21.07.2003

in questo numero:
Primo piano
Emorragia cerebrale, sconsigliata la terapia anticoagulante
Evidenze dall'ultimo numero di Stroke
I pazienti sopravvissuti ad una emorragia cerebrale lobare e fibrillazione atriale dovrebbero evitare la terapia anticoagulante a lungo termine. Allo stesso modo, tale terapia non dovrebbe essere proposta alla maggior parte dei pazienti con emorragia cerebrare intraemisferica profonda e fibrillazione atriale in quanto essa risulta associata a un lieve peggioramento della qualità della vita. Comunque, i pazienti con emorragia cerebrale intraemisferica profonda particolarmente a rischio di ictus tromboembolico o a basso rischio di emorragia cerebrale recidivante potrebbero anche giovarsi dell'anticoagulazione a lungo termine. (Stroke. 2003;34:1710)
Sanità
Programma Commissioni
La Sanità sparita dal Dpef
La riforma degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) e il Documento di programmazione economica e finanziaria sono fra i temi all'esame della Commissione Affari sociali della Camera in questa settimana.  Martedi' proseguira' la discussione dello schema di decreto legislativo per il riordino degli Irccs (Relatore Di Virgilio, FI), per il parere al governo, e comincera' l'esame del Dpef per gli anni 2004-2007 (Relatore Minoli Rota, FI) che andra' avanti anche mercoledi'. In Commissione, inoltre, il provvedimento sugli informatori scientifici del farmaco (relatore Minoli Rota, FI) e le proposte di legge per l'assistenza alla nascita e la tutela della salute del neonato (Relatore Palumbo, FI). Segnaliamo inoltre che la parte del Dpef relativa alla sanità dove si prevedevano varie misure per incrementare le risorse finanziarie in Sanità non compare più nel testo definitivo approvato dal Consiglio dei Ministri. L'unico riferimento si trova a pag. 124 del Dpef dove si afferma la necessità del "miglioramento del Ssn e della protezione della salute". Al ministero della Salute si sottolinea che le misure restano comunque nell'agenda del Governo ma che saranno oggetto di verifica con le Regioni .
Sirchia
Mutui a tasso zero per la ricerca, ma slitta a settembre patto farmaceutica
Dalle banche mutui a tasso zero, a sostegno della ricerca, per finanziare imprese e progetti che danno garanzie. La richiesta sara' avanzata la prossima settimana all'Associazione bancaria italiana (Abi), dice il ministro della Salute Girolamo Sirchia in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore'. All'indomani del varo del Dpef, il responsabile della sanita' italiana spiega le prossime mosse del governo: un 'tavolo' cui parteciperanno anche imprese, banche e assicurazioni, un Fondo per la non autosufficienza alimentato da una tassa di scopo che costera' 500-600 mila vecchie lire a testa ogni anno, e ''nessun taglio ai fondi per il Ssn - promette Sirchia - ma interventi mirati all'efficienza e alla qualita' e contro gli sprechi''. Servono nuovi finanziamenti, ripete il ministro, ''aggiuntivi a quelli pubblici''. Sirchia nega con forza ''la favola della privatizzazione del Ssn'', definendo queste accuse ripetute ''un'imbecillita'''. Sostiene poi che della verifica finale sui farmaci con Tremonti e le Regioni ''credo che ormai ne riparleremo a settembre. Ma il patto sulla farmaceutica mi auguro proprio di riuscire a raggiungerlo'', afferma. Anche tagliando i brevetti? 'No - risponde - assolutamente no''.
Iniziative
Alleanza per il "fegato": 6 Irccs in rete
Dopo 'Alleanza contro il cancro' nasce 'Alleanza per il fegato', l'Associazione nazionale delle reti epatologiche (Liver unit networks association o Luna). Proposta e coordinata dal Policlinico di Milano, Luna ''riunisce in rete tutte le eccellenze diagnostiche e terapeutiche per la cura delle malattie epatiche, anche al servizio delle strutture sanitarie di base''. Fondatori della nuova Alleanza sono sei Irccs italiani: oltre al Maggiore di Milano, la concittadina Fondazione San Raffaele Monte Tabor, il Policlinico San Matteo di Pavia, la Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia), l'Istituto nazionale delle malattie infettive Spallanzani di Roma e l'Istituto di gastroenterologia 'De Bellis' di Castellana Grotte (Bari).
L'obiettivo e' quello di proporre, ''per la prima volta in modo sistematico, un'attiva e fruttuosa collaborazione assistenziale e di ricerca tra oncologi ed epatologi''.
Aduc
Pillola del giorno dopo: eliminare obbligo ricetta
Eliminare l'obbligo della ricetta per la pillola del giorno dopo. E' la richiesta dell'Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori (Aduc) al ministero della Salute per evitare ''l'inutile e pericolosa trafila burocratica'' necessaria ad acquistare un medicinale che deve essere assunto in un preciso lasso di tempo dopo un rapporto sessuale a rischio. L'associazione, che riporta in un comunicato un caso emblematico di difficolta' a reperire il farmaco nei tempi giusti, ricorda che in ''Paesi come la Gran Bretagna, per esempio, questa pillola viene data senza ricetta anche dalle infermerie dei licei alle minorenni e senza autorizzazione dei genitori. Chiediamo, quindi, con un atto piu' semplice e meno drammatico di quanto qualcuno voglia far credere - conclude la nota - di eliminare l'obbligo di ricetta''.
Fimmg Lazio
Emofilici di Colleferro a rischio assistenza
Oltre 500 malati affetti da emofilia e da gravi forme di coagulazioni rischiano di trovarsi senza assistenza per la probabile chiusura del Centro di malattie del sangue della Asl RmG, a Colleferro, che li assiste ormai dal 1989. A denunciarlo e' la Fimmg Roma e Lazio, in una nota. L'istituto della Asl - si legge nel comunicato - era gia' stato al centro di un presunto scandalo di malasanita'. Una vicenda che aveva coinvolto un malato grave e il suo medico di medicina generale, ritenuti ''la punta dell'iceberg di un dilagante fenomeno di corruzione'' nel Lazio. Un episodio ridimensionato un anno fa, quando la Fimmg aveva definito il caso ''un fatto di malasanita' ma non certo spia di corruzione''. Da allora, sgonfiato il caso ''le uniche vere vittime di questa situazione sono i malati e i loro medici curanti'', denuncia la Fimmg nella stessa nota.
Scienza
Cardiologia
Ipertensione: eplerenone migliore dell'amlodipina
L'aldosterone-antagonista eplerenone è sostanzialmente meglio tollerato del più ampiamente usato bloccante dei canali del calcio amlodipina, con effetti sulla pressione sistolica ad esso paragonabili. Questa caratteristica potrebbe migliorare la terapia di pazienti nei quali l'effetto del blocco dell'aldosterone potrebbe essere d'aiuto.  In particolare, l'eplerenone risulta più efficace dell'amlodiopina nel fornire sollievo dai sintomi (P = 0,03). I sintomi su cui l'effetto del farmaco sono più evidenti annoverano cedimenti dell'anca, acquisto di peso, nicturia, poliuria ed affanno. I pazienti che soffrono di questi ed altri sintomi in presenza di ipertensione sistolica mostrano anche deficit nella qualità della vita (P < 0,001). (Arch Intern Med. 2003;163:1543-1548)
Nefrologia
Insufficienza renale: il ramipril preserva la funzionalità residua
Un recente studio, nonostante fosse di dimensioni limitate e non potesse escludere del tutto i fattori interferenti, ha dimostrato che l'inibitore dell'enzima convertitore dell'angiotensina ramipril può ridurre il tasso di declino della funzionalità renale residua in pazienti con insufficienza renale all'ultimo stadio in dialisi peritoneale. Dopo 3,6 e 9 mesi di trattamento i pazienti trattati con ramipril hanno una maggiore probabilità di essere anurici rispetto agli altri. Fra coloro che ancora dopo 12 mesi non sono completamente anurici, i pazienti trattati con ramipril hanno una prognosi migliore rispetto agli altri (tasso di rischio = 0,58 CI 95% 0,36-0,94). Il tasso di mortalità, la durata del ricovero e l'incidenza degli eventi cardiovascolari non vengono influenzati dalla terapia con ramipril. (Ann Intern Med. 2003;139:105112)
Urologia
Incontinenza: efficace la terapia comportamentale, non l'elettrostimolazione
Nelle donne con incontinenza da stress, il trattamento con elettrostimolazione del pavimento pelvico non aumenta l'efficacia di un programma comportamentale completo. La distribuzione di un opuscolo esplicativo apposito riduce il tasso di incontinenza del 52,5% e migliora la qualità della vita delle pazienti, ma non quanto i programmi clinici (68,6%, P = 0,002). Le pazienti sottoposte ad elettrostimolazione, però, avevano una migliore percezione degli esiti e dei traguardi raggiunti (P < 0,001) e risultavano più soddisfatte dei progressi (P = 0,02). In ogni caso, sia l'intervento comportamentale clinico che mediante opuscolo portano a significativi miglioramenti nell'incontinenza. (JAMA. 2003;290:345-352)
Neurologia
Parkinsonismo nell'anziano: ruolo del fumo e del caffè
Nel paziente anziano vi è un minor rischio di manifestare parkinsonismo nei fumatori (OR = 0,58 CI 95% 0,47-0,73), e questo dato rimane costante dopo approssimazione per età, sesso, etnia, numero di anni di educazione, consumo di caffeina giornaliero ed eventuale demenza: ciò potrebbe implicare un ruolo protettivo da parte del fumo sui segni di parkinsonismo dovuti all'età, oppure un'avversione nei confronti del fumo da parte degli anziani con lieve parkinsonismo. L'assunzione di caffè ed il consumo di caffeina non sono invece associati in alcun modo alla presenza di parkinsonismo. (Neurology 2003;61:24-28)