La telemedicina serve, ma non al risparmio
 Uno studio sull'ultimo numero del British Medical Journal ha valutato che i benefici delle visite a distanza sono in generale minimi per i pazienti e nulli per il servizio sanitario

La telemedicina permette ai pazienti di risparmiare tempo e denaro, ma non presenta alcun vantaggio economico per il servizio sanitario nazionale. E' questa la conclusione di uno studio pubblicato oggi sul British Medical Journal da Paul Jacklin della London School of Hygiene and Tropical Medicine che ha esaminato 29 cliniche e studi medici britannici che hanno messo a punto dei sistemi di visite virtuali per i pazienti.
In totale, 1.051 assistiti sono stati visitati a distanza, e 1043 nel modo tradizionale. In un periodo di sei mesi, si è scoperto che i costi erano più alti per i primi (724 sterline a paziente) che per i secondi (625 sterline). Chi però poteva usufruire dei servizi di telemedicina spendeva un po' di meno per i trasporti e perdeva meno tempo, anche se in totale il risparmio era minimo, solo 3 sterline. Secondo Jacklin, questi risultati sembrano sconsigliare l'adozione della telemedicina su larga scala (riservandola per esempio alle zone rurali), anche se lo studio è durato troppo poco per avere delle conclusioni definitive. In particolare, non si è tenuto conto della soddisfazione dei pazienti, per cui i benefici totali della telemedicina potrebbero essere stati sottostimati