Disabili: serve un'assistenza mirata

Serve al più presto un "prontuario", trasparente e dettagliato, degli ausili che il Ssn deve garantire ai tre milioni di italiani, tra disabili e anziani, che vogliono riconquistare la loro autosufficienza.

Lo chiedono a gran voce medici, operatori, assistiti e aziende del settore che il prossimo 14 maggio si riuniranno all'Istituto superiore di Sanità (Iss) per lanciare la loro proposta di riforma del mondo della riabilitazione. E per ribadire, ancora una volta, l'allarme: oggi "conquistare" una carrozzina adeguata o la protesi necessaria per camminare può diventare un vero e proprio labirinto, scandito da tanta burocrazia, una giungla di regole e soluzioni tampone.

Per questo bisogna riprogettare l'assistenza protesica, «soprattutto ora - avverte Maria Teresa Agati, presidente del Csr (Centro di studio e ricerche sugli ausili per i disabili), autentico punto di riferimento per il settore - che questo tipo di prestazioni sono state inserite tra i livelli essenziali che il Ssn deve garantire». Ogni paziente - spiegano gli addetti ai lavori - ha bisogno di poter contare su di un «progetto individuale riabilitativo» che deve essere cucito addosso ai bisogni e alle potenzialità di ciascuno. Facendo affidamento su un elenco ragionato di prodotti dal quale scegliere l'ausilio, la protesi o l'ortesi più adatta al disabile.

Ma per fare tutto questo bisogna, innanzitutto, mandare in soffitta il "nomenclatore": «Una lista generica, confusa e solo descrittiva dei prodotti - prosegue Agati - dove c'è un po' di tutto e che tra l'altro doveva scadere nel 2000 e invece è stata prorogata già un paio di volte».

Il "prontuario" degli ausili. L'idea, messa a punto dal Csr che ha incassato anche l'approvazione dell'Iss e della commissione «handicap» di Confindustria, punta sulla creazione di un repertorio degli ausili tecnici erogabili a carico del Servizio pubblico, definiti con marca, modello, prezzo e organizzati secondo le norme Iso.

Le aziende produttrici potranno chiedere, in qualsiasi momento, l'iscrizione dei loro prodotti che risponderanno ai requisiti stabiliti per l'accreditamento. Il repertorio sarà così sempre aggiornabile offrendo, in questo modo, alle Asl, ai medici prescrittori e a chi utilizzerà l'ausilio tecnico quanto di più nuovo c'è sul mercato. Si elimineranno anche una serie di passaggi - prescrizioni generiche a cui non corrispondono gli ausili necessari, preventivi di spesa, collaudi, modifiche - che costringono i disabili a veri e propri slalom tra certificati, autorizzazioni, studi medici, Asl e officine ortopediche.

A tirare le fila di questo nuovo repertorio sarà - è la proposta del Csr - la neo?nata «Cud»: la Commissione unica per i dispositivi medici, istituita dall'ultima Finanziaria, per regolare il settore.

Il progetto riabilitativo individuale. Per dare un taglio netto alla burocrazia e agli sprechi nell'erogazione degli ausili il repertorio non basta da solo. Dovrà essere rivista anche la fase di individuazione delle esigenze e delle potenzialità del disabile. Per questo ci sarà bisogno, in base alla complessità dell'handicap, di una équipe multiprofessionale - composta dal medico specialista, affiancato da fisioterapisti, tecnici ortopedici, terapisti occupazionali e così via - che dovrà tracciare un «progetto riabilitativo» su misura.

«Non si tratta soltanto di dare una protesi o un ausilio, quasi fosse un risarcimento - dice Alessandro Giustini, presidente della Società di medicina fisica e riabilitazione - ma di scegliere una serie di interventi di cura e recupero, fondati su di una prognosi funzionale, che durino il tempo necessario a far recuperare l'autonomia al paziente».
(12 maggio 2003)

Marzio Bartoloni (da
Il Sole-24 Ore)