Iss: rapporto sul fumo. Sirchia: il risarcimento danni è un forte deterrente

Hanno fra i 13 e i 17 anni, sono soprattutto ragazzi, abitano al nord e fumano in media 7 sigarette al giorno. Non è ancora un bisogno, ma lo fanno per imitare i grandi, in particolare i loro beniamini televisivi. Gli adolescenti con il vizio, però, sono meno rispetto a tre anni fa. A sorpresa, a smettere o a non voler cominciare affatto sono le
ragazze. È il quadro tracciato dall'Osservatorio su fumo, alcol e droga (Ossfad) dell'Istituto superiore di sanitá, presentato oggi a Roma durante il V Convegno nazionale su tabagismo e Ssn, in corso all'Iss, alla vigilia della Giornata mondiale senza tabacco di domani.

La ricerca, commissionata dall'Ossfad alla Doxa, ha coinvolto 498 ragazzi dai 13 ai 17 anni, intervistati telefonicamente fra marzo e maggio 2003. Il 12% fuma. Ma ci sono anche dati positivi. Negli ultimi tre anni, fra i 15 e i 24 anni, i fumatori maschi sono passati dal 37,7% al 32,6%, le femmine dal 30,4% al 20,17% per cento. Per le ragazze il deterrente maggiore sembra essere la paura degli effetti antiestetici che le sigarette esercitano sulla pelle.

Gli adolescenti con il vizio non sono ancora dipendenti dalla nicotina: l'assuefazione arriva dopo alcuni anni, soprattutto tra i 18 e i 24  anni. Secondo l'identikit dei giovani italiani con il vizio, tracciato dall'Ossfad, i fumatori sono più numerosi fra i 16 e i 17 anni e nelle regioni del Nord-est, seguite da quelle del nord-ovest. In media, non si superano le sette sigarette al giorno, senza grandi differenze tra maschi e femmine

«Le richieste di risarcimento nei confronti delle aziende che consentono di fumare e non impongono l'aria pulita sono un deterrente poderoso», ha detto il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, intervenendo alla
presentazione del Rapporto annuale sul fumo all'Iss.
  
Il ministro ha precisato che il rischio di pagare «miliardi di vecchie lire di risarcimento» costituirebbe un incentivo per le aziende a tutelarsi e, quindi, a far rispettare le norme. Negli Stati Uniti, ha aggiunto Sirchia, il sistema dei
risarcimenti ha funzionato e ha fatto crescere la pressione contro il fumo.
  
Sirchia ha quindi ribadito che «la lotta al fumo è un percorso a tappe iniziato con la legge per la difesa dei
non fumatori che sta andando in porto: speriamo che entro l'estate siano approvati i regolamenti che ancora mancano e che la legge possa dunque diventare operativa da luglio 2004».

Altra tappa decisiva è la tutela dei minori, che ha spiegato il ministro, si ottiene eliminando i modelli che invogliano ad iniziare a fumare, non solo dalla televisione alla moda, ma a cominciare dalle famiglie, e in particolare i genitori, aumentando le tasse sulle sigarette (una politica, ha ricordato, suggerita anche dall'Unione europea) e intervenendo come già fatto, sui distributori automatici per evitare che i minori di 16 anni possano aggirare il divieto di vendita. Il ministro ha infine sottolineato la necessità di promuovere e implementare
ulteriori campagne di educazione sanitaria e contro in particolare contro il fumo a cominciare soprattutto dalle
scuole.