Regioni: nessuna intesa sui nuovi meccanismi per il federalismo fiscale

In gergo ippico si chiamerebbe «rottura prolungata». In politichese si traduce «non tutto è perduto».

Per la quarta e ultima volta, ieri, le Regioni non hanno trovato l'intesa per le modifiche al federalismo fiscale "targato Ulivo" (Dlgs 56/2000), decisivo per l'attribuzione dei fondi alla sanità. Col risultato che, a questo punto, la palla è nelle mani del Governo. Che procederà autonomamente con Dpcm, almeno per i fondi 2002. Ma che dovrà quanto meno fare i conti con l'ultimatum lanciato dalle Regioni del Sud, soprattutto dalla Puglia: i ricorsi a Tar e Consulta sono già nei cassetti.

Se la spaccatura non verrà ricomposta, il nuovo passo falso di ieri rischia di avere forti ripercussioni politiche. E creare uno stato d'allerta tra i governatori che potrebbe pregiudicare anche il cammino della costruzione del federalismo fiscale del futuro, affidato all'Alta Commissione istituita con la Finanziaria 2003, i cui lavori sono ancora solo agli albori.

Il ministro per gli Affari regionali, Enrico La Loggia, ha cercato ieri di gettare acqua sul fuoco, ammettendo che il Dlgs 56/2000 «è ritenuto da tutti superato e fortemente penalizzante in termini economici per le Regioni del Sud».
L'obiettivo, a questo punto, è di trovare meccanismi validi, dal 2003 in poi, a superare qualsiasi attrito. Parole che, al momento, non hanno accontentato il governatore della Puglia, Raffaele Fitto, che ha ribadito le stime fatte un mese fa dallo Svimez: di qui al 2013 la sua Regione perderebbe 600 mln.

Proprio Fitto, del resto, s'è opposto anche all'ultima possibilità di accordo, costruita sulla base di tabelle presentate dall'Economia. Una chance che però s'è consumata nell'arco della mattinata, fino allo stop formalizzato in Conferenza Stato-Regioni.

Nonostante la fumata nera, i governatori cercano però di guardare avanti. Nella consapevolezza che diventa sempre più indispensabile trovare una soluzione unitaria in tempi di grandi ristrettezze finanziarie che tormentano tutti i governi locali, del Nord come del Sud. «Il nostro impegno - ha affermato Vasco Errani (Emilia Romagna) - è fare di tutto per trovare le condizioni per costruire un'intesa vera per il futuro, che possa tenere unito il sistema delle Regioni».

Un tentativo di svelenire il clima Nord-Sud, per preparare i prossimi incontri tecnici, condiviso da altri governatori: «Nonostante tutto sono ottimista e credo che alla fine un accordo si troverà», ha dichiarato Rita Lorenzetti (Umbria»); mentre Vito D'Ambrosio (Marche) ha invitato a «non cercare l'assassino» della mancata intesa.

Farmaci, intesa al palo. Anche a causa del quadro politico complessivo, è ancora in attesa di soluzione l'accordo Governo-Regioni sui farmaci. Poteri nella futura Agenzia, brevetti e interventi in caso di sfondamenti di spesa, sono i capitoli più scottanti. La Cuf, che non ha allo studio alcun trasferimento di farmaci dalla classe A a quella a totale carico degli assistiti, sta invece studiando eventuali modifiche alle «note» limitative alla prescrizione.
(11 luglio 2003)

Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore