Caso Pfizer-Regione Toscana: consegnati alla magistratura i resoconti delle audizioni in Senato

I resoconti delle audizioni sul caso Pfizer-Regione Toscana della commissione d'inchiesta sanitaria del Senato finiranno sul tavolo della magistratura. Lo ha annunciato questa mattina il presidente della commissione, Francesco Carella, dopo aver ascoltato ieri sera, Renato Mannheimer, presidente dell'Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione (Ispo), Cristina Calcagno, amministratore della Archimedia Comunicazione e Immagine e Gianfranco Conti, direttore associato della Pfizer Italia.

 L' indagine era partita all'inizio di aprile, per accertare la vicenda del piano che la multinazionale Pfizer avrebbe predisposto per screditare la sanità pubblica toscana. Il fatto è venuto alla luce attraverso due lettere anonime, con un documento allegato, arrivate una all'assessore alla Sanità della Toscana, Enrico Rossi, l'altra alla commissione stessa.

Il documento, trasmesso dall'assessore alla Procura della Repubblica, non è mai stato disconosciuto dall'azienda. "La Pfizer-talia - si legge nel resoconto della commissione del 16 aprile - ha immediatamente replicato smentendo l'esistenza di un piano e spiegando che si è trattato di un'informale comunicazione interna promossa da un singolo ufficio e subito bocciata, avendo i responsabili dell'azienda ricondotto il tutto nell'alveo della correttezza".

"Abbiamo concluso i lavori sulla vicenda Pfizer-Regione Toscana - ha detto Carella - e la commissione ha deciso di informare la magistratura di Firenze, ho già annunciato questo al procuratore della Repubblica e, appena saranno pronti i resoconti stenografici, tutto il materiale acquisito dalla commissione, i documenti forniti dall'azienda, dall'Ispo e da Archimedia, saranno consegnate alla magistratura".

"Appare evidente - ha aggiunto Carella - che ci siamo trovati di fronte ad un piano, in parte poi smentito
dall'azienda stessa, finalizzato a dare un'immagine diversa della sanità pubblica della Regione Toscana e della percezione del servizio pubblico da parte del cittadino". In sostanza la commissione ritiene che il quadro presentato alla stampa come frutto di un'indagine, in realtà non corrisponda alla verità, perchè «c'è - ha detto Carella - un'evidente accertata, palese manipolazione della relazione finale e in ogni caso, alterando i risultati, l'obiettivo di screditare il servizio sanitario pubblico della Toscana è stato raggiunto".

Lo stesso Mannheimer ieri sera, prima di essere ascoltato, ha sostenuto che "il sondaggio effettuato ha avuto un ruolo strumentale all'interno di altre strategie". "Queste manomissioni - ha spiegato Carella - sono abbastanza evidenti. Ad  esempio, secondo la relazione Archimedia sull'operato della propria Regione nell'ambito sanitario i cittadini toscani risultano meno contenti, in realtà l'Ispo dice che non sono né contenti né scontenti".