Fimmg Nazionale 

SENATO DELLA REPUBBLICA
COMMISSIONE IGIENE E SANITA'
IL PRESIDENTE

Roma, 06 maggio 2003

Caro Segretario,

ho appreso con piacere dalla stampa l'iniziativa di costituire una rete di prevenzioni, informazioni e cura riguardo al grave fenomeno della Sars.

Ritengo che sia una opportunità veramente importante che dimostra come sempre i medici di famiglia siano pronti al di là degli impegni contrattuali ad attività a favore della gente e della sanità pubblica.

Il supporto dei medici di famiglia all'attività istituzionale del Ministero renderà completo l'assetto di difesa riguardo a questa calamità.

Cordialmente

Sen. Antonio Tomassini

Giunta Regionale
II Presidente

Milano, 29 Apile 2003

Egregio Dottor Falconi,
con immenso piacere ho ricevuto e letto il messaggio che gentilmente ha voluto inviarmi.
Desidero ringraziare di vero cuore gli aderenti tutti della Federazione Nazionale Medici di Famiglia da Lei rappresentati.
Infine un doveroso ringraziamento a Lei, per gli apprezzamenti che ha voluto cortesemente inviarmi in occasione delle dichiarazioni rilasciate a Rai Due a proposito della guerra in Iraq.
Nell'esprimerLe il mio più sentito augurio di buon lavoro, con l'occasione Voglia gradire le mie più vive cordialità.

Roberto Formigoni

Roma, 12 maggio 2003

LETTERA APERTA AL PROF. SIRCHIA MINISTRO DELLA SALUTE

Ho letto le dichiarazioni da Lei rese alla AP-Biscom in data 6 maggio e devo dirLe sinceramente che non mi hanno affatto stupito. Ormai è del tutto evidente che Lei persegue pervicacemente la strada dello scontro più che dell'incontro.
Dichiarazioni del tipo:
"Se la Federazione dei Medici di Famiglia vuole organizzare iniziative autonome per la prevenzione della Sars, faccia pure ma non chieda nulla al Ministero" e "io penso che se uno organizza qualcosa e poi chiede di essere aiutato, è meglio che non lo organizzi, se non è capace di farlo. Se è capace non c'è bisogno di fare appelli " non Le fanno certo onore, soprattutto in considerazione del fatto che Lei dovrebbe avere a cuore esclusivamente la tutela e gli interessi dei cittadini.
Le ricordo che l'articolo 118 della Costituzione Italiana recita, tra l'altro:
"Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarità"
Se abbiamo intrapreso precocissimamente iniziative rispetto alla Sars esse dovrebbero essere, visto che tutti hanno considerato tali iniziative molto appropriate, spontaneamente lodate e incentivate dal Ministero della Salute.
Sappia comunque che noi abbiamo dimostrato sul campo di essere degli ottimi organizzatori al servizio dei cittadini e stia tranquillo che andremo avanti, non le faremo più appelli anche se ritenevamo, evidentemente erroneamente, di farli prioritariamente alle "nostre" istituzioni pubbliche di riferimento.
E' proprio certo che tutti i finanziamenti da Lei autorizzati rispondano al principio dell'appropriatezza?
Recentemente ho letto sulla stampa che il Ministero, da Lei diretto, avrebbe finanziato una sperimentazione sullo stato dell'arte della terapia del dolore nel nostro paese, perseguendo obiettivi di risultato arcinoti da anni, e sui quali stiamo lavorando molto, anche in collaborazione con il Tdm, producendo fatti concreti (varie conferenze stampa, informazioni ai cittadini, master formativi per medici e anche un libro già stampato). Ma tant'è, registriamo per l'ennesima volta che, in questo paese, nonostante le nostre offerte di collaborazione, si perpetua e di fatto si preferisce, soprattutto in sanità, favorire il lavoro a compartimenti stagni in luogo di strutturarci e operare quali soggetti appartenenti ad una rete.
Mi auguro da cittadino e da medico di non avere nel prossimo autunno problemi di Sars, soprattutto in coincidenza con la presenza del virus influenzale. Sarebbe disastroso dover registrare l'inadeguatezza di un Servizio sanitario nazionale in cui si continua a privilegiare una visione ospedalocentrica. Molti sembrano ignorare che una risposta di qualità alla Sars e non solo, passa attraverso una vera, efficace e strutturale organizzazione di assistenza territoriale (H24) che sia in grado di fare da filtro agli ospedali e con i quali sia in rete.
Purtroppo per fare tutto ciò occorrerebbe condividere un progetto e lavorare tutti insieme rapidamente, mettendo da parte risentimenti personali che nulla hanno a che fare con gli interessi dei cittadini.

Mario Falconi

Segue:
la lettera dell'On. Sen. Antonio Tomassini, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica

ApB-SARS / I MEDICI DI FAMIGLIA? SI ORGANIZZINO SE SONO CAPACI.

Una rete di medici di base sentinella? "L'iniziativa è loro"

Roma, 6 mag. (Ap.Biscom) - Se la Federazione dei medici di famiglia vuole organizzare iniziative autonome per la prevenzione della Sars, faccia pure, ma non chieda aiuti al ministero. Questa - in sintesi - la risposta del ministro della Salute, Girolamo Sirchia, alle richieste di Mario Falconi, segretario generale della FIMMG, avanzate ieri contestualmente alla presentazione ufficiale dell'iniziativa anti Sars dei medici di base.

"Qualsiasi iniziativa che va nella direzione che aiuta a risolvere i problemi è benvenuta", ha inizialmente detto Sirchia, ripondendo alle domande di Ap.Biscom a margine della sua visita al padiglione del Ministero al Forum P.A.

Ma alla domanda se il ministero stesse pensando di aiutarli con del materiale sanitario, come ha chiesto il segretario Falconi, il ministro ha risposto secco: "Il materiale sanitario che abbiamo è a disposizione di tutti". Ma se non sarà sufficiente? "Di solito - ha risposto Sirchia - chi organizza deve anche pensare a fornirsi di ciò che gli serve". Quindi, li lasciate soli? "L'iniziativa è loro - ha ribadito il ministro - non ho capito cosa centriamo noi. Io penso che se uno organizza qualcosa e poi chiede di essere aiutato, è meglio che non l'organizzi, se non è capace di farlo. Se è capace non c'è bisogno di fare appelli".

Mario Falconi, Segretario Generale Nazionale della Federazione Italiana Medici di Famiglia (FIMMG), in una intervista ad Ap.Biscom aveva preannunciato una serie di iniziative, tra cui un numero verde, un sito internet per informazioni sulla Sars ed una rete di 103 "medici sentinella" soprattutto nelle località turistiche e nelle isole: iniziative poi varate ufficialmente in una conferenza stampa tenuta ieri a Roma, in cui Falconi aveva auspicato l'aiuto del ministero nella fornitura di materiale sanitario.

MASTER SU PATOLOGIE ALCOL-CORRELATE IN MEDICINA GENERALE

Roma, 11 maggio 2003
Si è concluso a Roma presso la sede nazionale della FIMMG in Piazza G. Marconi 25, il Master per Medici di Famiglia sul tema : “LE PROBLEMATICHE ALCOL-CORRELATE NELLO STUDIO DEL MEDICO DI FAMIGLIA”.

Il corso,dichiara il dott. Giuseppe D’Alessandro,coordinatore dell’evento per la FIMMG,  è stato realizzato nell’ambito di un progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri , dal Ministero della Salute - Dipartimento della Prevenzione ed in collaborazione con le Regioni coordinate dalla Regione Veneto,

Già il titolo, sottolinea D’Alessandro,  sottolinea come il ruolo del medico sia  centrato sulla famiglia e le sue dinamiche. Crediamo che il problema alcol sia esplicativo delle difficoltà che il mondo sociale e sanitario hanno nell’affrontare problematiche “complesse” e della necessità di “integrazione” tra gli attori del sistema.

La gestione dei trattamenti dei soggetti Tossico-Alcol dipendenti, dei programmi di informazione ed educazione rivolti alla popolazione, dei programmi di formazione rivolti ai medici di medicina generale non possono eludere il problema della condivisione progettuale tra medicina del territorio e servizi.

Il progetto formativo ha visto il coinvolgimento, nell’incontro romano,   di 50 medici di famiglia provenienti per lo più dalle regioni  Centro meridionali e dalle  Isole con lo scopo di individuare un referente per ogni provincia ed era stato preceduto nei mesi di marzo ed aprile da due analoghi incontro a Monselice (PD) e Milano che hanno visto la partecipazione di medici di famiglia delle regioni centro settentrionali.

Il medico di famiglia ha quotidianamente occasione di incontrare il problema alcol, qualche volta nascosto da “incidenti troppo frequenti”, altre volte da reiterate assenze dal lavoro, non raramente esplicitato nelle violenze domestiche.

La Medicina Generale rappresenta un Osservatorio epidemiologico formidabile, raccoglie ed esamina gli “eventi sentinella” che possono muovere le Istituzioni a strategie mirate.

Ma come pensare di affrontare questi problemi senza una adeguata “relazione - comunicazione” con gli Assistiti?
Questo Corso, prosegue D’Alessandro,
  è stato anche un’occasione per affinare le “tecniche relazionali”; il laboratorio che oggi concludiamo in collaborazione con la Regione Lazio, dopo analoghe esperienze in Veneto e Lombardia (per un totale di 150 medici) vuole anche offrire strumenti di comunicazione che hanno come occasione il problema alcol ma che rimarranno nella quotidiana esperienza lavorativa del medico.

Questo programma ambizioso, rappresenta il primo passo verso una struttura di Reti Alcologiche Regionali e Interregionale che coinvolgeranno più di 4500 medici di famiglia adeguatamente formati in successivi incontri  che si realizzeranno nel corso dei prossimi 12 mesi e che avranno come obiettivi :

·        formare competenze specifiche;

·        condividere linguaggi e formazione comuni;

·        integrare   la Medicina Generale con i Servizi;

·        costituire osservatori epidemiologici sul territorio; 

·        offrire dati per la programmazione Regionale ed Aziendale;

·        coinvolgere in modelli  organizzativi efficienti il Volontariato e i Gruppi di Auto-aiuto.

Il Team docente della FIMMG era rappresentato dai dottori Giuseppe D’Alessandro              (coordinatore), Maurizio Scazzola,  Guglielmo Frapporti e Alberto Chiriatti oltre alla dott.ssa Valeria Zavan ed al dott. Mauro Cibin, del Dipartimento delle Dipendenze