16.07.2003

in questo numero:
Primo piano
Speciale DPEF: sanità arriva il budget territoriale
Lotta agli sprechi e ricerca di fondi per sostenere il SSN
Anticipiamo i punti chiave riguardanti la sanità del documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2004-2007 che questa sera alle 21 verrà discusso dal Consiglio dei Ministri. Secondo il dicastero della salute occorre investire proficuamente sul sistema salute del paese da cui la necessità di trovare fonti di finanziamento per integrare le risorse gia' a disposizione del Ssn e promuovere un controllo degli sprechi per recuperare risorse. Di seguito riportiamo alcuni punti tratti dalle 129 pagine del documento in discussione:

Lea e sprechi: occorrerà definire meglio standard qualitativi e quantitativi dei Lea. Dal 2004 sono previsti interventi sostitutivi per il controllo degli sprechi nel Ssn sulla base del monitoraggio dei Lea. Verrà fatta una designazione d'intesa con le Regioni di commissari per realizzare una ricognizione degli sprechi.

Azienda territoriale convenzionata: al fine di recuperare risorse derivanti dall'utilizzazione impropria dell'assistenza ospedaliera, si provvedera', nell'ottica di riarticolare i servizi sanitari di medicina sul territorio, a sperimentare con le Regioni l'azienda territoriale convenzionata dei medici di medicina generale e pediatri per gestire un budget generale.

Intramoenia: saranno destinate nuove risorse al Ssn con convenzioni tra assicurazioni, fondi privati e Regioni per sostenere le spese dell'attivita' intramoenia. Le stesse assicurazioni che oggi vengono stipulate con cliniche private potrebbero essere stipulare con reparti ospedalieri a costi minori, con vantaggi per le Regioni, le assicurazioni e le casse delle Asl. I soldi recuperati andrebbero a finanziare la lotta alle liste d'attesa.

Edilizia sanitaria: si procederà con accordi programmatici con le Regioni al miglioramento e all'ammodernamento strutture sanitarie.

Ricerca: verranno incrementati i finanziamenti per la ricerca sanitaria e andrà assicurata la disponibilita' di fondi aggiuntivi tramite la detassazione degli investimenti finalizzata a malattie oncologiche e malattie rare, favorendo iniziative pubblico-privato.

Sanità
Rapporto medico paziente
Basta termini crudi per i malati terminali
Alcune parole 'feriscono' come e piu' delle malattie, incidendo pesantemente su spirito e morale di chi e' gia' afflitto da un male incurabile. Per questo sarebbe meglio cancellarle dal nostro vocabolario, sostituendole con termini meno 'crudi'. La proposta arriva dal presidente dell'Ordine dei medici di Messina, Nunzio Romeo. ''Sento il dovere di rivolgere alle istituzioni e a tutti i cittadini un invito ad adottare nuove terminologie al posto di quella relativa alla 'assistenza domiciliare ai malati terminali' - scrive Romeo in una nota - considerando questa non idonea sotto il profilo emotivo a salvaguardare il morale dell'ammalato e di chi lo assiste''.  Percio' Romeo propone di modificare questa terminologia 'troppo cruda', sostituendola rispettivamente con 'assistenza domiciliare per la terapia intensiva' e 'terapia del sollievo'.
Economia sanitaria
Dentisti, solo il 7% degli italiani ricorre al SSN
Per proteggere la salute dei propri denti, gli italiani preferiscono gli studi privati. Appena il 7%, infatti, si rivolge al Servizio sanitario nazionale, nonostante sia meno dispendioso. Il dato emerge da un'inchiesta dell'Associazione 'Sanita' giusta', illustrata da Raffaele Costa (FI). Fra lo studio privato e l'ambulatorio pubblico la differenza economica e' significativa, soprattutto per le dentiere. Se l'Asl chiede di pagare il costo della protesi (dai 500 ai 700 euro al massimo per le 2 arcate) e un ticket (dai 16 ai 36 euro), nel privato la stessa dentiera (di qualita' medio-bassa) costa come minimo 1.500 - 2.000 euro per arcata, ben sei volte di piu'. E questo prezzo lievita a secondo dei materiali utilizzati e delle 'complicazioni'.
Lombardia
Anche la Curia in difesa del Nigurada
Contro la demolizione dell'ospedale Niguarda di Milano, al grido 'fermiamo le ruspe', ''hanno firmato anche il prete del nosocomio e molte suore. Tutti d'accordo con la Curia, che da segnali trasversali sappiamo molto interessata alle mobilitazioni a favore di strutture come Niguarda e Policlinico''. A suggerire l'identita' del piu' autorevole dei sostenitori, ''giunti ormai a quota 2.400'', sono Marigo Libero, coordinatore delle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) del Ca' Granda, e l'oncologo Giuseppe Landonio, promotori del 'Comitato in difesa dell'ospedale Niguarda'.
Università
7.900 posti per iscrizioni a medicina
Fissato il numero di posti disponibili per gli aspiranti medici che si iscrivono al primo anno di Medicina negli atenei italiani. Per l'anno accademico 2003/2004 infatti - si legge sulla Gazzetta Ufficiale di ieri - un apposito decreto del Ministero dell'Universita' e della ricerca scientifica stabilisce in 7.482 i posti disponibili per gli studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia e in 430 quelli per gli studenti non comunitari residenti all'estero. Una cifra che dovra' essere ripartita fra gli atenei in base alla tabella allegata al decreto.  Le Universita' che si trovano nella stessa regione - si legge ancora nel provvedimento - possono concordare una diversa ripartizione dei posti, ''previa compensazione tra le singole sedi, tale da garantire comunque il rispetto del numero degli studenti ammissibili nell'ambito regionale''.
Scienza
Medicina Interna
L'uso di statine non riduce il rischio di frattura
Contrariamente a quanto appariva in precedenza l'uso di statine non è in grado di proteggere le donne in età postmenopausale dal rischio di frattura, a prescindere dalla durata del trattamento. Tali farmaci, inoltre, sembrano non portare alcun particolare beneficio a livello di densità minerale ossea in nessun sito "sensibile", ed anche questo dato è in contrasto con quanto rilevato precedentemente. I dati cumulativi rilevati su 93716 donne in età postmenopausale, di cui 7846 facevano uso di statine ed 85870 no, non permettono di considerare le statine come un farmaco idoneo a combattere con efficacia l'osteoporosi. (Ann Intern Med 2003;139:97-104)
Geriatria
Le donne anziane in sovrappeso rischiano la demenza
Essere in sovrappeso è un fattore di rischio per la demenza fra donne di età superiore a 70 anni. Le donne, a cui infatti la demenza viene diagnosticata fra i 79 e gli 88 anni, hanno un indice di massa corporea (BMI) maggiore rispetto alle altre all'età di 70 (P = 0,007), 75 (P < 0,001) e 79 anni (P = 0,02). Tale associazione risulta comunque valida per il morbo di Alzheimer, ma non per la demenza vascolare. La BMI è un fattore predittivo indipendente di morbo di Alzheimer e demenza, a differenza di pressione sanguigna, eventuale presenza di malattie cardiovascolari, abitudine al fumo e status socioeconomico. La BMI non è risultata invece associata alla demenza nel sesso maschile. (Arch Intern Med 2003;163:1524-1528)
Ginecologia
SSRI nelle donne incinte porta a sintomi neurologici nel neonato
I neonati di madri che facevano uso di fluoxetina o citalopram mostrano segni di sovrastimolazione serotoninica per circa 4 giorni: nell'uso di inibitori del riassorbimento selettivo della serotonina (SSRI) negli ultimi stadi della gravidanza va tenuto dunque conto della possibile insorgenza di effetti collaterali. Ciò acquisisce importanza ancora maggiore vista la diffusione dell'uso di tali farmaci nella terapia dei disordini mentali delle donne in stato interessante. Gli effetti provocati nel neonato comunque non lasciano alcun segno di sè 2 settimane dopo la nascita, ma possono esporre il neonato a complicanze più gravi quali l'insorgenza di convulsioni. (Arch Gen Psychiatry. 2003;60:720-726)
Diabetologia
Il losartan riduce l'escrezione urinaria di albumina nei diabetici
Il losartan è in grado di ridurre l'escrezione urinaria di albumina nei pazienti normotesi con diabete di tipo 2. Nell'arco di 5 settimane in terapia con losartan 50 mg/die, la riduzione è già significativa (25%), ma durante altre 5 settimane successive in terapia con un dosaggio doppio (100 mg/die) è possibile osservare una riduzione ancora maggiore (37%). Si osserva altresì una lieve diminuzione della pressione sanguigna, con effetti collaterali paragonabili a quelli del placebo. L'effetto sulla proteinuria è comunque indipendente dalla diminuzione della pressione. Con la sospensione della terapia, l'albuminuria torna ai livelli osservati prima della terapia stessa. (Ann Intern Med. 2003;139:90-96)
Neurologia
Ictus ed inibizione neuroumorale: lo studio ACCESS
Nonostante il fatto che il meccanismo mediante il quale il blocco del recettore di tipo 1 per l'angiotensina (AT1) influenzi la morbidità e mortalità cardiovascolare non sia ancora chiaro, lo studio ACCESS ha dimostrato che l'inibizione neuroumorale ha effetti benefici simili sia nell'ischemia miocardica che in quella cerebrale. Nello studio in questione,  non sono stati osservati effetti cerebrovascolari o cardiovascolari in conseguenza dell'ipotensione causata dalla terapia, il che è clinicamente significativo. Dunque, quando vi è necessità o non vi sono controindicazioni per una terapia antiipertensiva precoce, il candesartan cilexetil costituisce un'opzione terapeutica sicura. (Stroke. 2003;34:1699