Mini News


1 Garattini: "Via dagli ospedali i medici che fumano"

2 Sars, ok delle Regioni al piano del ministero

3 Riuscito lo sciopero per il rinnovo del contratto

Garattini: "Via dagli ospedali i medici che fumano"

"Licenziare i medici che fumano nell'esercizio della professione". Non è una provocazione, ma una proposta, che il farmacologo Silvio Garattini ha lanciato al termine della presentazione di un'indagine Doxa che fotografa il pianeta dei fumatori. Fumano tredici milioni e mezzo di italiani. Il 30% è tabagista.

"E tra gli abbonati alla sigaretta c'è anche il trenta per cento dei nostri medici - spiega il professore - Ma se un dottore fuma durante le ore di lavoro scatta il conflitto di interesse con il 'padrone', l'ospedale, il Servizio sanitario nazionale". Garattini prosegue: "Il medico tabagista dà il cattivo esempio al suo paziente e il malato che fuma costa molto di più al sistema sanitario". La soluzione? "Inserire una norma rigidissima nella prossima revisione del contratto di categoria. Una clausola che preveda l'esclusione, ossia il licenziamento, di chi fuma sul luogo di lavoro". Il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ritiene "condivisibile nello spirito ma impraticabile, perché troppo drastica" la proposta di Garattini.

 
Sars, ok delle Regioni al piano del ministero

Le Regioni promuovono il piano per fronteggiare un'eventuale emergenza Sars in Italia, messo a punto dagli esperti della task force ministeriale e presentato, nei giorni scorsi, agli assessori regionali alla Sanità.

"È un piano efficace e completo - commenta Fabio Gava, coordinatore degli assessori regionali alla Sanità e responsabile della Sanità del Veneto - Bisogna solo approfondire alcuni aspetti tecnici ed entro due settimane presenteremo al ministero proposte ed eventuali emendamenti". Soprattutto, le Regioni hanno ricevuto la rassicurazione che le spese per il potenziamento dei medici addetti ai controlli negli aeroporti saranno a carico dalla Protezione civile. Le spese aggiuntive, infatti, erano motivo di preoccupazione per gli assessori.

Durante il vertice con il ministro Sirchia, il Commissario straordinario per la Sars Guido Bertolaso e i componenti della task force, le Regioni hanno sottolineato la necessità di avviare una campagna d'informazione adeguata, "per evitare l'allarme sociale", e di raggiungere la copertura vaccinale totale contro l'influenza fra gli ultrasessantacinquenni.

 
Riuscito lo sciopero per il rinnovo del contratto

Adesione massiccia dei lavoratori della Sanità allo sciopero per il rinnovo contrattuale indetto per lunedì scorso dai sindacati confederali. Manifestazioni si sono tenute in tutte le provincie italiane e a Roma è stato circondata pacificamente piazza Venezia, dove si affacciano il Comune e la Provincia di Roma.

Antonio Foccillo, segretario confederale della Uil, ha messo in evidenza la riuscita dello sciopero e delle manifestazioni a sostegno di una vertenza che si trascina da un anno e mezzo e "appare ingiustificabile si se considera che a febbraio del 2002 si raggiunse un protocollo d'intesa per rinnovare tutti i contratti del pubblico impiego".

"Ci aspettiamo pertanto - continua Foccillo - una immediata convocazione dell'Aran per gli enti pubblici e una altrettanto immediata risposta del Governo e dei rispettivi Comitati di settore per gli altri comparti, a partire da Sanità ed enti locali per i quali devono essere previsti gli stessi contenuti, anche economici, così come concordato a febbraio 2002".

 


In questo numero:

1 Pubblicità per aumentare le donazioni

2 Ticket contro le file in ambulatorio

3 Cuore, la prevenzione non è un sogn



Pubblicità per aumentare le donazioni

Per sensibilizzare maggiormente i cittadini sul tema delle donazioni di sangue, un campione di 610 medici di famiglia italiani indica al primo posto, fra una serie di iniziative utili, una maggiore pubblicità sui media e, al secondo posto, un ruolo più attivo dei medici di famiglia stessi.

Questo è uno dei risultati di un'indagine condotta dall'Eurispes in collaborazione con l'Avis sul tema della donazione di sangue nell'intento di verificare il livello di sensibilizzazione dei medici di famiglia sull'argomento. Lo studio ha tentato di individuare gli eventuali ostacoli alla diffusione delle pratiche di donazione nel nostro Paese e di raccogliere i suggerimenti provenienti dai medici per la promozione di una efficace campagna di sensibilizzazione dei cittadini. L'indagine è stata condotta tramite la somministrazione di un questionario, agli inizi di maggio 2003, su un campione di 610 medici di famiglia dell'intero territorio nazionale. Le risposte sono state analizzate anche in base all'area geografica, al sesso e alla classe d'età dell'intervistato. Dall'indagine è emerso che il livello di interesse della classe medica rispetto alla donazione del sangue è giudicato "abbastanza" o "molto" alto soprattutto dai medici di famiglia res identi al Nord-Est (81,3%), seguiti dai medici isolani (78%) e del Sud (74%) mentre tra gli intervistati del Centro e del Nord-Ovest le percentuali sono minori: rispettivamente del 71,8% e del 70,7%. Non mancano, tuttavia, i giudizi negativi, espressi dal 24,7% del campione. Per quanto riguarda la sensibilizzazione degli assistiti, il 79,5% dei medici di famiglia (quasi 4 su cinque) si e' impegnato in azioni di sensibilizzazione sul tema della donazione del sangue, mentre gli intervistati che hanno risposto negativamente costituiscono il 20,5% del campione.

 
Ticket contro le file in ambulatorio
Un ticket per combattere le infinite code che si formano negli studi di medicina generale. La proposta arriva da Roberto Anzalone, presidente dell'Ordine dei medici di Milano e leader del sindacato Snami, che ha proposto un ticket di 1 o 2 euro a prestazione per il medico di base con lo scopo di diminuire "l'assedio quotidiano degli ambulatori". La proposta ha però già suscitato le critiche del sindacato dei medici di famiglia della Fimmg.
 
Cuore, la prevenzione non è un sogno

Italiani promossi nella prevenzione dei problemi di cuore: tra gli abitanti del Belpaese calano i livelli di colesterolo e di trigliceridi, e si abbassa anche la pressione arteriosa, con più ipertesi che assumono farmaci ad hoc. La buona notizia viene dallo studio "Fadoi 3", condotto su 11 mila pazienti tenuti sotto controllo nell'ultima settimana di ottobre presso 517 divisioni ospedaliere di medicina interna distribuite sul territorio nazionale.

I risultati dell'indagine, condotta dal professor Alessandro Menotti e presentata al congresso Fadoi (Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti) di Bologna dal presidente della Federazione Ido Iori, lasciano spazio all'ottimismo ma invitano tuttavia a non abbassare la guardia. Infatti, l'ipertensione riguarda ancora l'80% degli italiani, le dislipidemie il 66%, il diabete il 25% e l'obesità il 15%. Non solo. Sono ancora pochi i dislipidemici sotto trattamento farmacologico (26%), e solo uno su 4 assume statine.

"Dalla ricerca - riferisce una nota della Fadoi - emerge inoltre che nel corso degli anni è aumentata l'età media dei pazienti. In prevalenza sono anziani, e in testa alle malattie cardiovascolari presenti con frequenza sempre maggiore c'è lo scompenso cardiaco". "La strada della prevenzione è quindi ancora lunga - ha commentato Menotti - ma gli italiani l'hanno imboccata". Peraltro, ha aggiunto l'esperto, "è chiaro che in un settore così complesso come le malattie cardiovascolari prevenzione significa quasi sempre spostare avanti nel tempo la possibilità che si verifichi un evento. Pertanto non illudiamoci, in questo momento, sulla possibilità di eradicare questo tipo di patologie, ma cerchiamo con conoscenze e mezzi adeguati di vivere più a lungo e meglio", ha concluso Menotti