Prescrizioni di oppiacei anti-dolore: un decreto del ministro della Salute le semplificherà
 

Stop a tabù e burocrazia: la prescrizione degli oppioidi per lenire il dolore agli oltre 300mila malati in fase terminale che ogni anno ne hanno bisogno assomiglierà sempre di più a una normale ricetta. È, infatti, ai nastri di partenza il nuovo formulario semplificato che scrolla via dalle spalle dei medici il peso di sentirsi dei "sorvegliati speciali".

L'ultima spallata del ministero della Salute ai vincoli che bloccano il decollo delle cure palliative in Italia è contenuta in un un decreto che sarà pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» nei prossimi giorni. Il provvedimento punta snellire ulteriormente, dopo la legge n. 12 dell'8 febbraio 2001 che ha già messo mano al settore, la prescrizione degli oppioidi. Medicinali, questi, considerati ancora un tabù da molti camici bianchi italiani che, nonostante le sollecitazioni degli ultimi anni, continuano nella maggior parte dei casi a rifiutare il loro impiego.

Nuovo look per la ricetta. Il modello, che nei piani del ministero potrebbe essere già disponibile entro un mese, assomiglierà in pratica a una normale ricetta: il medico ne rilascerà due copie al paziente. Una, in originale, che dovrà conservare il farmacista e una copia per il Servizio pubblico nel caso di medicinali rimborsabili. In tutti gli altri casi basterà soltanto l'originale. Sparisce, dunque, la terza copia destinata al medico a cui spettava l'obbligo di conservarla per almeno sei mesi. Scompare, tra l'altro, l'indicazione dell'indirizzo di residenza del paziente e la formulazione in lettere del numero di confezioni prescritte.

La ricetta avrà una validità di trenta giorni («escluso quello di emissione»): il medico potrà, difatti, prescrivere le terapie per un periodo non superiore al mese e la prescrizione non potrà essere ripetuta fino al completamento del primo ciclo di cure.

Il farmacista, dopo averle spedite, dovrà conservare per cinque anni, «a partire dal giorno dell'ultima registrazione nel registro di entrata e uscita», le ricette che prescrivono gli oppioidi. I nuovi formulari, appena stampati dall'istituto Poligrafico, saranno distribuiti ai medici attraverso le aziende sanitarie. In loro attesa i medici - avverte il decreto - potranno continuare a utilizzare i ricettari, in triplice copia, attualmente in vigore. Il decreto prevede, infine, anche le versioni in duplice lingua - italiano-tedesco e italiano-francese - per i modelli da distribuire lì dove vige il bilinguismo.

Guerra al dolore. Quella contro il dolore è una battaglia che il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha molto a cuore: «Mi sono scontrato personalmente - ha detto, sabato scorso, durante un convegno di oncologia geriatrica a Milano - con le vecchie modalità di prescrizione che complicano la vita ai medici e li fanno sentire dei sorvegliati speciali. Ricette meno complicate possono contribuire a combattere le sofferenze dei pazienti».

Attualmente, in Italia, i consumi di oppioidi per il controllo della sofferenza sono 12 volte inferiori a quelli tedeschi, 32 a quelli francesi e addirittura 110 volte meno di quelli danesi. La recente indagine «Eolo-end of life in ospedale» - promossa dal ministero della Salute e realizzata dall'associazione cremonese del dolore - effettuata in 40 ospedali del Nord Italia ha messo in luce una serie di dati allarmanti. Soltanto il 10% dei malati terminali ottiene cure in grado di evitargli sofferenze inutili, mentre a ben il 44%, nonostante i forti dolori, non viene somministrato nemmeno un analgesico. Insomma, c'è ancora molta strada da fare per le cure palliative in Italia.

«La gente deve sapere - avverte Sirchia - che questi medicinali non hanno nulla di diabolico e di pericoloso e per aiutare i medici a capire come si compilano i nuovi ricettari stiamo approntando un video che sarà consultabile sul nostro sito Internet».

Intanto, oggi, si riaccendono i riflettori sulla revisione del rapporto di lavoro dei medici. A palazzo Chigi si riunisce, infatti, il tavolo a tre - Governo, Regioni e sindacati - che punta alla reversibilità dell'opzione per l'esclusiva per i camici bianchi del Ssn.
(13 maggio 2003)

Marzio Bartoloni (da
Il Sole-24 Ore