Irccs: le regole per i "non fondazione". Farmaci: gare on line con unica classificazione

Regole più semplici per l'e-commerce dei farmaci. La Conferenza Stato-Regioni di ieri ha dato il via libera al Dpcm per favorire lo sviluppo del commercio elettronico e semplificare l'acquisto di beni e servizi in materia sanitaria.

Il decreto, predisposto dal ministro per l'Innovazione, Lucio Stanca, di concerto con Salute ed Economia, definisce i criteri di gestione e di manutenzione della classificazione dei farmaci per il mercato elettronico delle pubbliche amministrazioni.

Ad agevolare le gare online per le forniture fino a 200mila euro sarà una classificazione unica nazionale a sette livelli, denominata Atc (Anatomico terapeutica chimica). Che, secondo Stanca, «propizierà l'aggregazione della domanda di fornitura e ridurrà le diseconomie derivanti dall'attuale frammentazione dei centri di acquisto delle amministrazioni, favorendo al tempo stesso la trasparenza degli acquisti». Un esempio? La Lombardia: secondo i dati forniti dal ministero dell'Innovazione, con la centralizzazione degli acquisti si è ottenuto un risparmio del 13% sui farmaci generici e del 7% sugli altri.

Dalla Conferenza Stato-Regioni è arrivato anche l'accordo sugli "Irccs non trasformati", gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico per i quali le Regioni non richiederanno la trasformazione in Fondazioni. Principio guida del restyling: la netta separazione tra funzioni di indirizzo e controllo e funzioni di gestione e attuazione. Con le prime affidate a un Consiglio di cinque componenti e le seconde a un direttore generale, nominato dal presidente della Regione (sentito il ministro della Salute), in collaborazione con il direttore scientifico, scelto dal ministro (sentito il governatore).

L'intesa sul nuovo look dei "gioielli" della ricerca sanitaria pubblica che non apriranno le porte ai capitali privati era prevista dalla riforma dei 15 Irccs pubblici (Dlgs 288/2003), fortemente voluta dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia. Obiettivo: garantire il coinvolgimento di Governo e amministrazioni locali nella gestione e nell'organizzazione degli Istituti. E potenziare il motore della ricerca, prestando attenzione ai bilanci.

Serrata la tabella di marcia: entro 60 giorni dalla pubblicazione dell'accordo, il ministro e il presidente della Regione dove ha sede l'Irccs devono procedere alla nomina degli organi. Nei 30 giorni successivi all'insediamento, il direttore generale deve adottare il regolamento di organizzazione e funzionamento (secondo lo schema di 18 articoli allegato all'intesa) e trasmetterlo alla Regione e al ministero. Che possono modificarlo, approvandolo comunque entro 40 giorni.

Entro l'autunno, dunque, i nuovi Irccs saranno pronti. Con il Consiglio di indirizzo a fissare gli obiettivi strategici e vigilare sulla gestione, il direttore generale a decidere sui progetti e il direttore scientifico a supervisionare l'attività di ricerca. Per scongiurare diarchie, i manager si coordineranno attraverso un ufficio di direzione, allargato al direttore amministrativo e a quello sanitario.

Nel regolamento, ogni Istituto dovrà specificare la sua missione, a partire dallo «svolgimento di attività di assistenza sanitaria e di ricerca biomedica e sanitaria, di tipo clinico e traslazionale». Come gli Irccs-Fondazioni, anche quelli non trasformati potranno stipulare accordi, convenzioni e contratti con soggetti pubblici e privati, nonché partecipare a consorzi, associazioni, enti e istituzioni.
(2 luglio 2004)

Manuela Perrone (da Il Sole-24 Ore)