Alzheimer, nessuna assistenza pubblica in Puglia


“L’inconcepibile chiusura del reparto operativo della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie” è stata denunciata dall’Associazione Alzheimer Italia, nel corso di una conferenza stampa in via Capruzzi, alla presenza del centrosinistra al completo.
Dal 30 giugno, infatti, il neo direttore della Asl Ba/2 Giovanni Pentassuglia ha deciso per motivi prettamente burocratici e ambientali la chiusura dell’unità Alzheimer, “unica oasi nel deserto pugliese” come la definisce il vicepresidente dell’associazione Katia Pinto. “Da quel giorno – ha denunciato la dottoressa – non una sola struttura pubblica dotata di personale professionale è presente sul territorio regionale, ad eccezione di un contenitore privato a Foggia, che utilizza soldi pubblici”.
“Se si pensa –ha continuato - che nel solo bacino di Bisceglie attendono assistenza circa duecentocinquanta malati, appare evidente la necessità di rivedere il piano di riordino ospedaliero che ha trascurato questa silente e galoppante epidemia contemporanea”.
Con energia, il consigliere dell’associazione Gaetano Cuocci, provato da una sua familiare ed infelice esperienza con la malattia, si è letteralmente sfogato con i numerosi presenti. “Le autorità competenti – ha esordito – non hanno capito cosa vuol dire essere ammalati di Alzheimer”. Ha fornito qualche spiegazione. “Oggi essere affetti in Puglia da questa patologia vuol dire morire senza l’ausilio di nessuno. Un esempio: si gira tutta la Regione per ricoverare una madre che ti muore per strada, perché – ha aggiunto – questi malati danno fastidio, disturbano. Non li vuole nessuno”.
Per questo l’associazione Alzheimer chiede alle istituzioni presenti un impegno perché venga immediatamente riaperto l’efficiente reparto di Bisceglie. “Al limite, se non si vuole riaprire l’unità di Bisceglie - ha precisato Elisabetta Di Leo, altro membro dell’associazione – si sfrutti almeno il padiglione vuoto dell’ex preventorio tra Molfetta e Terlizzi”.
Per il consigliere regionale Emanuele Sannicandro (Margherita), il problema non è esploso oggi. “La colpa – accusando l’esecutivo – è di chi non ha considerato queste forti esigenze socio-sanitarie in sede di programmazione, dove non è stato nemmeno quantificato il numero di affetti da Alzheimer in Puglia”. “Certo il sistema sanitario ha risparmiato parecchio – ha aggiunto – ma per fare cosa in fondo? Assolutamente nulla, la risposta è scontata”.
“Un colpo d’acceleratore alla proposta di legge, in deroga al piano sanitario per la riconversione degli ospedali psichiatrici, sarà la prima iniziativa istituzionale che il centrosinistra porterà avanti”, ha annunciato il portavoce della Margherita Pietro Pepe. Questo intervento legislativo, primo firmatario Sergio Silvestris (AN), è stato già approvato all’unanimità in commissione sanità. “L’impegno del centrosinistra – ha aggiunto Pepe – sarà quello di portare in Consiglio la discussione del testo prima della pausa estiva, anche allo scopo di evidenziare le contraddizioni interne alla maggioranza sulla materia”.
“Tuttavia – ha precisato il consigliere Valente (Comunisti Italiani) – l’emendamento dell’assessore Palese che fissa i suoi soliti paletti di spesa limita fin troppo il provvedimento”.

“E’ bene sottolineare – ha ribadito, infine, il capogruppo di Rifondazione comunista Michele Losappio – che questa legge riguarda unicamente la Casa Divina Provvidenza di Bisceglie e non necessariamente il reparto Alzheimer”. Comunque, resta un passo in avanti.