By 24ore Sanita'


 Federazione degli Ordini dei medici: per il presidente Del Barone è ora che i medici riscoprano la dignità
 

Giura che non farà "prigionieri". E che anzi, dopo settimane di fuoco, la parola d'ordine sarà quella di «camminare insieme». Confermato alla presidenza della FnomCeo (Federazione degli Ordini dei medici), Giuseppe Del Barone, napoletano verace e da sempre in politica («sono un uomo di centro, non di centro-destra», precisa), traccia le priorità per la professione. Legge ordinistica, nuove regole elettorali, creazione di Federazioni regionali in vista del federalismo e questione etica sono i primi punti in agenda. Ma attenzione, afferma Del Barone: la grandissima parte dei medici è onesta. Si vedrà presto se la lotta dei lunghi coltelli che si sta consumando in FnomCeo troverà composizione.

Certo è che, con l'elezione di Del Barone, è tramontata la presidenza sognata per la prima volta dagli ospedalieri.

Presidente, sarà l'ora delle "vendette"?
Non scherziamo. Assolutamente no.

Però sarà difficile governare una Fnom lacerata.
Si tratta di vedere, semmai, se a scompaginare sarà la vendetta degli sconfitti, non accettando quanto potrò proporre. E farò proposte nella chiave il più positiva possibile. Se ci sarà l'accettazione delle cose che ho in testa, penso che, come per tanto tempo abbiamo camminato insieme, magari bisticciandoci, anche questa volta potremo camminare per trovare un accordo.

Sindacato e politica non dovrebbero fare un passo indietro?
La nostra lista è policroma. Abbiamo dimostrato che si può fare a meno dei sindacati. Voglio dire: il sindacato lo accettiamo perché porta i medici a votare e le sue idee le proiettiamo nella Federazione. Ma il patteggiamento no. Non esiste più che per andare in Federazione si debba passare per il sindacato.

Come dovrà essere l'Ordine del futuro?
L'Ordine del futuro dovrà rettificare molte cose. Deve cambiare una legge ordinistica antica e obsoleta. Lo stesso vale per il sistema elettorale.

E cosa deve cambiare nei confronti dei medici?
Deve cambiare il rapporto con il medico. Deve risvegliarne la dignità, dargli la sensazione della portata clinica di quello che fa.

Poi dovrete misurarvi con la devolution.
Certo. Anche se, premetto, ho radicato in me il concetto che contratti e convenzioni non potranno mai essere regionali. E che il Prontuario farmaceutico non dovrà mai essere regionale.

Insomma, piano con la devolution.
Sicuramente. Ciò non toglie che la Fnom deve guardare avanti.

Vale a dire?
Non possiamo prescindere dalle Federazioni regionali. Che dovranno essere una cinghia di trasmissione con la Fnom ed esaminare i profili di loro competenza nelle realtà locali.

Del Barone, barra ferma verso il Ssn?
Non udrete mai dalla mia bocca una parola contro il Servizio sanitario pubblico. Ciò non toglie che si deve guardare avanti.

A esempio?
Il medico ospedaliero deve poter cambiare idea nel rapporto col Ssn. L'Università deve guardare avanti: i concetti dell'insegnamento, se non si mutano, diventano obsoleti e si deve cominciare a parlare di medicina non convenzionale.

Presidente, ma i baroni imperversano sempre in Sanità?
Io che vengo dagli anni '50 so bene che i baroni esistevano. E che se non c'era il baciamano, non si andava avanti di molto. Ecco adesso questa cosa è diminuita assai, la meritocrazia ha preso un poco il sopravvento. E io ne godo maledettamente.

C'è la questione etica e deontologica che incombe...
Il nostro Codice deontologico, se diventasse legge, conterrebbe già tutte le positività per far camminare il medico su una certa strada. Poi ci sono aspetti fondamentali, come la formazione dei giovani, nei quali va inculcata la difesa della dignità del medico. E c'è la formazione, quella Ecm i cui concetti meritano una revisione e per la quale Governo e Regioni devono darsi da fare per i finanziamenti. Ma poi...

Poi?
La verità è che la Sanità è diventata un fatto quasi solo economico. Al medico si chiede la tutela dell'economia e si dimentica che il medico deve prima tutelare la salute. Finiamola con questa esasperazione, che non deve però precipitare nel libertinaggio del medico che può fare quello che vuole. Nel momento in cui lo si spaventa con le cifre, il medico sarà costretto a una medicina difensiva. E pagherà il paziente.

Torniamo alla questione etica: ma la situazione è così grave?
Sia chiaro: io non ho mai difeso un ladro, né mai lo difenderò. Ma non accetterò mai che si pretenda di accusare un'intera classe medica.

Consiglierebbe a un giovane di fare il medico?
Certamente. Ma lo sconsiglierei se accettasse supinamente il consiglio dei genitori che dicono: «Hai visto quanto guadagnano? Fai il medico!».
(19 maggio 2003)

Roberto Turno (da
Il Sole-24 Ore del Lunedì)

Va riscritto il compito degli Ordini

Un'elezione sul filo di lana dei voti. Che nel risultato finale ha sovvertito le scelte delle urne, ponendo a capo della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnom) per il triennio 2003-2005, non i dottori che hanno conquistato la maggior parte delle poltrone nel Comitato centrale, ma chi singolarmente ha ottenuto più voti.

A cambiare i pronostici sono stati i voti dei quattro odontoiatri presenti nell'organo dirigenziale della Fnom, che così, appoggiando, il presidente uscente Giuseppe Del Barone, hanno determinato il risultato finale.

Un'elezione che rischia di rendere difficile il governo della Federazione: sette membri del Cc per la lista capitanata dall'ospedaliero Amedeo Bianco (presidente dell'Ordine di Torino) e nove (cinque medici più quattro odontoiatri) per quella che ha come capofila Del Barone (medico di famiglia della Fimmg e presidente dell'Ordine di Napoli). Più un'astensione che completa il quadro dei diciassette eletti.

Uno scarto davvero sottile per governare senza un accordo trasversale rispetto alle liste. E l'accordo non appare facile, visto che c'è chi - in testa lo sfidante Bianco - ha già impugnato le elezioni dal punto di vista delle procedure. «Una decisione delicata - attacca Bianco - che non sarebbe stata assunta se non si fosse ignorato un orientamento del voto e soprattutto se non fosse emersa in modo preoccupante una cultura e una pratica dell'esclusione arrogante e dell'intolleranza pregiudiziale. Se il ricorso sarà accolto, restituirà a tutti i presidenti il diritto di giudicare l'operato di tutti, a cominciare dal nostro, rideterminando i presupposti per una squadra di governo votata alla ricerca dell'unita nel rispetto delle diversità».

A prescindere dalle polemiche elettorali, il nuovo Comitato centrale si trova comunque di fronte un compito arduo: ridare fiducia ai medici, compressi - come ricordano i programmi di entrambe le liste - tra la visione amministrativa e burocratica attuale della Sanità, e le richieste di pazienti sempre più esigenti sulla gestione della loro salute e del loro benessere.

Così la Fnom dovrà ridare potere decisionale ai «dottori», difendere il servizio sanitario, stabilendo in esso l'indipendenza del loro giudizio clinico e mettendo i puntini sulle «i» dei temi che stanno travolgendo i camici bianchi: conflitto d'interesse e malpractice.

Il nuovo Comitato centrale si trova in mano un pugno di argomenti bollenti, da cui non farsi scottare. Prima di tutto il riordino del sistema ordinistico, legge istitutiva compresa. Da chiarire ci sono i compiti degli Ordini sia verso i propri iscritti sia verso le nuove professioni sanitarie emergenti e quelli emergenti nel nuovo quadro federalista della Sanità. Va poi arginata senz'altro la malpractice, ma occorre anche tutelare quei medici che hanno subìto accuse ingiuste, fino al risarcimento del danno loro provocato. E la Fnom andrà al recupero del suo ruolo per fissare i paletti inequivocabili del conflitto d'interessi.

L'azione più immediata è quella dell'affermazione del "governo clinico" del sistema, invocato nei programmi elettorali delle due liste: sul territorio e in ospedale dovrà essere il medico a decidere, nel rispetto del paziente, ma anche intervenendo, in caso, sull'assetto aziendale. E il medico, proprio in vista di questo recupero di potere e funzioni, dovrà essere adeguatamente formato: tramite l'Ecm (Educazione medica continua), ma anche agendo, a monte, sulla formazione universitaria degli studenti, da preparare adeguatamente alle trasformazioni sociali in atto. E gli Ordini e la FnomCeO vogliono avere una forte voce in capitolo su questo argomento, non subirlo.
(19 maggio 2003)