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SPRECHI E TRUFFE
Ssn, sprechi e truffe ancora a tutto campo
di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)

C'è l'uso improprio e spesso fraudolento dei pagamenti delle prestazioni ospedaliere ( i cosiddetti Drg): costano allo Stato almeno 5 miliardi l'anno con tariffe impazzite da una Regione all'altra. C'è il comparaggio dei medici. Poi ci sono le cartelle cliniche taroccate, cioè riscritte dai sanitari per nascondere le proprie magagne, o compilate con veri e propri « falsi ideologici » .

E ancora non mancano gli appalti viziati, le gare per gli acquisti scorrette e fasulle, le false esenzioni, la libera professione dei medici su cui nessuno vigila. Il tutto in un oceano di silenzio dei controlli. C'è ancora tutto questo nell'universo del Servizio sanitario nazionale. Sprechi, truffe, arditi dribbling degli amministratori e di chi ha con loro rapporti di lavoro ( e d'affari) per aggirare la legge. Tanto poi paga il Ssn, ovvero il contribuente. E a perderci, poi, sono gli assistiti, chi ha bisogno di cure e deve misurarsi con i conti del Ssn che non tornano mai e con la necessità dei conti pubblici di tirare la cinghia.

No, niente a che vedere con le scalate ( fallite) ad AntonVeneta e Bnl. Forse, almeno non ancora, nessun paragone con gli anni bui di Sanitopoli. Ma sicuramente anche nel Ssn e dintorni non mancano i furbetti del quartierino. La denuncia, forte, eclatante, e che non passerà sotto silenzio, è arrivata ieri da un convegno organizzato significativamente nell'Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano dall'Associazione « Areco » ( ricerca europea in chirurgia oncologica) e dalla Fondazione « Un cuore per Milano » : « Sanità: spese e sprechi. L'ottimizzazione delle risorse e la salute del cittadini » .

Denunce e inviti pressanti a raddrizzare tutto ciò che non va. Che sono arrivati dal presidente della Corte d'appello di Milano, Giuseppe Grechi, e dal Procuratore generale di Milano, Mario Blandini.

Con l'aggiunta dei moniti e delle aperte riserve illustrate da rappresentanti ai massimi livelli lombardi della Corte dei conti, della Guardia di Finanza e ancora della Procura. « Inefficienze e sprechi hanno molto impegnato stano impegnando il Palazzo », hanno avvertito Grechi e Blandini. Aggiungendo: « Se si migliorano la gestione e la spesa diventa appropriata, forse diminuirà anche il lavoro della magistratura e della polizia giudiziaria » . Guardia alta, insomma, è il monito.

A cominciare dall'uso fuori regola dei Drg, ha ricordato il professor Ermanno Leo ( Istituto nazionale dei tumori), dove l'inappropriatezza, secondo recenti studi, pesa sulle casse pubbliche per 5 miliardi l'anno. Con tariffe dei Drg che sembrano una giungla. L'esempio più banale: un'appendicite senza complicanze, che può costare da 2.242 euro in Toscana, a 2.527 a Milano, fino ai 5.549 euro in Umbria. Così un'asportazione della colicisti: 2.496 euro in Toscana, 2.611 a Milano, 5.051 in Umbria. E poi ci sono i trucchi per far apparire complicanze inesistenti. Qualche struttura bara, in poche parole. Ed è soprattutto un problema di controllo dei costi, ha chiarito il direttore generale dell'assessorato lombardo, Carlo Lucchina, ricordando il sistema a tappeto messo in atto in Lombardia.

Sandro Raimondi, Pm presso la Procura di Milano che ha seguito le più roventi inchieste sanitarie in Lombardia, ha rivelato tutti i trucchi che si realizzano con le cartelle cliniche. Cartelle che ora sono sotto costante check, perché rivelatrici delle truffe e degli imbrogli, soprattutto analizzando le schede di dismissione ( le Sdo).

E non è mancata la denuncia di Rosario Lorusso, comandante del nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle, che ha elencato i casi delle inchieste svolte, dal comparaggio alle false esenzioni agli appalti. E quelle del Pg della Corte dei conti lombarda, Domenico Spadaro, che tra l'altro ha puntato il dito sui collegi dei revisori delle Asl e sull'anomalia « del controllore che è nominato e compensato da chi lo momina » . Casi di scuola di conflitti d'interesse. Anche nel Ssn.

13 gennaio 2006
Il Comitato di settore sblocca i contratti

Via libera dal Comitato di settore alla trattativa sui contratti del personale del comparto, dei medici e dei dirigenti non medici del Ssn.

Il blocco legato alle incomprensioni Aran-sindacati sulla quantificazione del monte salari su cui calcolare gli aumenti del personale non dirigente, infatti aveva finora tenuto al palo dal 10 novembre scorso anche il contratto di medici&Co, tradizionalmente successivo a quello del comparto. E scatenato le ire sindacali dei dottori del Ssn che hanno proclamato tre giornate di sciopero a partire da metà febbraio, se entro il 10 dello stesso mese la partita contrattuale non sarà chiusa.

Nell'ultima riunione del 12 gennaio, infatti, i rappresentanti delle Regioni hanno rifatto i conti sia del monte salari del comparto che della consistenza numerica del personale e identificato alcune correzioni che hanno consentito al presidente del Comitato, l'assessore lombrdo alle Finanzre Romano Colozzi, di scrivere al presidente dell'Aran, Guido Fantoni, di poter concedere un aumento mensile lordo medio di 103 euro per infermieri, tecnici, amministrativi ecc.. Il tutto, mantenendo inalterato il tetto finanziario del contratto. Propiro quello che hanno chiesto i sindacati.

E il Comitato di settore a questo punto ha chiesto formalmente all'Aran di convocare rapidamente le organizzazioni sindacali di categoria per risolvere la vertenza e arrivare alla sottoscrizione del secondo biennio economico del contratto possibilmente entro gennaio.

Per quanto riguarda invece la dirigenza del Ssn, il Comitato di settore ha messo nero su bianco la possibilità che il rinnovo contrattuale comporti oneri contenuti all'interno del tetto di spesa prefissato, senza modificare alcun istituto giuridico esistente, e ha sottolineato l'esigenza che nell'ambito delle trattative siano individuate le soluzioni più indicate per la valorizzazione delle attività mediche in condizioni di disagio.


"Con queste considerazioni - ha spiegato Colozzi - il Comitato di Settore ritiene ci siano tutte le condizioni necessarie per una rapida ripresa delle trattative e per una conclusione positiva delle due fasi contrattuali".

 

Medici&Co: scioperi a febbraio
di Paolo Del Bufalo (da Il Sole-24 Ore)

Tre giorni di sciopero a febbraio per medici e dirigenti non medici del Servizio sanitario nazionale. A proclamarlo sono stati ieri tutti i sindacati autonomi dell'area, che hanno fissato il primo blocco per il 13 febbraio e poi il 27 e 28 dello stesso mese, se entro il 10 febbraio non sarà sottoscritta l'intesa per il secondo biennio economico 2004 2005 del contratto, la cui ultima riunione risale al 10 novembre 2005. Inoltre, il 25 gennaio i medici hanno organizzato un sit in di protesta davanti ai ministeri della Salute e della Funzione pubblica. Unica eccezione il Piemonte, dove c'è la « tregua sindacale » legata ai giochi olimpici invernali.

Minacce anche dai sindacati confederali: Cgil, Cisl e Uil hanno scritto a Governo, Regioni e Aran chiedendo l'immediato sblocco della trattativa e un incontro urgentissimo sul contratto dei dirigenti, altrimenti in piazza scenderanno anche loro.

In ballo ci sono aumenti medi mensili di circa 252 euro per i medici e di 226 per i dirigenti: nulla di più del 5,01% previsto dal Governo. « I medici sono esasperati e il malessere della categoria è fortissimo » , hanno dichiarato Massimo Cozza ( Cgil medici), Giuseppe Garraffo ( Cisl medici) e Armando Masucci ( Uil medici). « È la prima volta nella storia che un contratto sia scaduto prima della sua stipula definitiva » , sottolinea Stefano Biasioli degli ospedalieri della Cimo. « Dopo il silenzio nei nostri confronti, siamo stati costretti a ricorrere all'unico strumento rimasto: le azioni sindacali » , spiega Serafino Zucchelli, leader dell'Anaao, il maggior sindacato dei medici dipendenti.

La trattativa, infatti, è ferma ormai da due mesi in attesa che si sblocchi il nodo della quantificazione del monte salari per il rinnovo del secondo biennio economico dei circa 560mila operatori non dirigenti del Ssn. Un contratto che tradizionalmente ha la precedenza su quello dei dirigenti. Per questo oggi è previsto aMilano un Comitato di settore sanitario con l'obiettivo di provare a raggiungere l'aumento di circa 103 euro medi lordi mensili procapite richiesto dai sindacati.

E dalle Regioni partirà anche una lettera all'Aran per sollecitare la ripresa immediata della trattativa, da chiudere entro gennaio.
« Per farlo però sottolinea Romano Colozzi, presidente del Comitato di settore e assessore lombardo alle Finanze ogni parte coinvolta deve essere motivata da un forte senso di responsabilità: discutiamo di un contratto già scaduto e questo è davvero grave » .

La convocazione dell'Aran a questo punto potrebbe arrivare già la prossima settimana. E una volta chiarita la questione economica per il personale non dirigente, l'ultima parte del contratto si potrà chiudere con poche ore di trattativa. Aprendo la strada al rinnovo per medici e dirigenti che potrebbero sottoscrivere l'intesa in un paio di giorni, evitando così scioperi e agitazioni.

Pubblicato da FimmgTaranto vai indietro - vai avanti

 

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