Ecco la situazione del diabete in Italia


In occasione del congresso nazionale, i diabetologi dell'AMD hanno presentato uno studio che ha coinvolto pazienti, specialisti e medici di famiglia

Per la prima volta un’indagine ha messo a confronto medici e pazienti su alcune aree particolarmente critiche del diabete: il trattamento terapeutico con insulina o con ipoglicemizzanti orali; l'autocontrollo della glicemia; le complicanze cardiovascolari; il rapporto obesità-diabete e la disfunzione erettile.
I risultati più significativi della ricerca, che sarà parte integrante del "Primo rapporto sociale sul diabete", sono stati presentati in anteprima al XIV Congresso Nazionale dell'Associazione Medici Diabetologi (AMD) in corso a Catania dal 21 al 24 maggio 2003: “Questo lavoro rappresenta il più veritiero ‘spaccato’ del pianeta-diabete" ha detto il Presidente dell’AMD Marco Comaschi. "Un confronto dal quale emergono differenze di percezione e di vissuto tra pazienti e medici, ma anche utili indicazioni per interventi migliorativi a livello organizzativo, terapeutico e di approccio psicologico”.
E’ stato intervistato un campione composto da 1.000 pazienti diabetici con un’anzianità media nella patologia di quasi 16 anni e da 1.005 medici responsabili del trattamento della patologia (502 medici di famiglia e 503 specialisti).
La paura più grande per i diabetici riguarda la perdita della vista (52,9%), seguita dalle complicanze cardiovascolari (35,3%), renali (22,2%) e all’impotenza (1,2%). Le donne tendono ad avere un timore maggiore delle complicanze cardiovascolari rispetto agli uomini (33% a fronte del 27% degli uomini).
Secondo l’esperienza dei medici intervistati, il paziente diabetico sembra manifestare in misura maggiore il timore per le principali complicanze al proprio medico di famiglia, mentre preferisce confrontarsi con lo specialista su temi legati al trattamento della patologia.
Oltre tre quarti degli intervistati ritiene che gli strumenti per l’autocontrollo attualmente sul mercato siano "facili da utilizzare" e forniscano "misurazioni accurate". Tuttavia circa 3 pazienti su 10 ritengono gli strumenti ancora troppo difficili da usare.
Meno di un terzo dei pazienti con disfunzioni erettili segue un trattamento farmacologico e solo il 36,7% di questi pazienti è stato inviato dal medico di famiglia ad un altro medico per il trattamento: all’urologo nel 48,4% dei casi, all’andrologo nel 40,3% e da un diabetologo nell’11,3% dei casi.
Resta molto importante il ruolo di giornali, radio e Tv nell’informazione e aggiornamento dei diabetici, visto che rappresentano la fonte di conoscenza per circa il 9% dei pazienti intervistati. “Uno degli obiettivi dell’AMD per il prossimo biennio" ha confermato il Presidente eletto Giacomo Vespasiani "è quello di sviluppare la rete ‘Telemedicina’ per aprire un canale di comunicazione diretta tra medico di famiglia e diabetologo”.