07/07/2003 13.07
Bari: scoperta maxi-truffa ai danni del Ssn; emesse 22 ordinanze di custodia cautelare

Un danno al Servizio sanitario nazionale di 5 milioni di euro in quattro anni stato scoperto dai carabinieri del Nas e del comando provinciale di Bari e dalla polizia municipale, che hanno eseguito 22 ordinanze di custodia cautelare e 100 perquisizioni domiciliari nei confronti di medici, farmacisti e informatori scientifici i quali, a vario titolo, insieme con altre 170 persone indagate, sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla truffa ai danni del Ssn, al comparaggio e al falso. Due farmacie di Bari sono state poste sotto sequestro.

I provvedimenti sono stati emessi dal Gip presso il tribunale di Bari Chiara Civitano, su richiesta del pubblico ministero Ciro Angelillis che ha diretto le indagini. Nell'ufficio del procuratore della Repubblica, Emilio Marzano, sono stati diffusi poco fa i particolari dell'operazione che ha richiesto grandi forze investigative.

Il meccanismo utilizzato risultato tutto sommato semplice, una volta individuato: gli informatori scientifici, sollecitati dai loro capi-area e, secondo gli investigatori, forse su spinta delle case farmaceutiche, contattavano i medici che ricevevano viaggi o denaro in contante (10-12% del costo di ogni medicinale prescritto, oppure 5mila euro al mese); in cambio i medici prescrivevano consistenti quantitativi di farmaci a pazienti ignari, spesso esenti da ticket, o morti, e le ricette venivano consegnate a farmacisti conniventi che ricevevano poi i rimborsi dal Servizio sanitario nazionale.

Durante gli accertamenti, cominciati nel febbraio del 2002, i carabinieri del Nas e la polizia municipale hanno fatto oltre 90mila ore di intercettazioni telefoniche, numerosi controlli a farmacie e servizi di appostamento e pedinamento con riprese video e fotografiche. Nel corso dei controlli stato possibile recuperare numerose buste, che venivano gettate di nascosto, nelle ore della notte e nei giorni festivi, nei cassonetti: contenevano migliaia di confezioni di farmaci defustellati per un valore di oltre 100mila euro. La gran parte dei farmaci era ad alto costo o salvavita. Le confezioni venivano abbandonate nei cassonetti della spazzatura, dopo che erano state tolte le fustelle segnaprezzo che venivano riutilizzate dai farmacisti.

Inoltre, nel corso delle operazioni sono state sequestrate oltre 40mila ricette mediche. Delle persone arrestate, tre sono state rinchiuse in carcere, le altre 19 persone hanno ottenuto i domiciliari: in carcere sono finiti il medico Francesco D'Atri, di 52 anni, di Bari e due informatori scientifici, Giuseppe La Penna, di 41 anni, e Mario Toscano, di 37, entrambi di Bari.

Gli investigatori non hanno voluto fornire il lungo elenco di case farmaceutiche rappresentate dagli informatori scientifici coinvolti nell'inchiesta: Glaxo, Pfizer, Bracco, Maxfarmaco e Luxfarmaco sono solo alcuni dei nomi appresi negli ambienti investigativi.