dodici) che la persona era solita trascorrere davanti al computer senza mai alzarsi dalla sedia. La segnalazione sullo European respiratory journal di questo episodio particolarmente grave promette di alzare il livello di attenzione sul rischio; eventi trombotici con la stessa origine, ma meno gravi, sono già stati segnalati da molti ospedali in diversi paesi, scrivono i medici neozelandesi che hanno preso in cura l’uomo protagonista del singolare caso clinico. L’aspetto da considerare con interesse , puntualizzano, è il fatto che un episodio di questo tipo si può verificare in una persona i perfetta salute, senza nessuno dei fattori di rischio tradizionalmente riconosciuti. Tempestiva è arrivata anche la pittoresca definizione della “nuova” patologia, subito ribattezzata come e-trombosi.
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