Ecco le direttive per le trattative sindacali in corso
 
 Dopo gli scioperi, arrivano i punti fermi dei comitati di settore per la gestione delle controversie in corso

Dopo la protesta, giunge l'ora della trattativa, anche se difficilmente i rinnovi contrattuali che interessano il comparto sanitario arriveranno prima della fine dell'anno. Le due bozze di direttiva sono state anticipate dal settimanale Sole 24 Ore-Sanità e saranno esaminate domani dal comitato di settore, composto da Regioni e Governo). Da lì il documento verrà spedito al Consiglio dei ministri e, una volta ottenuto l'OK anche da parte loro, verrà scritta la bozza contrattuale. I contratti, infatti, sono scaduti già dal 2001 e le convenzioni dal 2000. Ciò significa che, dal punto di vista finanziario, eventuali integrazioni, con i relativi conguagli, peseranno non poco sul bilancio statale dato il numero degli interessati (100mila dipendenti e 90mila convenzionati).
Gli aumenti per i dipendenti dovrebbero essere pari al 4,62 per cento (quasi un punto in meno rispetto al precedente contratto), e Stato e Regioni ribattono che le casse sono vuote. La bozza del Governo prevede inoltre la messa in discussione dell'indennità di 700 euro riservata a chi, tra gli ospedalieri, ha scelto di lavorare solo con l'SSN.
Annullati anche i premi di produzione a pioggia, che andrebbero invece ancorati al raggiungimento di precisi obiettivi.
Anche l'orario di lavoro diventerebbe, secondo le proposte dello Stato, più flessibile: le 38 ore settimanali saranno solo indicative, soprattutto per i dirigenti.
Per quanto riguarda invece le convenzioni come quelle dei medici di famiglia, l'aumento non dovrebbe superare il 4,8 per cento, pari all'inflazione del triennio 2001-2003.
Ci sarà spazio, però, per una contrattazione aggiuntiva su base regionale. Gli aumenti saranno legati soprattutto a una quota della retribuzione, pari a circa il 20 per cento, che è legata alla medicina di gruppo e alla partecipazione a progetti per obiettivi.